Perché non ha senso sperare che Papa Francesco sia modernista

Questo articolo non piacerà ai più: sarà pieno di riflessioni su temi fuori moda e sarà lungo, perchè ho la pessima tendenza di fare discorsi partendo da lontano; tuttavia spero che lo leggiate tutto, anche a rate. Lo spero perché con questo articolo vorrei fare presente il punto di vista dei cattolici tradizionalisti sulla Chiesa, un punto di vista che spesso non è noto e viene bollato con superficiali etichette semplificatrici. Insomma decifrare il punto di vista di chi è interno alla Chiesa.
La fonte principale di queste semplificazioni sono le indigeribili banalità che tutti i media ci hanno costretto ad ascoltare prima del conclave o che abbiamo letto sui giornali questa mattina. Questo non è un articolo per credenti: è un articolo per chi è estraneo alle riflessioni del mondo dei credenti e ha come solo modo di formarsi una opinione a riguardo le banalità ricorrenti dei media.

Partiamo proprio dalle insopportabili chiacchiere dei media di tutto il mondo piene di frasi fatte e di interventi copia-incolla che ripetono ad ogni conclave, questa immagine in inglese le elenca alla perfezione senza che debba farlo io.

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Tralasciamo anche gli utilissimi commenti da Capitan Ovvio, con i quali i giornalisti devono accompagnare le dirette nel terrore di non sapere più cosa dire.
Il bombardamento di frasi del genere spinge i credenti non praticanti e chi semplicemente non crede ad avere un’ immagine distorta di come dovrebbe funzionare la Chiesa, dalla disinformazione nascono delle semplificazioni erronee che vengono poi date per scontate.

Non è raro udire persone intelligenti fare dichiarazioni pressappochiste come “Gesù era il primo comunista” o “Gesù faceva così quindi la Chiesa dovrebbe fare X invece di Y”, sono generalmente frasi basate su una rappresentazione pop di Gesù ricavate probabilmente da qualche film. Sono generalizzazioni basate su un’idea stereotipata di come Gesù è rappresentato nella cultura popolare moderna, spessissimo le conoscenze delle scritture di chi le pronuncia non vanno oltre qualche sbiadito ricordo di una messa o del catechismo da bambini.
Ad esempio non è raro imbattersi su internet in persone ignorantissime che cercano di rivelarti la verità nascosta su Gesù perchè hanno visto zeitgeist (minuscola voluta) e si sono bevuti tutto. Tutto questo non ha niente a che vedere con l’essere credenti o meno, dobbiamo semplicemente domandarci se la persona con cui stiamo parlando basa le proprie conclusioni dalla conoscenza dello stesso Gesù di cui parla la Chiesa, ossia quello dei vangeli, oppure del Gesù guru new age inventato dagli hippie, del Gesù rivoluzionario comunista, di quello di Dan Brown o di altri ancora.

A peggiorare la cosa ci si mettono libri ben poco attendibili scritti da chi ne ha fatto la propria fonte di facili introiti editoriali. Anche qui non è questione di credere o meno ma di separare i fatti dalle seghe mentali: se Augias scrive l’ ennesimo libro scopiazzando fesserie già ampiamente smentite per arrivare alla straordinaria rivelazione che Gesù era gay il punto non è se il lettore è credente o meno ma se il lettore vuole leggere spazzatura senza fondamento o indagini serie.

Tutti noi, in particolare chi non conosce il cristianesimo perché non interessato, veniamo bombardati da queste scemenze che ci portano a costruirci una cornice interpretativa le cui fondamenta sono completamente errate.
In questo contesto di disinformazione totale si inseriscono i “consigli al nuovo pontefice” riguardanti posizioni politiche della Chiesa.
Eccone uno ricorrente: “La Chiesa dovrebbe uscire dal medioevo eleggendo un Papa progressista che apra alle unioni gay, all’ aborto, al sacerdozio femminile e al matrimonio dei sacerdoti bla, bla bla”. Apparentemente, soprattutto dal punto di vista laico, è una frase sensata.

La Chiesa però non è mai cambiata su queste posizioni e i non credenti la considerano oscurantista e reazionaria per questo, molti cattolici non praticanti invece si chiedono perchè la Chiesa cui nominalmente dicono di appartenere non adotta le posizioni della società di oggi.

“Se solo la Chiesa cambiasse la propria posizione sui contraccettivi tutti la apprezzerebbero, perchè non lo fanno?” Frase già sentita?
Perchè hanno bisogno di un Papa giovane e modernizzatore, risponderebbe il credente disinformato.
Perchè sono dei vecchi bigotti reazionari, risponderebbe il non credente e, dal suo punto di vista, avrebbe ragione.

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Il punto che nessuno capisce è che la Chiesa sta agendo coerentemente rispetto al proprio sistema di credenze: le posizioni “politiche” della Chiesa sugli omosessuali o sull’aborto sono basate sulla propria dottrina e per modificarle bisognerebbe cambiare la dottrina. La Chiesa non prende quelle posizioni non perché intrinsecamente medioevale e reazionaria ma perché altrimenti rinnegherebbe la propria stessa dottrina.

Quello che il non credente chiama aggiornamento significa invece rinnegamento e suicidio.

Un ateo potrebbe correttamente rispondermi che secondo lui Dio non esiste e che la dottrina della Chiesa è una scemenza basata su un vecchio libro che continua ad ostacolare il progresso e la tolleranza. Non contesto questo modo di vedere le cose ma chiedo all’ateo di comprendere che la Chiesa è perfettamente coerente all’interno di quello in cui crede; è coerente anche nell’essere, come direbbe lui, reazionaria.

Già oggi si sono diffuse in rete immagini e citazioni di Papa Francesco sull’omosessualità al grido di “vedete! È reazionario anche lui!”.
Ora, un ateo non può realisticamente sperare che esista un Papa che contraddica la dottrina per fare il progressista. Il non credente dovrebbe piuttosto auspicare che non ci sia proprio un Papa o che nessuno lo ascolti, in nome della laicità dello stato.
Il Papa è reazionario? È perché sta facendo il suo lavoro e sta rimanendo coerente con la verità che dice di possedere, che un ateo speri in un Papa progressista è senza senso.
Invece il credente non praticante, e quindi scarso conoscitore della dottrina e delle sue basi, ritiene che la Chiesa possa e debba adattare le proprie posizioni per stare al passo con i tempi e auspica un Papa pop carismatico e progressista.Il credente non praticante non si rende conto del fatto che questo comporterebbe il rinnegamento della propria dottrina e renderebbe la propria religione un guscio vuoto, i teologi modernisti, che ispirano questi credenti casual, invece se ne rendono perfettamente conto e anzi lo auspicano.

Ma quindi la dottrina si può cambiare e adattare al mondo come dicono i teologi modernisti?
No, significherebbe creare una nuova religione. Per usare l’esempio di prima: la posizione cattolica sull’omosessualità è basata sulle sacre scritture e sull’insegnamento di alcuni santi e padri della Chiesa e per cambiarla bisognerebbe ignorare e rinnegare queste fonti: di fatto non sarebbe più il cattolicesimo ma una nuova religione con una dottrina diversa sugli omosessuali. Significherebbe ammettere relativisticamente che il mondo è andato avanti e che la Bibbia è un libro scritto da uomini con una mentalità vecchia di alcuni millenni; da un punto di vista laico dire questo è certamente logico ma non lo è da un punto di vista religioso.
In quanto religione la Chiesa afferma di possedere una verità rivelata, realisticamente può un Papa dire che si sono sbagliati per duemila anni ma che adesso cambiano come è cambiato il mondo? Qualcuno la chiamerebbe verità? Una verità che dura fino a che non cambiano le opinioni della massa ha senso? Avrebbe senso credere in una Chiesa del genere?
Per questo dico che non ha senso che un non credente, che ritiene siano tutte scemenze, si aspetti questo cambiamento da un Papa o, ancora peggio, che sia un credente a sperare in un Papa così.
Se la Chiesa possiede la verità questa è valida sempre e non può essere adattata ai cambiamenti del mondo.
Per mantenere la coerenza con la propria tradizione la propria dottrina, per mantenere la propria pretesa di verità la Chiesa non può certo cambiarla questa verità.
La Chiesa può cambiare il suo approccio al mondo ma non i principi dottrinali su cui è fondata.
“Se la Chiesa facesse questi cambiamenti tutti la apprezzerebbero” è la frase fatta con cui i modernisti giustificano le loro pretese.

È opportuno chiedersi una cosa allora: queste persone parlano di una religione o di una Chiesa ONG (lo stesso esempio fatto ieri da Papa Francesco)? Parlano di una religione in cui si crede o di un’organizzazione umanitaria come Amnesty o la Croce Rossa che la gente apprezza per il suo impegno umanitario?
La Chiesa deve guardare a fedeli e credenti o alla popolarità mediatica?
Esiste una sola persona che diventerebbe credente perchéla Chiesa è diventata progressista o piuttosto direbbe: “credono comunque in delle scemenze ma almeno fanno del bene”?
In compenso chi è credente e si vede cambiare e relativizzare le cose in cui credeva dovrebbe correre il più in fretta possibile verso la più vicina parrocchia ortodossa.
Esiste il consenso mediatico e l’accettazione dei laici da una parte ma c’è anche il “consenso spirituale” dei fedeli dall’altra, a quale dei due dovrebbe interessarsi di più la Chiesa?

Ma andiamo ad analizzare i nostri simpatici teologi modernisti che sperano che finalmente Francesco sia il Papa che cambierà tutto e stroncherà la tradizione, dal celebre Hans Kung alla parodia nostrana Vito Mancuso.
Sul primo credo che nominare il suo libro “Con Cristo e con Marx” basti per distruggerne la credibilità di fronte a chiunque abbia un cervello, ateo o credente. La sua teologia è un continuo chiedersi se Dio esiste e la risposta a cui è arrivato in sostanza è “mi piacerebbe saperlo”.
Quanto a Mancuso cito una felice frase del filosofo e studioso del marxismo Costanzo Preve che potete trovare QUI e che consiglio a chi ha tempo di leggere.
“La concezione di Mancuso di Dio come “sorgente e porto dell’essere-energia”, a metà fra Teilhard de Chardin ed uno sciamano siberiano, fa rimpiangere la vecchia concezione tomistica classica.” Detto da un non credente come Preve.
La teologia di Mancuso può essere riassunta in “non rispetto nessun dogma, reinterpreto soggettivamente tutta la fede come mi pare, sono in contraddizione con gli ultimi duemila anni ma vi assicuro che sono cattolico”. Teologia individualista fai-da-te.
Queste persone e gente come Don Gallo non sono cattolici progressisti come si definiscono ma semplicemente non sono cattolici, credono in una religione da loro creata che prende le parti che più gli fanno comodo dell’ intero corpo della dottrina della Chiesa Cattolica.
Mi chiedo solo perché si ostinino a dirsi cattolici anche quando più nessuna inquisizione li verrà a mettere al rogo se ammettessero di non esserlo, che si facessero la loro Chiesa personale progressista.

Sui giornali in questi giorni questi teologi fai-da-te insieme a molti atei progressisti, che non possono fare a meno di dare consigli a una religione in cui non credono, si sono affrettati a immaginare gli scenari di rinnovamento più assurdi in seguito all’elezione di Papa Francesco; ad esempio Scalfari oggi afferma che “per questo prete di strada non possono esistere principi non negoziabili”, mi piacerebbe sapere su quali basi lo afferma.
Per ora tutti i sogni con cui queste persone hanno imbrattato pagine e pagine di quotidiani rimangono overthinking e speculazioni prive, in larga parte, di basi a proprio sostegno; consiglio loro di risparmiare l’inchiostro.

Papa Francesco è chiaramente un Papa che segna una discontinuità con Benedetto XVI ma è stato evidentemente eletto, e anche piuttosto in fretta, anche con i voti dei conservatori. Non c’è quindi stata la grande rivincita dei progressisti nella battaglia finale ma un semplice compromesso, mi dispiace rovinare gli avvincenti romanzi che i vaticanisti da due soldi hanno inventato ma la verità è probabilmente ben meno cinematografica della loro versione.
Sarà un Papa più povero nel cerimoniale e nel vestire, sarà un Papa più attento al sociale che alla teologia forse, potrebbe essere un Papa mediatico e carismatico come Giovanni Paolo II ma è alquanto improbabile che sia l’ossimoro che queste persone desiderano: il Papa hippie progressista LGBT.
Che nessun sano di mente si aspetti che dica sì ai matrimoni gay, all’aborto e via dicendo: se lo facesse non sarebbe un Papa cattolico ma un eretico perché andrebbe a contraddire la dottrina rivelata.
Personalmente avrei piuttosto voluto un Pio XIII, ma mi riservo di giudicare Papa Francesco per quello che farà realmente e non per quello che i modernisti vorrebbero che facesse.

Un cattolico dovrebbe sperare che questo Papa sia carismatico ma che difenda la verità in cui crede e non certo che la cambi. Un ateo, che in quella verità non crede, dovrebbe invece sperare che si mostri coerente con la propria dottrina e che il mondo di oggi lo rifiuti.
Ma sperare in un Papa progressista non dovrebbe avere senso indipendentemente dal fatto che si sia o meno credenti.

Spero di aver polverizzato qualche luogo comune, grazie per aver letto tutto il text-wall.

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12 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. jaycanto
    Mar 15, 2013 @ 18:50:18

    Io l’ho letto tutto, eh.

    Rispondi

  2. woominc
    Mar 16, 2013 @ 03:06:34

    Reblogged this on Povero Paese and commented:
    Ho rebloggato questo articolo, anche se in completo disaccordo: Papa Francesco sembra avere la volonta` di cambiare cominciando dalle piccole cose.

    Rispondi

  3. riccardog
    Mar 16, 2013 @ 08:31:43

    In quanto ateo non posso che concordare, non si può sperare in un papa veramente progressista, l’unico modo per rendere la Chiesa Cattolica progressista è demolire di fatto la Chiesa Cattolica.

    Rispondi

  4. Pierfrancesco Palmisano
    Mar 18, 2013 @ 14:59:58

    Io pure l’ho letto, ma “modernista” non vuol dire quello che intendi tu (ovvero modernismo “morale”) ma è un qualcosa che ha intaccato e continua ad intaccare gli aspetti fondamentali del cristianesimo (dei quali la morale è solo una lontana e “secondaria” conseguenza), ovvero la Fede, i dogmi, la dottrina, la liturgia, etc etc… Il sovvertimento morale non è molto importante per loro, anzi proprio quando si perdono quelle cose fondamentali ci si attacca all’ultima cosa rimasta che è la morale (c.d. “moralismo”), basti pensare alla storia ed all’attualità del protestantesimo…
    Quanto poi al perchè i “modernisti” preferiscano restare nella Chiesa anzichè uscirne la risposta è facile: se facessero diversamente non sarebbero “modernisti”… questa è proprio la loro “tattica”: fare la rivoluzione dall’interno della Chiesa…

    Rispondi

    • jaycanto
      Mar 18, 2013 @ 16:02:31

      Non ho capito esattamente cosa intendi, pur avendo scritto io stesso un articolo in cui cito questa “minaccia modernista”. Puoi spiegarti meglio, per favore?

      Rispondi

    • Sisto VI
      Mar 19, 2013 @ 16:17:01

      Si, capisco cosa intendi. Sono consapevole di quegli aspetti del modernismo, che poi sono quelli realmente vitali per i credenti, tuttavia ho voluto scrivere sul modernismo per quanto riguarda le posizioni “politiche” della Chiesa perché è per via di quelle che molti non praticanti o non credenti superficialmente si augurano un Papa “progressista”.

      Rispondi

  5. Nicola
    Mar 18, 2013 @ 19:39:11

    Comunque l’ha detto anche un eminente personaggio interno alla Chiesa che la Chiesa è “indietro” di 200 anni. Solo che chiunque lo dica è semplicemente uno che non ha studiato.

    Rispondi

  6. Trackback: Perché non ha senso sperare che Papa Francesco sia modernista | Sestante
  7. Jàdawin di Atheia
    Giu 29, 2013 @ 19:39:53

    Ho pubblicato il tuo articolo sul mio blog, penso che raramente io sia stato così d’accordo con uno scritto altrui, complimenti!

    Rispondi

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