Operazione verità: Li Gotti, Rivoluzione Civile, quando la diffamazione è all’ordine del giorno

Qualche giorno fa impazzava sul web un articolo preso dal sito discaricapolitica.wordpress, spazio aperto il 17 gennaio, con 4 articoli tutti contro Rivoluzione Civile. Tale blog, ha fatto sì che diventasse virale la notizia di un ex fascista, Luigi Li Gotti, deputato dal 2008 con l’idv, che si sarebbe candidato capolista al Senato proprio con la lista di Ingroia. Il tam tam sul web comincia a correre, a destra e a manca le persone si dicono indignate, l’antifascismo militante sul web si fa forte, su facebook alcune pagine tra cui Sinistra Unita per Ingroia posta delle immagine contro il fascismo, ma chi è davvero Luigi Li Gotti?

Facciamo un’operazione di verità, Luigi Li Gotti è nato a Crotone per poi trasferirsi a Roma, è stato avvocato in molti processi importanti, come la strage di Piazza Fontana, l’omicidio del commissario Luigi Calabresi e stragi di mafia. Già questo è un punto a suo favore. Andiamo avanti.

Come si legge dal suo sito personale, www.luigiligotti.it , milita nel msi quando vive in Calabria, poi nel 1974 si trasferisce a Roma e smette fino al 2002 di fare politica, quando dopo circa 30 anni senza militanza, aderisce all’Italia Dei Valori. Amico di Giovanni Falcone, che infatti gli chiese di rappresentare e difendere Marino Mannoia, al quale avevano ucciso la madre, la zia e la sorella per farlo tacere.

Luigi Li Gotti viene minacciato dalla mafia per la sua attività da avvocato, lui stesso afferma che “non si è mai fermato, non ha mai arretrato di un millimetro, per dignità!”.

E’ diventato senatore occupandosi di giustizia ed antimafia e in commissione giustizia ha pure lavorato molto bene sulle questioni poste dal Ministro Severino (basta leggere gli articoli postati stesso da lui sul suo sito).

Andando su Twitter, sul suo contatto, si leggono prese di posizione interessanti, altro che fascista, ci sono posizioni antitetiche con la destra! Dice con un twit parlando della Diaz: “Serve cancellare la macchia con la verità. Il nuovo parlamento istituisca commissione inchiesta”. Qualcuno dirà, perché non l’ha fatto prima? Non era in Parlamento quando c’era da fare la commissione d’inchiesta e nell’ultimo anno, con il governo Monti, cose di questo tipo non si sarebbero mai potute fare. Sempre spulciando sul suo account twitter, si legge: “#Tortura, come IDV, ho presentato disegno di legge nel 2008 per reato di tortura e ho fatto il massimo per l’approvazione, ma l’aula votò il ritorno in commissione”.

Interessanti le sue posizioni sul lavoro: “Difesa del lavoro, contro leggi inique,  come il licenziamento ingiusto e ingiustificato. Considero un arretramento, la modifica dell’art.18 dello Statuto dei Lavoratori, che impone al giudice di dichiarare risolto il rapporto di lavoro, nella stessa sentenza che riconosca non giustificato il licenziamento. Un paradosso giuridico inserito nel nostro ordinamento. “

Ora, lungi da me difendere un tesserato dell’IdV, ma se facciamo qualche paragone sui fatti detti e descritti, mi pare che questa persona sia politicamente molto più avanzata dei democratici che fanno parte del PD.

Per questo motivo ci voleva un’operazione di verità.

“Non è per nulla indifferente il luogo ove si vive e si fa politica. Bisognerebbe conoscere Crotone e la democrazia che vi si respirava. Era la Stalingrado del sud, con il PCI fortissimo. Noi giovani facevamo politica senza contrapposizioni. Passavamo il nostro tempo nello stesso centro sociale e insieme lavoravamo nelle iniziative. Ricordo quando tutti (anche i ragazzi della FGCI) mi delegarono a presentare il progetto “democrazia scolastica” ad un convegno regionale con Livio Labor. Poi c’era una fortissima realtà operaia. Era bello fare politica. Quel mondo era fatto di rispetto e di battaglie comuni. Il massimo del contrasto c’era quando si incontravano le squadre di calcio giovanili (ricordo la Dinamo e la Giovane Italia). Poi mi trasferii a Roma. Con automatismo continuarono a ripetere ogni anno gli elenchi degli iscritti e, spesso, mi arrivava la tessera di iscritto a Crotone mentre io vivevo a Roma e non facevo politica. La rifeci nel 1997, alle provinciali di Roma, con campagna per il candidato DS (Napolitano). Mi è buon testimone il segretario della federazione DS di Genzano, Manfredo Fiormonti, collega di studio. Nello studio eravamo tutti ispirati dal grande avvocato del PCI, Fausto Tarsitano e mio collega era Pino Zupo, già responsabile nazionale giustizia del PCI. Alcune volte ho votato (anche per i Radicali) altre volte no. Poi mi è tornata voglia di fare politica e nel 2002 ho aderito all’IdV. Volevate sapere se sono fascista? Io credo nella mia Costituzione, la mia religione laica. La Costituzione più bella (e incompiuta) del mondo. Credo nella legge, nei diritti, nella giustizia. Basta così. Ho voluto rispondere non a chi mi ha mostrato disprezzo ma a chi mi ha manifestato solidarietà. Sono fatto così. Se avessi ricevuto solo espressioni sprezzanti, non avrei risposto, perché sono un uomo libero.”

Luigi Li Gotti

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12 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Santolo Capasso
    Gen 22, 2013 @ 15:30:54

    é tutto chiaro

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  2. sandro
    Gen 22, 2013 @ 15:42:27

    E l’appartenenza ad AN?

    Rispondi

  3. Jack
    Gen 22, 2013 @ 16:27:58

    Non ha semplicemente militato nel MSI ma ne è stato segretario provinciale per diverso tempo ed è stato anche consigliere comunale eletto nelle liste del MSI. Tutto questo negli anni ’70, gli anni in cui il MSI calabrese era l’avanguardia del neofascismo più aggressivo e violento (Reggio Calabria ci dice qualcosa). Avere militato in quegli anni e in quella regione nel MSI è una colpa abbastanza grave.

    Ma se non bastasse potremmo anche aggiungere il ruolo che LiGotti ha avuto dentro IDV nella battaglia contro la costituzione della Commissione d’Inchiesta sui fatti del G8 di Genova 2001.

    Che sia un uomo di destra mi pare evidente.

    Rispondi

    • Luca Mullanu
      Gen 22, 2013 @ 16:46:05

      Rispondi

    • Luca Mullanu
      Gen 23, 2013 @ 02:30:39

      “Non è per nulla indifferente il luogo ove si vive e si fa politica. Bisognerebbe conoscere Crotone e la democrazia che vi si respirava. Era la Stalingrado del sud, con il Pci fortissimo. Noi giovani facevamo politica senza contrapposizioni. Passavamo il nostro tempo nello stesso centro sociale e insieme lavoravamo nelle iniziative. Ricordo quando tutti (anche i ragazzi della FGCI) mi delegarono a presentare il progetto “democrazia scolastica” ad un convegno regionale con Livio Labor. Poi c’era una fortissima realtà operaia. Era bello fare politica. Quel mondo era fatto di rispetto e di battaglie comuni. Il massimo del contrasto c’era quando si incontravano le squadre di calcio giovanili (ricordo la Dinamo e la Giovane Italia). Poi mi trasferii a Roma. Con automatismo continuarono a ripetere ogni anno gli elenchi degli iscritti e, spesso, mi arrivava la tessera di iscritto a Crotone mentre io vivevo a Roma e non facevo politica. La rifeci nel 1997, alle provinciali di Roma, con campagna per il candidato DS (Napolitano). Mi è buon testimone il segretario della federazione Ds di Genzano, Manfredo Fiormonti, collega di studio. Nello studio eravamo tutti ispirati dal grande avvocato del Pci, Fausto Tarsitano e mio collega era Pino Zupo, già responsabile nazionale giustizia del PCI. Alcune volte ho votato ( anche per i radicali) altre volte no. Poi mi è tornata voglia di fare politica e nel 2002 ho aderito all’Idv. Volevate sapere se sono fascista? Io credo nella mia Costituzione, la mia religione laica. La Costituzione piu bella ( e incompiuta) del mondo. Credo nella legge, nei diritti, nella giustizia. Basta così. Ho voluto rispondere non a chi mi ha mostrato disprezzo ma a chi mi ha manifestato solidarietà. Sono fatto così. Se avessi ricevuto solo espressioni sprezzanti, non avrei risposto, perché sono un uomo libero.”

      LI GOTTI

      Rispondi

  4. Jack
    Gen 22, 2013 @ 20:03:44

    “è stato avvocato in molti processi importanti, come la strage di Piazza Fontana, l’omicidio del commissario Luigi Calabresi e stragi di mafia. Già questo è un punto a suo favore.” visto come sono andati quei processi non lo definirei un punto a favore! il primo non ha colpevoli, e guarda caso la verità storica parla di fascisti e trame di Stato, il secondo ha portato all’incarcerazione di un innocente come “mandante ideologico” ovvero per aver detto che Calabresi era (e lo era) un assassino, e per le stragi di mafia siamo ancora dietro con pentiti che si pentono ritrattano, si ripentono, ritrattano e alla fine i mandanti e in alcuni casi anche gli esecutori materiali sono ignoti o intonsi. Direi che tutto questo inquadra ancor meglio il personaggio e la volontà di Ingroia di portare avanti le istanze di repressori, manettari e giustizialisti.

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  5. Giuseppe Carrubba
    Gen 22, 2013 @ 21:39:32

    grazie della chiarezza e del passato.

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  6. aidarossaura
    Gen 23, 2013 @ 17:45:25

    Si, volevamo sapere se sei un fascista, se lo chiedono a me rispondo NO, IO!

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  7. mendicante
    Gen 25, 2013 @ 00:07:36

    Molta gente di destra si batte contro la mafia, derivano dal nazionalsocialismo. E questo non significa che non comunque siano ex fascisti, uomini di destra candidati in una coalizione sostenuta da partiti che si professano comunisti.

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