(Quando) Lo Stato è una offesa alla dignità dell’individuo.

Questo è un articolo molto amaro che apre ad una opinione molto chiara sulla vicenda dei due marò e prosegue con alcune deliranti considerazioni sulla vita, sulla dignità dei popoli e sut tutto il resto.

Prima di scrivere questo articolo, che sarebbe potuto uscire diciamo un paio di giorni fa, ho preferito terminare di vedere anche l’ultima puntata di un cartone animato giapponese, un anime, chiamato Code Geass.

Code Geass narra la storia di una Terra distopica in cui diverse superpotenze combattono una guerra senza confini per la conquista del mondo e delle sue risorse. I personaggi principali fanno tutti parte di una famiglia regnante che non si fa scrupoli ad usare militari e civili come pedine su una scacchiera di un gioco strategico. Solo quando l’ultimo tiranno è abbattuto, la gente comune può conoscere la pace tra i popoli e le nazioni. Volutamente non inserisco imagini. La veste grafica non è stata di mio gradimento.

Mi direte voi come e quanto questo possa avere influenzato le opinioni che di qui passerò ad esporre.

Credo che non sarà niente di nuovo, ma reputavo importante dirlo. Non so quanti mi leggeranno; per chi lo fa: pensateci bene a quello che sto per dirvi.

Al Telegiornale, il Tg2, durante il pranzo, sento una durissima accusa di Vincenzo Nigro (che poi esporrà in forma estesa su Repubblica): “Il Ministro degli Esteri, Giulio Terzi, ha sfruttato il ritorno dei due marò al solo fine di un guadagno politico personale.

La mia più grande paura? Che il Nigro c’avesse ragione.
Da quel giorno, è cambiata una cosa. Che Terzi ha rassegnato le dimissioni. Ma l’intera faccenda mia ha amareggiato moltissimo.

Innanzitutto, ho percepito il male della politica. Ho percepito il male nella sua forma più disumana: i nostri due soldati sono degli eroi. Sono degli eroi, e non perché l’hanno voluto. Sono degli eroi perché le contingenze del caso li hanno fatti assurgere a questo – mai così infausto – piedistallo. Sono due eroi popolari, e sono due poveri cristi.

Io non so e certamente non posso dire se hanno sbagliato. Ma sono stati usati, come pedine.Non sopporto l’idea che la vita e la libertà di queste due persone sia stata usata per regolare i rapporti con questo stato fortissimo, elefantiaco e potentissimo che è l’India. Ma perché? Perché dobbiamo essere schiavi di queste persone che stanno al potere? Perché le truppe che noi addestriamo per difendere il nostro territorio, non solo vengono mandate a combattere in luoghi lontani, ma persino sulle navi commerciali. Perché un ambasciatore, che da sempre non porta pena, dovrebbe pagare le colpe del suo Paese con la reclusione e cosa? Minacce? Era veramente pronto a questo? Oggi un ambasciatore dev’essere veramente pronto a questo? Perché, in nome di queste due istituzioni vuote di ogni valore umano chiamate Stato Italiano e Federazione Indiana, due nazioni, o due insiemi di popoli, saranno – inevitabilmente – costretti all’odio, all’odio razziale?

Io lo so, perché io ho visto ed ho letto. Ho letto cosa l’indiano medio pensa degli italiani. Ho letto cosa hanno fatto i politici indiani, cosa hanno detto ai loro elettori, cosa hanno promesso. Hanno promesso vendetta e punizioni esemplari. Ho visto come alcuni – fortunatamente i meno, ed i meno disciplinati – militari italiani risolverebbero la cosa. In maniera sbagliata, se proprio non c’eravate arrivati.

Vi è stato insegnato che lo Stato deve portare ed educare i suoi cittadini ai valori della pace e della dignità, ma sistematicamente non è così. Lo Stato è solo l’esoscheletro da cui il potente di turno si diverte a giocherellare. Io non voglio affatto essere riconosciuto cittadino di nessun ente giuridico che si permetta di giocare in questo modo con la vita delle persone. Malta, Italia, non fa differenza alcuna. Non sono mai stato convinto che sia un fattore di nazionalismi o peggio di razza. L’umanità è dentro di noi. Solo che gradualmente, la sacrifichiamo per ottenere più potere sul prossimo e sulle cose. È assolutamente necessario ridimensionare sin da subito la quantità di operazioni militari di ogni singolo paese nel mondo. Io so perfettamente che nessuno di noi può fare niente, individualmente, e tuttavia vi chiedo di non smettere mai di valutare, tra le proposte politiche, il pacifismo e l’antimilitarismo, come alternative giuste e desiderabili.
Infatti, solo una politica diplomatica seriamente impegnata alla collaborazione overnazionale (badate bene, overnazionale, non internazionale. Dobbiamo abbattere il mito del nazionalismo), e non al fottere il prossimo (in tutto e per tutto) può rivelarsi efficace a lungo andare.

Non è affatto sbagliato armarsi. Possiamo armarci quanto vogliamo. Sarà inutile, se non abbiamo con chiarezza la coscenza che lo scopo per cui dobbiamo tenere una pistola in mano è quella di non doverne mai premere il grilletto. C’è una persona con una pistola e nove senza. Quei nove sono i suoi schiavi. Ora ci sono diece persone tutte con una pistola. Se anche solo uno dei dieci spara, quei 10 sono uomini morti. Se però tutti e 10 hanno ben chiaro che non devono sparare, quei 10 hanno formato un equilibrio diplomatico. L’Umanità, l’amore per la vita, è l’unico freno naturale che ci dovrebbe impedire di sparare. L’Umanità è l’unico vero mezzo che abbiamo per vivere in equilibrio tra di noi. L’Umanità è uno stato mentale, uno stato dell’anima. Chi ama la vita ha la pistola e non ne preme il grilletto.

Voglio concludere questo articolo con uno dei discorsi più toccanti che io conosca:

Gandhi, l’intramontabile Gandhi, è stato il leader politico e spirituale della rinascita indiana.
L’India, un colosso che schiaccia l’Italia, un paese che ha perduto ogni forma di fiducia verso sé stesso. Su cosa si poggia l’India? Sulla moltitudine. Perché l’India è la terra dei “geni della scienza” ? Perché gli indiani sono geneticamente più predisposti? Oh, no. Perché sono tanti. Ed ognuno di loro, conta. Ogni singolo indiano, sommato a tutti gli altri indiani, conta.

Questo è davvero la fonte di ogni forza: la moltitudine.
Se l’Italia non ritroverà subito il rispetto verso il popolo e verso l’italiano medio che ne è la sua matrice, il suo stampino; se l’Italia non trarrà dal basso le sue risorse, e non appellandosi ad una fantomatica elita marcia, corrotta e soprattutto sterile; allora l’Italia sarà schiacciata dagli elefanti.

E forse, dico forse, se da questa esperienza lo Stato Italiano, per come lo conosciamo adesso, ne uscirà frantumato, e parimenti cadranno ad uno ad uno tutti gli obelischi ed i simboli meta-architettonici della pianificazione della vita umana, forse solo allora, ritroveremo l’Umanità perduta.

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