Populismo o demagogia?

C’è chi rimprovera una mancata conoscenza dei termini a noi che diamo del populista a Grillo, usando in modo sprezzante il termine “populismo” che, originariamente, non avrebbe un contenuto negativo ma anzi sarebbe l’esaltazione politica del ruolo del popolo. In realtà, ci dicono, si dovrebbe usare la parola “demagogia” per intendere quel raggiro del popolo con il quale un carismatico acquisisce consenso per fare tutt’altro interesse, oppure la parola “qualunquismo” che significa invece l’avere un atteggiamento disinteressato, prevenuto e generalizzato verso la politica.

La verità secondo me è che Grillo è sicuramente tutte e tre le cose.

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Populista perché esalta il ruolo della massa, della “gente”, del popolo appiattendo il ruolo dell’individuo a puntino indistinto di una grande massa fonte di esigenze proprie, e che insegue la pancia di queste maggioranze indistinte di pecore senza interessarsi del cervello. Essere populista, al di là dell’accezione più moderna che è stato posteriormente data dai media (e non vedo perché non se ne dovrebbe tener conto!) che lo associa in modo più stringente alla demagogia, non è affatto positivo come alcuni pensano: parlando alla pancia della gente si scoprono razzismo, odio, guerre tra poveri, cacce alle streghe, forcaiolismi.

Demagogo perché il grande consenso che ha ricevuto e che ancora riceve lo sfrutta per aumentare il proprio potere mediatico, economico, politico senza mettere in pratica alcuna promessa. Non solo dunque pensa ad un popolo privo di individui che lo compongono, non sono parla alla pancia e non al cervello, ma una volta ascoltata la pancia della massa, non si tenta neanche di realizzare nulla, e dunque si raggirano abilmente i tanti ingenui che lo hanno votato.

Qualunquista sia lui, sia coloro che lo votano, perché appiattisce gli schemi politici e rifiuta le differenze comportamentali-etiche e soprattutto le differenze ideologiche. Anzi si può dire rifiuti le ideologie, denigrandole e ripudiandole. Ma è lo stesso populismo di Grillo a imporre lui di essere qualunquista, perché è il qualunquismo ciò che attualmente, a torto o a ragione, fuoriesce dalla pancia della gente. Compito della politica, ma non di Grillo (né di Renzi, né di Berlusconi) sarebbe combattere con fatti e contenuti questa indifferenza generalizzata che solo apparentemente sembrava essere stata spazzata via dal M5S

Roberto

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1 Commento (+aggiungi il tuo?)

  1. Antonino Spartacus Trovato
    Nov 25, 2013 @ 13:11:24

    Purtroppo è così e quindi vorrei dire al mondo che soffre e che non riesce nemmeno a dormire a giudicare severamente i cosiddetti politici, di fare loro il pelo e contropelo , a votarli non per le chiacchiere e gli slogan ,ma per l’impegno, la passione , il cuore che mettano nel contatto con le persone e con i loro problemi. Il paese ha bisogno di onestà , di dirittura morale , di coerenza e non di rappresentazioni teatrali ; ha bisogno di sapere di quale mondo si fa parte e quale politica si vuole portare avanti . Il mondo di Renzi , del santone non è quello dei disoccupati, dei giovani che non hanno nemmeno i soldi per all’estero e stanno in casa, dei pensionati ,dei cassintegrati, dei precari, delle partite IVA costrette a chiudere attività,insomma degli strati più deboli della popolazione. La demagogia, il populismo ,il qualunquismo possono ingannare ed ingannano, ma non risolvono i problemi.

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