T’amo, o pio blog

(di , da il Fatto Quotidiano del 24 ottobre 2012)

Tutte le “testate giornalistiche diffuse per via telematica” – definizione tanto ambigua da abbracciare l’intero universo dell’informazione online o nessuno dei prodotti editoriali telematici – saranno obbligate a procedere alla pubblicazione delle rettifiche ricevute da chi assuma di essere stato ingiustamente offeso o che i fatti narrati sul suo conto non siano veritieri.

In caso di mancata pubblicazione della rettifica entro quarantotto ore, si incapperà in una sanzione pecuniaria elevata fino a 25 mila euro ma, prima di allora, si correrà il rischio di essere ripetutamente trascinati in Tribunale ingolfando inutilmente la giustizia e facendo lievitare i costi per difendere il proprio diritto a fare libera informazione.

Proprio mentre la Cassazione prova a mettere un punto all’annosa questione dell’applicabilità della vecchia legge sulla stampa all’informazione online, escludendola, il Senato, la riapre stabilendo esattamente il contrario: la legge scritta dai padri costituenti per stampati e manifesti murari si applica anche ad Internet.

Ce ne sarebbe abbastanza per definire anacronistica e liberticida la disposizione appena approvata dalla Commissione Giustizia del Senato ma non basta.

La portata censorea di questa norma è nulla rispetto a quella di un’altra disposizione contenuta nello stesso provvedimento appena licenziato dal Senato: l’art. 3, infatti, stabilisce che “fermo restando il diritto di ottenere la rettifica o l’aggiornamento delle informazioni contenute nell’articolo ritenuto lesivo dei propri diritti, l’interessato può chiedere ai siti internet e ai motori di ricerca l’eliminazione dei contenuti diffamatori o dei dati personali trattati in violazione della presente legge”.

È una delle disposizioni di legge più ambigue ed insidiose contro la Rete che abbia sin qui visto la luce perché è scritta male e può significare tutto o niente.

Una previsione inutile se la si leggesse nel senso che chiunque può chiedere ciò che vuole a chi vuole, senza, tuttavia, che il destinatario della richiesta sia tenuto ad accoglierla.

Una previsione liberticida se, invece – come appare verosimile – finirà con l’essere interpretata, specie da blogger e non addetti alle cose del diritto, nel senso che, a fronte della richiesta, sussiste un obbligo di rimozione.

In questo caso, infatti, assisteremo ad una progressiva cancellazione dell’informazione libera e scomoda online, giacché, pur di sottrarsi alle conseguenze della violazione della norma o, almeno, non trovarsi trascinati in tribunale, blogger, gestori di forum di discussione, piccoli editori e motori di ricerca, finiranno con l’assecondare ogni richiesta di rimozione.

Sarebbe la fine della Rete che conosciamo e la definitiva prevaricazione della voce del più forte sul più debole: uno strillo, anzi una mail, e per paura di finire davanti ad un giudice, in tanti rimuoverebbero post e contenuti perfettamente leciti.

Esattamente il contrario di ciò di cui avremmo un disperato bisogno in un Paese come il nostro che vive, da anni, il problema della mancanza di informazione libera: una norma che punisca chiunque provi a censurare, imbavagliare o mettere a tacere un blogger o chiunque faccia informazione.

Domani il testo approda all’assemblea di Palazzo Madama per la discussione ed il voto definitivo: ci sono meno di 24 ore per salvare quell’informazione online che, ovunque nel mondo, sta dando prova di rappresentare la più efficace alleata di ogni società democratica contro i soprusi e le angherie di ogni regime palese od occulto.

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4 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Sendivogius
    Ott 24, 2012 @ 20:49:04

    La “fortuna” (molto relativa) di avere un parlamento di cialtroni, e soprattutto di analfabeti digitali, consiste nel fatto che spesso provano a legiferare su cose delle quali non sanno e non capiscono nulla.
    Internet.. i blog.. il web.. notoriamente rientrano nelle categorie dove l’ignoranza dei nostri ‘onorevoli’ è massima.
    Il risultato consiste nel fatto che simili provvedimenti draconiani, per inefficacia e assenza del ridicolo, assomigliano tanto alle famose Grida manzoniane.
    Una diffida legale è diversa da una querela, che deve essere consegnata fisicamente da un pubblico ufficiale al querelato, che deve essere certo e raggiungibile. In caso contrario, la polizia postale dovrebbe avviare una ricerca su vasta scala dei possibili titolari del sito o autori del post incriminato, vagliando profili e indirizzi IP. Naturalmente su richiesta di un magistrato, che a sua volta dovrebbe vagliare preventivamente la sussistenza della fattispecie di reato.
    Buona Fortuna!
    Per chiedere poi la “rimozione” o l’oscuramento dei siti internet in oggetto, se non si vuole incappare nell’incostituzionalità del provvedimento, bisognerà quanto meno avere una disposizione dell’autorità giudiziaria, possibilmente con sentenza di condanna passata in giudicato o una evidente flagranza di reato (pedopornografia) e non certo i capricci prezzolati del Paniz di turno.
    In teoria, nei casi come i blog ospitati su piattaforma wordpress, la richiesta di oscuramento dovrebbe essere indirizzata alla sede d’oltreoceano, su richiesta tramite rogatoria internazionale…
    Insomma la cosa è più complicata a farsi che a dirsi. D’altronde, i censori non brillano mai per particolare intelligenza.
    C’è poi da considerare un bravo internauta, consapevole dei “rischi” che l’attività comporta, solitamente prende delle ovvie contromisure.
    Di questi tempi, e con questa gente, una diffida… una querela… e minacce varie…
    non si negano a nessuno. Ci sarebbe quasi da preoccuparsi del contrario.
    Personalmente, ne sto mettendo insieme una discreta collezione… E la notte dormo benissimo..:)

    Rispondi

    • lopinionista
      Ott 24, 2012 @ 21:59:51

      Anch’io sono tranquillo. Il problema sarebbe se questo blog fosse influente come Dagospia o altri più seri… Possiamo stare tranquilli per anni. 😀

      Rispondi

      • Sendivogius
        Ott 25, 2012 @ 18:03:01

        🙂 Perché tu credi davvero che le blogstar da 30.000 accessi al giorno, coi loro robottini che gli moltiplicano accessi ed i guru che gestiscono loro il sito, siano davvero migliori o più influenti di blog come questo?!?
        Io trovo le vostre riflessioni di raffinatissima fattura. E nel mare magnum della mediocrità prevalente la qualità si nota.

  2. lopinionista
    Ott 27, 2012 @ 00:42:50

    Tu ci abitui troppo bene! 😀

    Rispondi

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