Quattro Giornate di Napoli, 69 anni senza fascisti.

Quando prendo il treno e percorro la tratta Casoria – Napoli, in arrivo alla stazione centrale, leggo sempre una scritta che mi riempie il cuore: Napoli è Antifascista.

Ebbene sì, come un benvenuto ai viaggiatori, un tatuaggio sulla nostra pelle, orgogliosi di ciò che siamo stati, Napoli è contro il fascismo.

La storia ce lo insegna, oggi in particolare, data di ricorrenza delle famose “Quattro Giornate di Napoli”, episodio storico durante la seconda guerra mondiale in cui il popolo napoletano sconfisse i nazisti che occuparono con la complicità di Mussolini la città. L’esercito di Hitler, sotto il comando del feroce Helmut Scholl mise a ferro e fuoco la città partenopea con eccidi, umiliazioni e saccheggi. All’alba del 28 settembre cominciò la rivolta popolare, dalle zone del centro, Museo, via Foria, via Roma, via Chiaia fino a Posillipo, passando per il Vomero, ovunque scoppiò la rabbia del popolo contro gli oppressori.

Uno scatto d’orgoglio al quale parteciparono tutti, dai piccoli “scugnizzi”, si pensi ai giovani Adolfo Pansini e Vincenzo Palumbo, agli adulti, tutti sacrificarono la propria vita per lottare contro i nazifascisti.

Degna di nota la storia di Maddalena “Lenuccia” Cerasuolo, donna di origini popolari e che partecipò attivamente, con un ruolo significativo, all’insurrezione popolare. Lenuccia fu protagonista nel quartiere di Materdei, cercò di impedire che i tedeschi depredassero una fabbrica, in più partecipò alla battaglia contro i tedeschi in difesa del Ponte della Sanità e per le sue gesta fu insignita della medaglia di bronzo con questa motivazione: “Dopo aver fatto da parlamentare dei partigiani con i tedeschi al Vico delle Trone, si distinse molto nel combattimento che seguì. Nella stessa giornata coraggiosamente partecipò anche allo scontro in difesa del ponte della Sanità, al fianco del padre, con i partigiani dei rioni Materdei e Stella”.

E da gennaio 2011 la giunta comunale di Napoli ha intitolato a lei il Ponte, quel ponte che difese con tutte le sue forze.

Ecco perché quando guardo quella scritta in stazione il cuore pulsa d’amore, perché penso immediatamente alla forza di noi napoletani che riuscimmo a sconfiggere i nazifascisti e liberarcene prima che arrivassero gli alleati.

Oggi più che mai ha senso essere antifascisti, contro ogni tipo di apologia di nazismo e razzismo, per questo motivo è una sconfitta della Repubblica italiana il fatto che il 29 settembre si svolga una manifestazione di Forza Nuova ad Avellino, in Campania. E’ un insulto verso tutti, verso Lenuccia, verso Pansini, verso tutti gli attori principali e i protagonisti delle Quattro Giornate di Napoli.

 

 

 

 

Gli “Scugnizzi”

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1 Commento (+aggiungi il tuo?)

  1. Giuseppe Aragno
    Set 22, 2013 @ 12:55:11

    Scusi, ma chi le ha detto che Adolfo Pansini era uno “scugnizzo”?

    Rispondi

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