“Oltre” cosa?

Beppe Grillo aprirà il V3Day

Alle soglie del terzo Vday organizzato da Beppe Grillo a cinque anni dall’ultima manifestazione di questo genere, c’è da chiedersi quali siano state le motivazioni che hanno spinto il Movimento Cinque Stelle a organizzare una terza edizione della manifestazione che, fino a qualche tempo fa, si considerava come un antecedente della creazione del Movimento, forse neanche del tutto consapevole.
Il processo di massificazione di un partito andato ben oltre le stesse ambizioni dei manifestanti di allora ha portato il non-partito di Beppe Grillo ad una trasformazione inevitabile: il consenso di circa un quarto del paese ha inevitabilmente distaccato (ideologicamente e numericamente) lo zoccolo duro della militanza dal vastissimo elettorato reale e potenziale al quale il Movimento ha attinto e vuole continuare ad attingere; la parlamentarizzazione del Movimento ha messo i pentastellati nelle condizioni di dover prendere delle decisioni, di dover produrre delle proposte, di dover fare delle scelte di campo e dei compromessi: senza quasi rendersene conto, alcuni grillini “miracolati dalla rete” si sono ritrovati a non poter più solo urlare vaffanculo ad un immaginifica Casta chiusa dentro le mura del palazzo, perché dentro quel palazzo ci si sono ritrovati in tanti, tanti di più rispetto a quanto probabilmente lo stesso Grillo si aspettasse, tanti da non poter star impunemente in un angolo a fare i vezzosi; l’approdo del grillismo nelle istituzioni locali, regionali e nazionali è stato rocambolesco, ha dato forti segni di impreparazione, di frizione, fino ad arrivare alle espulsioni purga, al doppiopesismo, alla constatazione contraddittoria della struttura verticistica di quel movimento che pure era stato propagandato dal suo esordio come il simbolo della democrazia dal basso; il grillismo inoltre – nato come sentimento popolare con il vento mediatico in poppa, figlio delle trasmissioni televisive e radiofoniche che hanno fatto del qualunquismo la loro ragione sociale, e noto come fenomeno sostenuto unanimemente dal “popolo della rete” – incontra per la prima volta il dissenso rumoroso da parte di media tradizionali ma anche dei social network, incontra la satira pungente, incontra persino i fischi di chi prima li vedeva come diversi e ora improvvisamente apre gli occhi.
Ma il grillismo si dimostra troppo astratto, troppo statico, troppo scontroso, troppo prevedibile, troppo scoperto. Si arrabbia di fronte alla satira, querela giornalisti, caccia cameramen, cancella il dissenso interno e ignora quello esterno, comincia persino a diffidare di quello strumento che prima di allora aveva esaltato come massima espressione della democrazia cybernetica: Internet.
Questo staticismo ha consumato l’appeal del Movimento Cinque Stelle, destinato secondo alcuni analisti a sgonfiarsi per l’assenza di proposta che avrebbe dovuto seguire la protesta. Non diventano uguali agli altri, per ora, ma per certi versi gli altri risultano essere migliori di loro, mentre loro figurano legittimamente come quei ragazzetti inesperti che hanno avuto paura di governare sebbene ne abbiano avuto l’occasione. Allo stesso tempo non riescono a dimostrare di essere così diversi dagli altri: assomigliano sempre di più a quello che per decenni è stato il peggior nemico di molti elettori cinque stelle (ndr. Silvio Berlusconi) quanto a struttura del partito e a considerazione quasi religiosa del leader, e non riescono a produrre validi modelli alternativi al sistema, rimanendo sostanzialmente o impreparati, o inconcludenti, o sparpagliati, sui temi più importanti che una classe governante deve affrontare.

Beppe e Marine, verso la trasformazione comune

E allora il motivo di questo terzo VDay, dal titolo non casuale “Oltre”, è o vuole essere qualcosa di diverso dai precedenti VDay e dai comizi dello Tsunami tour: è un operazione, probabilmente di apparenza, del passaggio del Movimento ad una nuova fase. Oltre la protesta senza proposte, oltre alla politica dei no, oltre al movimento visto ancora come costola della sinistra, oltre la gestione monarchica (rectius: diarchica) del movimento, oltre la politica fatta da “ragazzetti inesperti”, oltre lo stesso termine “grillino” (contro la quale, non a caso, si è scagliato il deputato Alessandro Di Battista). Un “oltre” che dovrebbe essere la tardiva certificazione di un cambiamento in parte già avvenuto nel terreno nel quale si son trovati a correre, o a rincorrere, ma un “oltre” tutt’altro che facile per un movimento qualunquista che, per natura, ha una vita breve e molta concorrenza.
Sarà Beppe Grillo ad aprire il VDay, dando la spinta iniziale ad una manifestazione meno incentrata su di lui e più su ospiti (sul palco e sul teleschermo) tra i quali sono stati annunciati alcuni nomi nazionali e internazionali di molto rilievo (primo fra tutti Julian Assange). I parlamentari cinque stelle non saranno sul palco, ma “tra la gente”, e ci chiediamo se Gianroberto Casaleggio bypasserà la manifestazione. I segnali, tutti volti a quella trasformazione che prima ho descritto, sono abbastanza chiari: tuttavia mi riesce difficile pensare ad un VDay dove i riflettori non saranno tutti puntati su ciò che Grillo, nel primo pomeriggio, dirà alla platea festante di Genova, la sua città.
Infine un opinione personale: cari grillini, se vi aspettate un cambiamento… Scordatevelo. Le vostre aspettative saranno tradite. Ma voi, probabilmente, neanche ve ne accorgerete.

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12 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Silverio
    Dic 01, 2013 @ 17:03:41

    Temi il M5S e lo si vede dal tuo articolo….Se potevi,avresti scritto di peggio.

    Rispondi

    • capracampa
      Dic 01, 2013 @ 23:43:57

      come no, paurona proprio. Di cosa, non è dato sapere. La tua è la classica risposta da grillino: è sgrammaticata (se “avessi potuto”), non è nel merito, è inutilmente aggressiva ed è la fotocopia delle parole che beppone si inventa per farvi sentire uniti. Si stanno tutti cagando sotto a vedere i grillini, è vero: ma dal ridere.

      Rispondi

  2. lopinionista
    Dic 01, 2013 @ 23:01:55

    Mi sembra esagerato dire “un quarto degli italiani”.
    I sondaggi dicono un quarto del 65% che andrebbe a votare, ma da quel 65% bisogna sottrarre ancora un 20% di indecisi e un 5% di schede bianche, motivo per il quale stimo intorno al 12% la reale rappresentatività del M5S. Se estendessi questo metodo anche agli enti locali, ecco che i recenti 9% diventerebbero il 9% del 50% dei votanti, dunque all’incirca il 4,5%.
    Non sopravvalutiamo il fatto che siano una quota di 1 italiano su 20 (1 su 10 unendo il voto di protesta a livello nazionale), ma non sottovalutiamo nemmeno il rischio dell’ignoranza.

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  3. Alessio Sgaramella
    Dic 01, 2013 @ 23:07:26

    NOTO CHE CI SONO MOLTI COMMENTI … AHHAHHAHAHA
    Brav,i non so’ quale film hai visto … ahahahhahahahaha !!!!!
    … vi stiamo mandando tutti a casa … !!!! e siamo solo un terzo quando saremo i due terzi allora vedro il mio paese cambiare …e tanta gente ritroverà il lavoro perduto … e anche tu disoccupato non avrai piu tanto tempo per scrivere menzogne ahahhahahahahahahah !!!! IO RIDO … VOI TUTTI IN GALERA !!!!

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  4. jackmax
    Dic 02, 2013 @ 01:44:38

    Sgaramella, sei più sgrammaticato e ridicolo del primo grillino che ha risposto… sghignazzi come un ebete e credi di minacciare chissà chi, in realtà non ti rendi neanche conto che ti stai rivolgendo a persone comuni e civili che, a differenza di te, non si bevono i deliri di un urlatore fomentato da un furbastro ex (forse) forzitaliota e sanno dare alle cose il oro nome e lo giuste proporzioni e ridono di te e dei tuoi sproloqui… i due terzi dei votanti ve li scordate, già adesso siete moooolti di meno di quelli che avevano votato il tuo idolo e la sua ciurma di candidati incompetenti e dannosi, altro che un terzo degli italiani… sei solo un fascista che fa il leone da tastiera, renditene conto.

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  5. glux
    Dic 02, 2013 @ 02:09:51

    OLTRE il tuo partito di ladri ad esempio….. la festa di oggi ha chiaramente infastidito molti, l’autore dell’articolo è uno di questi e per noi è una vera goduria vedervi arrampicare sugli specchi incapaci di fronteggiare quest’onda che continua a crescere e presto vi travolgerà spazzandovi via definitivamente…in alto i cuori, stiamo arrivando!
    P.S. Per curiosità, quanto costa andare a votare i vostri candidati alla guida del partito? Fate sempre due euro o c’è l’aumento per ripagare le tessere false?

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    • lopinionista
      Dic 02, 2013 @ 02:32:10

      Prova a chiedere alla sezione del PD più vicina a casa tua, pare che siano sempre 2 euro.

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    • Sisto VI
      Dic 02, 2013 @ 11:07:27

      A giudicare dai sondaggi, dei quali però è bene non fidarsi troppo, e dai risultati ottenuti in tutte le ultime elezioni amministrative il tuo movimento non mi sembra esattamente un’ onda che cresce.

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  6. Francesco Coppa
    Dic 02, 2013 @ 03:09:26

    Mamma mia! Più passa il tempo e più vedo il loro numero ridursi e concentrarsi in una banda di fanatici celebromanipolati! Una banda di robottini senza dignità propria! Prendi 3 grillacci in tre posti diversi del paese, ci parli e sembra che stai parlando con la stessa persona (o almeno stai provando a parlarci….). Per loro è comunione e affinità di pensiero, per me è schiavitù psicologica! La cosa più triste è che non si rendono conto che gli hanno manipolato il cervello, non si rendono conto delle continue contraddizioni urlate dal loro “messia” e soprattutto non si rendono conto che si stanno suicidando,osannando ciò che ha tutte le carte in tavola per una nuova e ancor più terribile dittatura!!!

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  7. Gigi
    Dic 02, 2013 @ 07:48:19

    Eppure….una certa somiglianza….!!!???!!!

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