Manganello, sempre tu.

Qualcuno mi deve ancora spiegare perché, ad ottobre 2012, ogni volta che a Torino c’è un corteo finisce a manganellate.
È vero che in città si respira un clima di avversità generale, tra Fiat, Fassino ed un Comune che secondo voci di corridoio sarà presto commissariato, Cota (eletto illegittimamente, non dimentichiamolo) ed il suo Consiglio mangiasoldi, i ministri torinesi del governo Monti (Fornero e Profumo su tutti) e la questione TAV.
Ma è anche vero che, almeno da quel 17 novembre 2009 che ben ricordo, ogni corteo studentesco o no-TAV a Torino si è concluso in un manganellare, fosse in mezzo a questa o quella via del centro, sotto i portici della Regione (a pochi metri dalla Prefettura), fossero contro Berlusconi, Tremonti e Gelmini, contro Monti e la sua austerity, contro la Fornero e Profumo.
Ora, io capisco che la stragrande maggioranza di quelle manifestazioni siano state “guidate”, in un modo o nell’altro, dal noto centro sociale Askatasuna e dal suo collettivo studentesco e che anche stamattina si sia cercata la provocazione ai poliziotti con il lancio di vernice rossa e bottiglie di birra è un fatto documentato. A quel punto, le squadre antisommossa hanno caricato. Dal punto di vista strettamente legale, sono state legittimate a farlo dopo aver ricevuto l’offesa.
Perché, però, ogni volta bisogna arrivare alla mattanza, che spesso coinvolge anche chi non offende?
Il nostro ordinamento penale, che resiste ancora dal 1930 (codice Rocco di matrice fascista), prevede ancora agli articoli 341 e 341 bis il reato denominato oltraggio a pubblico ufficiale. Mi chiedo: perché ai primi cori contro le forze dell’ordine non si prendono un paio di persone tra quelle più attive e le si denuncia in flagranza di reato proprio per l’oltraggio a pubblico ufficiale o per ingiuria? Si potrebbe arrivare ad evitare lo scontro, forse. Anche perché altrimenti su La Stampa e Repubblica leggeremo sempre “Corteo studentesco devasta la città, arrestati X dei centri sociali” e così passano ancora in secondo piano la partecipazione pacifica degli studenti e le ragioni della loro mobilitazione, allontanando sempre più le masse dalla protesta.

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5 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Sendivogius
    Ott 07, 2012 @ 01:32:12

    E’ così importante ricevere i complimenti dei giornali “borghesi”?
    E’ così fondamentale avere l’approvazione e la legittimazione delle sedicenti “autorità”?
    Io non credo. Altrimenti che si protesta a fare? Per cosa? E soprattutto contro chi?
    Non è con gli applausi che si tutelano i diritti e se ne conquistano di nuovi. Nessun “padrone” inviterà mai alla propria tavola il poveraccio col cappello in mano, che bussa dimesso alla sua porta. Al massimo gli concederà un’elemosina per levarselo da piedi. Diversamente, lo farà bastonare dalla servitù.
    Attenzione a invocare l’art. 341 (bis incluso): si tratta di una normativa infame, che dovrebbe essere abolita. Un tempo non si finiva nemmeno in carcere per un simile “reato”, ma in manicomio criminale, sottoposti a trattamento sanitario obbligatorio con prolungamento discrezionale della detenzione (fino a quando non si era “guariti”). Solitamente, si applicava agli anarchici… quando non volavano via dalle finestre delle questure per “malore attivo”.
    Io non lascerei mai un ‘compagno’ nelle mani della “guardie”. E, se credessi in un qualche dio, lo ringrazierei per l’esistenza di posti come l’Askatasuna.

    Rispondi

    • lopinionista
      Ott 10, 2012 @ 22:43:55

      Scusami per il ritardo.
      A me non importa di per sé dei giornali, mi importa che il messaggio che arriva a chi quei giornali li legge (i genitori di quei ragazzi) non sia negativo. Io ero in una scuola di 1200 alunni, e di quei 200 che potevano essere interessati (e già questo dato, in quello che ai tempi era stato uno dei covi di Lotta Continua, nonché la scuola “guida” di Torino fino a non molti anni fa, mette tristezza) ce n’erano parecchi che, da quando hanno iniziato a manganellare la prima volta, dicevano più o meno “Io verrei anche, ma ho/i miei hanno paura che poi me le prendo dalla Digos”. E come dar torto, se ci si stacca dal punto di vista strettamente politico alla logica del genitore medio, che si vede certe immagini sui giornali o al TGR?
      Io non sono comunista, lo premetto, anche se penso che te ne sia già accorto, però concordo in pieno con la teoria di Gramsci dell’educazione delle masse. E per comunicare con le masse “medie”, servono – purtroppo – i giornali e le televisioni. Se queste passano solo il messaggio che i cortei studenteschi sono il momento in cui i teppisti cattivi vengono pestati dai poliziotti buoni, ed ignorano completamente tutta la parte politica che dovrebbe essere alla base (e che – ancora una volta purtroppo – tanti partecipanti ignorano), il movimento di protesta si riduce sempre di più, e già adesso non è nutrito.
      E, mi dispiace dirlo perché in generale non ce l’ho contro i centri sociali, l’Askatasuna molte volte negli ultimi anni ha preso la testa del corteo, e molte volte ha iniziato gli scontri (o comunque li ha scatenati provocando la reazione della Polizia: questo non lo so dire con certezza perché stavo sempre a metà del corteo per evitare i rischi) e si è allontanato dalle simpatie delle scuole.

      Rispondi

      • Sendivogius
        Ott 11, 2012 @ 13:39:38

        Premetto subito che la mia non vuole essere una replica polemica: dinanzi a risposte come la tua, mi levo il cappello e mi guardo bene dal polemizzare.
        E, dal momento che entrambi apprezziamo la stessa ispirazione gramsciana, non posso che concordare con gran parte della tua riflessione.
        Naturalmente, a nessuno piace essere preso a bastonate, né un genitore può digerire tanto alla leggera la vista del figlio/a che gli ritorna a casa imbrattato di sangue e la faccia tumefatta.

        Aggiungo che, a prescindere dalle cause, per me il pestaggio di ragazzini di 15/16 anni è qualcosa di intollerabile. Quelle che ho visto a Torino (e a Roma e a Milano) non erano “cariche di alleggerimento”, ma (per l’appunto) pestaggi belli e buoni: ragazze sbattute contro i muri, col viso compresso tra la parete ed il gomito del celerino di turno; ragazzini buttati a terra, presi a calci dietro la schiena, ed esibiti come trofei all’obiettivo dei fotografi; colpi di manganello sferrati in pieno viso e dietro la nuca…
        La cosa più disturbante era la differenza dei ‘protagonisti’ e lo sconcertante divario d’età: sbirri (non saprei definirli diversamente) di 35-50 (palestrati ma con la pancetta), bardati come robocop, contro ragazzini minorenni e disarmati, col fisico da lanciatori di coriandoli.
        Certo si trattava di una massa inarrestabile e difficilmente contenibile.
        E’ ormai passato il principio che qualunque cosa faccia un “tutore dell’ordine” sia lecita, a prescindere… Se si seviziano i fermati, se un arrestato muore durante la detenzione… c’è sempre la scusa pronta. La giustificazione a prescindere.
        C’è qualcosa di profondamente perverso in tutto ciò… Un genitore che schiaffeggia il figlio rischia la denuncia per lesioni personali e “offesa alla dignità personale”… Una maestra che costringe il bullo della classe, che si divertiva ad angariare il compagno di classe, a scrivere sulla lavagna “sono un cretino”, è stata condannata a 4 mesi per “violenze” (succede in Sicilia).
        Ma se il fascista in divisa ti spacca la testa a manganellate, per certa stampa, va benissimo e non si ha nulla da eccepire.
        Per rendere l’idea, mi permetto di segnalare un link sulla questione:

        http://ilblogdilameduck.blogspot.it/2012/10/piu-botte-per-tutti.html

        E parliamo degli stessi psicopatici in divisa che erano al mattatoio di Genova (perché non è che nel frattempo qualcuno sia stato rimosso). In compenso, a quelli che all’epoca parlarono di “macelleria messicana” o “polizia cilena” sembra si sia seccata la lingua. E infatti mica si può disturbare il Grande Manovratore (Mario Monti), sollevando un qualsivoglia problema. Ogni protesta, movimento, dissenso pubblico, va sopito (e troncato!)… il momento particolare lo rende “inopportuno” e dunque non si deve fornire alcuna sponda politica alle critiche sociali contro il governo messianico dei salvatores patriae.
        Meno che mai dopo che il Monitore dall’alto del Colle ha recitato la sua ennesima omelia in nome della “concordia ordinum”.
        Queste cose, nelle questure le sanno, le annusano per istinto e agiscono di conseguenza, sapendo che per certi “eccessi” non ci sarà alcuna conseguenza.
        Infatti i pestaggi torinesi sono passati sui giornali in decima pagina. La Repubblica, per fare un esempio, non sapendo cosa mai rimproverare agli studenti… pur di non sturbare la conduzione dell’ordine pubblico, se l’è presa con certi “triti slogan del passato” intonati dagli studenti (che certamente devono aver urtato la suscettibilità dei celerini). Oh parbleu! Mon dieu!
        In alternativa, devo sentire la solita tiritera sul povero poliziotto sottopagato a 1.300 euro al mese. A parte che di questi tempi, costituiscono un signor stipendio, considerando che la media delle paghe non arriva a 1.000… eppoi uno che si fa pagare per pestare la gente è indegno di qualsiasi rispetto.
        Sinceramente, posso capire l’ausiliare in servizio di leva, il ventenne appena entrato in polizia… ma uno che a quarant’anni suonati fa ancora ordine pubblico in servizio anti-sommossa NO. Vuol dire che gli piace e la cosa mi preoccupa!
        Ne conosco tanti di questi sedicenti eroi… 5 mesi all’anno a casa (tra malattie, ferie e permessi), ma non si perdono un solo servizio quando si tratta di andare a manganellare: “non puoi capire… è una scarica di adrenalina che ti fa star bene e ci si diverte da matti; meni e ti sfoghi. Alla fine ti senti liberato”.
        Sono le parole con cui sono stato deliziato, durante un pranzo tra ‘amici’, da uno di questi indefessi “eroi che rischiano la vita tutti i giorni per pochi euro”. Uno di quelli che era in reparto con Canterini (dice niente il nome?).

        Ti chiedo scusa perché ho divagato troppo, con un inutile excursus. Ma certe cose mi indignano in profondo. Perdona lo ‘sfogo’.

  2. lopinionista
    Ott 11, 2012 @ 19:03:26

    Non ti preoccupare, siamo qui per discutere, no? 😉
    Grazie per il link.

    Rispondi

  3. Trackback: Il montismo dei “riformatori” del PD « L'Opinione Politica

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