Lo sciopero stocastico

Avvertenza: il presente post è volutamente provocatorio e carico di fegato marcio. Astenersi rompicoglioni. L’autore ringrazia sentitamente.

Diventeranno un miraggio, lo so...

Diventeranno un miraggio, lo so…

Mi scuserete per lo stile decisamente colloquiale ed i toni informali ai quali non vi ho abituati, ma per una volta sono costretto ad indossare i panni del cittadino incazzato anch’io.Innanzitutto credo sia giusto dirvi che la ragione che mi induce a scrivere (a sfogarmi) è che ho saputo stamattina, tramite Twitter (quando il cazzeggio aiuta), che CGIL, CISL e UIL hanno indetto per giovedì 18 uno sciopero regionale dei trasporti piemontesi.
Ora, è vero che da giugno ci saranno ulteriori tagli alla mobilità regionale, sia per quanto riguarda i mezzi urbani che le corriere ed i treni – va da sé che quindi saranno danneggiati tanto i dipendenti delle aziende di trasporti quanto i tanti lavoratori e studenti che usano i mezzi pubblici per spostarsi – ma è anche vero che proprio la scorsa settimana hanno scioperato i Co.Bas. insieme alla UGL ed ai ferrovieri della CISL.

Posso affermare che ormai, all’interno degli autoferrotranvieri torinesi, i blocchi CGIL-CISL-UIL e CoBas-UGL si equivalgono quanto a numero di iscritti.
Ciò di cui non mi capacito, però, è perché invece di scioperare singolarmente una settimana i tre grandi cartelli, una settimana i sindacati di base e (alleluja) fare una settimana senza scioperi, non si decida di fare UNA, e dico una sola, giornata di sciopero di TUTTE le sigle invece di fracassare i coglioni a noi studenti stressati, a voi lavoratori paranoici e pure ai pensionati cagacazzo che vanno al mercato alle 7 di mattina e si lamentano se non riescono a salire sui sovraffollati carri bestiame novelli.
Ditemelo, c’è forse un valido motivo? Avete paura che qualcuno vi dia voce e voi non sappiate cosa dire? Non avete un motivo valido per protestare e allora scioperate alla cazzo di cane?
No, così, per sapere. Sapete com’è, io pago (ebbene sì, sono abbonato) un servizio e pago anche i vostri stipendi, sia con il prezzo dell’abbonamento che attraverso le imposte regionali e comunali che arrivano alle partecipate pubbliche. Sono, in parte, il vostro datore di lavoro, oltre che vostro cliente e utente. Esigo delle spiegazioni. Ho tutto il diritto di non essere ostaggio dei vostri giramenti di cazzo.

Volete scioperare? Fatelo come si deve, unitariamente, e magari stiamo anche dalla vostra parte. Ma finché fate il cazzo che vi pare non vi lamentate se la gente vi manda a fanculo (a ragione) e non vi paga biglietti e multe (a torto).

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3 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Trovato Antonino
    Apr 15, 2013 @ 15:36:20

    Sono in sintonia con il tuo articolo, anche se non accetto di essere chiamato “cagacazzo “. Se tu non fossi pensionato, capiresti, per esperienza personale, perchè si sono formate tante sigle sindacali e perchè cercano di differenziarsi.L’ Italia è un paese strano, molto strano, sopratutto per questo. Con il tempo capirai , ma non capirai abbastanza, perchè non s’impara mai tutto. Non credi che vi sia tra gli aderenti una mancanza di cultura politica, sociale e civile e tanto corporativismo in certe sigle sindacali con un evidente scollamento con gli interessi dei destinatari del servizio ?

    Rispondi

    • lopinionista
      Apr 16, 2013 @ 09:55:42

      Scusa, era una generalizzazione per riferirmi ai tanti over 60-70 che, pur avendo tutto il tempo del mondo a loro disposizione, pretendono di voler salire su autobus strapieni anche nelle ore di punta e inveiscono contro tutto e tutti, a volte senza nemmeno pagare il biglietto.

      Passando alla tua domanda, io credo che sia fin troppo evidente che ormai i sindacati non si interessino più di fare gli interessi dei lavoratori (salvo qualche rara eccezione) ma siano diventati un modo per fare soldi, coperti dalla Costituzione. Non ne comprendo la ragione.

      A questo punto, però, non posso non chiedermi se non sarebbe meglio avere un solo sindacato legato esclusivamente ai lavoratori e non ai partiti, e per quale motivo le grandi sigle non cerchino di agire compatte.

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      • Trovato Antonino
        Apr 17, 2013 @ 09:41:18

        Ho lavorato per 40 anni nel sindacato CGIL ed ho attraversato tutte le fasi dei vari tentativi per avere l’unità sindacale. Non solo non si è riusciti ,ma , dopo, è scomparsa anche l’unità di azione e di lotta sindacale.Non è questione di partiti, ma solamente di democrazia sindacale.Ancora decidono le sigle e non i lavoratori. Bisogna fare un salto di qualità; bisogna ,per legge, rendere obbligatorie e vincolanti le decisioni dei lavoratori.Non c’ è alternativa!

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