Re D’Alema

Io so.

Io so chi sarà il prossimo Presidente.
Io so chi ha distrutto il PD.
Io so chi porterà a termine il Piano di Rinascita Democratica. L’ha già fatto.

Altro che Berlusconi. Altro che Grillo. Altro che Renzi.

Massimo D'Alema

And the winner is…

Ha vinto lui. Ha vinto il Lider Massimo.

È impossibile non ammetterlo. In una settimana è riuscito a imbonire Renzi, che non lo attacca più da troppo, far dimettere la Bindi, bruciare Marini, bruciare l’arcinemico Prodi, far dimettere Bersani e gettare sospetti su Renzi e i suoi.

Soprattutto, dopo aver ucciso il PCI ed il PDS, quest’uomo è riuscito a dare il colpo di grazia anche al PD, con una tenacia ventennale rarissima in questo Paese.
Come se non bastasse, è pronto per salire al Quirinale, forte della propria propensione al plagio subdolo, di un accordo con Berlusconi e della benevolenza di parte del pubblico del PD.

Quello stesso PD che si ritroverà Matteo Renzi a capo di quel 10-15% di voti che rimarranno al Partito, dopo i continui fallimenti.
Un leader di destra, Berlusconi, a sfidare un leader di destra, Grillo, e un terzo competitor di destra, Renzi.
Sempre che D’Alema lo permetta.

Lo sciopero stocastico

Avvertenza: il presente post è volutamente provocatorio e carico di fegato marcio. Astenersi rompicoglioni. L’autore ringrazia sentitamente.

Diventeranno un miraggio, lo so...

Diventeranno un miraggio, lo so…

Mi scuserete per lo stile decisamente colloquiale ed i toni informali ai quali non vi ho abituati, ma per una volta sono costretto ad indossare i panni del cittadino incazzato anch’io.Innanzitutto credo sia giusto dirvi che la ragione che mi induce a scrivere (a sfogarmi) è che ho saputo stamattina, tramite Twitter (quando il cazzeggio aiuta), che CGIL, CISL e UIL hanno indetto per giovedì 18 uno sciopero regionale dei trasporti piemontesi.
Ora, è vero che da giugno ci saranno ulteriori tagli alla mobilità regionale, sia per quanto riguarda i mezzi urbani che le corriere ed i treni – va da sé che quindi saranno danneggiati tanto i dipendenti delle aziende di trasporti quanto i tanti lavoratori e studenti che usano i mezzi pubblici per spostarsi – ma è anche vero che proprio la scorsa settimana hanno scioperato i Co.Bas. insieme alla UGL ed ai ferrovieri della CISL.

Posso affermare che ormai, all’interno degli autoferrotranvieri torinesi, i blocchi CGIL-CISL-UIL e CoBas-UGL si equivalgono quanto a numero di iscritti.
Ciò di cui non mi capacito, però, è perché invece di scioperare singolarmente una settimana i tre grandi cartelli, una settimana i sindacati di base e (alleluja) fare una settimana senza scioperi, non si decida di fare UNA, e dico una sola, giornata di sciopero di TUTTE le sigle invece di fracassare i coglioni a noi studenti stressati, a voi lavoratori paranoici e pure ai pensionati cagacazzo che vanno al mercato alle 7 di mattina e si lamentano se non riescono a salire sui sovraffollati carri bestiame novelli.
Ditemelo, c’è forse un valido motivo? Avete paura che qualcuno vi dia voce e voi non sappiate cosa dire? Non avete un motivo valido per protestare e allora scioperate alla cazzo di cane?
No, così, per sapere. Sapete com’è, io pago (ebbene sì, sono abbonato) un servizio e pago anche i vostri stipendi, sia con il prezzo dell’abbonamento che attraverso le imposte regionali e comunali che arrivano alle partecipate pubbliche. Sono, in parte, il vostro datore di lavoro, oltre che vostro cliente e utente. Esigo delle spiegazioni. Ho tutto il diritto di non essere ostaggio dei vostri giramenti di cazzo.

Volete scioperare? Fatelo come si deve, unitariamente, e magari stiamo anche dalla vostra parte. Ma finché fate il cazzo che vi pare non vi lamentate se la gente vi manda a fanculo (a ragione) e non vi paga biglietti e multe (a torto).

Non è forse interessante?

Il Malpaese e Il Belpaese

Immagine

Quali scenari prospettare dopo l’incredibile risultato elettorale?

Che futuro attende il Movimento Cinque Stelle? Chi (o cosa) ha permesso la sua inarrestabile ascesa politica?

Il blogger Gaspare Serra ne parla con Federica Salsi, consigliere comunale di Bologna ed “epurata” eccellente del Movimento Cinque Stelle:

 

(SALSI E L’“EPURAZIONE PUBBLICA” DAL M5S)

 

(Gaspare Serra) Lei è divenuta famosa dopo la sua discussa partecipazione alla trasmissione televisiva “Ballarò”. Perché ha accettato l’invito di Floris? A posteriori, giudica quella scelta coraggiosa o politicamente suicida? Se potesse tornare indietro, la rifarebbe?

(Federica Salsi) Io sono divenuta famosa il 31 ottobre grazie a Grillo e al suo vergognoso post “Il talk Show ti uccide”, quello sul punto G. Il mio telefono ha iniziato a squillare ininterrottamente dalle ore 15 in poi (poco dopo la pubblicazione del post) ed erano tutti giornalisti.

Ero stata ad altre trasmissioni televisive nazionali, Grillo stesso nel 2011 diceva di…

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Vorrei soffermare la vostra attenzione, prima ancora che sulla breve analisi introduttiva, sui 14 punti dell’Ur-fascismo.
Se avete notato qualche similarità con la situazione attuale, non state sbagliando, non del tutto perlomeno.

Liberthalia

A giudicare dalla caratura di certi attori politici e dalle inclinazioni del pubblico in fatto di scelte, alle volte si ha la netta sensazione di avere a che fare con scimmie ubriache alle quali sia stata data una pistola carica, brandita con la gaia incoscienza di chi evidentemente si reputa assolto da ogni responsabilità.
Gli strumenti istituzionali sono una cosa seria e andrebbero maneggiati con cura…
Siamo davvero sicuri che la Democrazia sia così solida e radicata, da poter essere a prova di logoramento e quindi gestibile da chiunque?
Per il momento siamo passati dai vecchi teatrini della politica ad unico grande circo, dove finora il numero più riuscito è il mexican standoff: invenzione pulp di successo che ha fatto la fortuna del cinema d’exploitation, risolvendosi quasi sempre in pirotecniche sparatorie, dove vince chi spara per primo e di più.
il Buono il Matto il CattivoAttualmente, il protagonista principale è un rancoroso…

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Una cosa la posso dire: gli italiani non sanno (o non vogliono?) guardare né al passato, né a quello che lasceranno alle generazioni successive.

Pensiero a caldo di un antiberlusconiano

lutto ItaliaSono antiberlusconiano da quando ero bambino.

Ricordo ancora bene di quando, in terza elementare, stavamo studiando la democrazia ateniese. Eravamo in piena campagna elettorale del 2001 o poco prima, e non ci fu occasione migliore per capire come funzionava allora e come funzionava dodici anni fa. Vinse Berlusconi, per la seconda volta. Ricordo che i TG parlavano ancora degli strascichi di Tangentopoli e del conflitto d’interesse, del milione di posti di lavoro che Forza Italia doveva creare e che aspettiamo ancora, della firma del “contratto con gli italiani” che non è stato rispettato… E ricordo che una volta che Fini era intervistato al TG1 cambiai canale per mettere su Tom e Jerry.

La campagna del 2006 non la ricordo, preso dal caos della mia terza media, dalla cavalcata per la promozione in A, Calciopoli e i Mondiali, tutto in così poco tempo. Vinse Prodi, ancora una volta.
Della campagna del 2008 ricordo poco, in realtà. Ero in seconda liceo e avevo messo il simbolo del PD come sfondo del cellulare su entrambi gli schermi, questo lo so. Poi ha vinto Berlusconi lo stesso, ma tant’è.

Cos’è cambiato, cinque anni dopo? Beh, Giovanni Giolitti diceva che “Non è impossibile da governare l’Italia, è inutile.” I dati di oggi, invece, ci dicono che l’Italia è ingovernabile.
Mi vengono allora in mente Pareto e Mosca: questa volta una gran parte degli italiani si è illusa di poter rimuovere un’élite. Peccato che non sappiano che, rimossa un’élite, un’altra ne prenderà il posto. È successo quando il bolscevismo ha sostituito lo zarismo in Russia, è successo quando il fascismo ha sostituito lo stato liberale in Italia, succederà ancora. Non sarà certo un’illusione, per quanto urlata, per quanto possa sembrare bella, a cambiare la storia.

Poster di Mussolini sul camper di Beppe Grillo: la verità sul fotomontaggio e le reazioni del web

Grillo Mussolini

Il fotomontaggio di Beppe Grillo con l’immagine di Benito Mussolini

Questo pomeriggio, anniversario dell’uccisione di Valerio Verbano da parte dei fascisti dei Nuclei Armati Rivoluzionari, passerà alla piccola ed effimera storia del web come il giorno in cui la pagina Facebook Noi che NON voteremo il Movimento Cinque Stelle ha messo in circolazione un fotomontaggio in cui erano ritratti un uomo dall’aspetto simile a quello di Casaleggio alla guida, Beppe Grillo intento a leggere alcuni fogli (presumibilmente il testo di uno dei suoi show in piazza) e, alle spalle del comico ligure, una foto di Benito Mussolini.

La descrizione che accompagna l’immagine, visibile a questo link, non lasciava spazio ad equivoci:

“Lo sapevamo che le cose stavano così…Se sei indignato, un po’ divertito, clicca su Noi che NON voteremo il Movimento Cinque Stelle look heeeere [ https://encrypted-tbn1.gstatic.com/images?q=tbn%3AANd9GcQ5jBYPkxdQFB4aynxWqytHG4_lr_pQoGle-mo7_n3Nxdoeu2E-kA ]”

Cliccando sul link tra parentesi, si viene reindirizzati ad una trollface, l’immagine che è comunemente usata su internet per indicare una presa in giro.
In tantissimi, non accorgendosene, sono stati colti dal dubbio se fosse un fotomontaggio oppure un’immagine reale. Ancora nelle ultime condivisioni della foto persiste la credulità, nonostante la smentita degli autori sia sulla pagina, sia nei commenti della stessa foto. Da notare il complottista che accusa la pagina di essere al soldo del PD ed il commento della simpatizzante di Forza Nuova che dice “È un fotomontaggio e meno male per il bene del fascismo!”

Commenti al fotomontaggio

Alcuni commenti al fotomontaggio

Poco dopo il sito Giornalettismo pubblicava la notizia, dimostrando come si trattasse di un falso e pubblicando la foto originale.
In seguito, la stessa pagina degli autori provvedeva a “rivendicare” l’azione ed il successo di quest’ultima.

Rivendicazione di successo

La rivendicazione di successo di “Noi che NON voteremo il Movimento Cinque Stelle”

Abbiamo allora deciso di contattare gli admin della pagina, per farci spiegare di più di questa faccenda.

Come mai questo fotomontaggio?
Volevamo fare ironia sul retaggio fascista di Beppe Grillo, del quale si trovano ancora tracce nel suo “Italianiiii!” urlato ai comizi, o nei suoi show nei quali troviamo somiglianze incredibili con le adunate oceaniche di piazza Venezia di Mussolini. Inoltre, abbiamo potuto ironizzare anche sui motivi dell’apertura a Casapound.

Come avete realizzato il fotomontaggio?
Le tecniche non sono difficilissime, basta Photoshop. Comunque, l’autore materiale del montaggio ride di tutti i commenti sulla propria opera. Dice che ha usato tutte le tecniche di base possibili, tranne una, per rendere credibile e verosimile l’immagine, e che ne ha omessa una sola, che ha notato un solo commentatore su tutta l’orda, per non rendere l’immagine vera al 100%.
Il “trucco” più semplice per individuare i fotomontaggi ben fatti come questo è guardare al minimo dettaglio.

Quali scopi vi eravate fissati con questa operazione?Prima di tutto prendere in giro, satiricamente, Grillo e i grillini. In questo direi che le nostre aspettative non sono state deluse.
Poi, non meno importante, abbiamo testato la capacità di un numero di persone di riconoscere un falso. Anche qui abbiamo avuto successo, anche se dovremo ricorrere a qualcosa di più le prossime volte. Non fosse stato per il post di Giornalettismo che ci ha smascherati in meno di un’ora, meno di 10 persone se ne sarebbero accorte, secondo me.
Fatto sta che quattro risate ce le siamo fatte comunque. Tu pensa che c’è chi per dire che era un fake ha postato, nei commenti all’immagine, un altro fotomontaggio che abbiamo pubblicato poco dopo… Questo per dimostrare che tanti italiani sono creduloni.

La fine: il Papa si dimette

L’annuncio delle prossime dimissioni di Benedetto XVI ha colto molti di sorpresa.
Penso non potesse esserci modo migliore, per me, di staccare da numerosi commenti scritti TUTTI IN MAIUSCOLO SENSA PUNTI SENSA VIRGOLE NO SI CAPISCE UN CA$$O e soprattutto senza un filo logico. Insomma, cari commentatori, se scriveste seguendo le regole della grammatica, della sintassi e della netiquette (che non sono né casta, né capitalismo, né comunismo, né fascismo) risparmiereste tante energie mentali a chi vi legge e risponde.
Chiudendo questo breve sfogo personale, ho voluto pensare a qualche scena che, nella mia fantasia, potrebbe essersi realizzata in Vaticano. Lo dico subito, non intendo dare adito a complottismi e dietrologie varie: quanto troverete scritto di seguito è integralmente prodotto della mia immaginazione. Lo voglio dedicare a Luca, che mi ha introdotto a questo genere di scrittura.

San Pietro

Città del Vaticano – Ufficio di Georg Gänswein

“This is the End, hold your breath and count to ten, feel the earth move and then hear my heart burst again…”
Dalla radio è la voce di Adele a diffondersi là dove l’arcivescovo tedesco organizza le udienze papali ed assiste l’uomo di bianco vestito.
È questa la fine? È davvero la fine? medita il 56enne tedesco. La risposta, in cuor suo, non riesce a darsela. Certo la svolta epocale lo coglie sì al corrente dei fatti, ma non consapevole del disegno pontificio, né tantomeno di quello divino: è forse questo ciò che più di tutto spaventa chi, razionalmente, si è occupato ben più degli uomini e delle relazioni terrene e pratiche tra essi, che non dell’inconoscibile volontà divina.

Città del Vaticano – Appartamenti del Romano Pontefice

Un uomo anziano siede al pianoforte, sua grande passione. Accanto a lui i propri cani, ed un altro uomo è seduto a poca distanza su una poltrona ottocentesca.

“And now, the End is here, and so I face the final curtain. My friend, I’ll say it clear: I’ll state my case, of which I’m certain. I’ve lived a life that’s full, I travelled each and every highway, and more, much more than this, I did it my way.
Regrets, I’ve had a few, but then again, too few to mention. I did what I had to do, and saw it through without exemption. I planned each charted course, each careful step along the byway, and more, much more than this, I did it my way…”
“Joseph, riesci sempre a stupirmi… Da quando suoni anche Sinatra? Non mi dire che quell’immorale di un italiano ti ha contagiato… Siamo riusciti a non cedere alla NSDAP, ricordi?”
“Tranquillo, Georg, tranquillo… Non è certo quella categoria di persone ad esercitare influenza su di me. Sai bene che amo Mozart e Beethoven, tuttavia non posso fare a meno di pensare ai paragoni tra questa canzone e le nostre vite, ma perché no anche con Santa Romana Chiesa. Sento la fine avvicinarsi, vedo il sipario calare. Abbiamo viaggiato molto, abbiamo fatto molte cose, e spero in maggior parte giuste… Ma le abbiamo sempre fatte a modo nostro.
“Joseph, lo sai… È da quando ti ho visto nascere che penso che non ti avrei mai fatto fare qualcosa che tu non volessi. Ora, però, dimmi cosa pensi che accadrà.”
“Oh, bene, vedi…”

Città del Vaticano – Ufficio di Georg Gänswein

“…For this is the end. I’ve drowned and dreamt this moment so overdue, I owe them, swept away, I’m stolen.”
Lascia che il Cielo crolli. Ma non così impotente, diamine. Georg avvertì improvvisamente il peso della propria posizione.
Sono affogato ed ho sognato questo momento così atteso. Non poté fare a meno di pensare alla visione di Pio X, alle profezie su Roma e sulla Chiesa, sulla loro fine… E gli sobbalzò il cuore in gola.
Cosa poteva fare, se non informare Ratzinger delle sue preoccupazioni?

Il voto di scambio targato M5S

Il cartello. Un'offerta che non si può rifiutare.

Il cartello. Un’offerta che non si può rifiutare.

Proposta shock qui, proposta shock là: questa foto, diffusa da “Ancona a 5 stelle”, ci mostra l’offerta di un imprenditore anconetano: uno sconto ulteriore del 3% per chi voterà il MoVimento 5 Stelle.
Citando il Padrino, “un’offerta che non potrai rifiutare”.
Certo dal punto di vista del marketing non è stimolante: poteva essere un simbolico 5%, che non avrebbe comunque attirato molto, o piuttosto un sostanzioso 20%, che avrebbe fatto la differenza, siccome si parla di installazioni di cartongesso, e non di cose da 10 euro.
Quello che si deve contestare maggiormente, tuttavia, è il tentativo di voto di scambio attuato da questo sostenitore grillino: una pratica sicuramente non onorevole, praticata già dai “vecchi partiti morti” per un periodo che va sicuramente dall’età liberale ai giorni nostri, ma affonda le proprie radici addirittura nel sistema clientelare della Roma repubblicana, prima ancora di Giulio Cesare.
È questo il cambiamento dunque, il perpetuare pratiche vecchie di millenni?

Silvio, il Milan e Balotelli: come vincere le elezioni con il calciomercato

Balotelli e Galliani al Milan“Da solo ha battuto la Germania” e tanto basta, a Silvio, per calare l’asso nella manica della sua campagna elettorale, non senza lanciare una frecciata antieuropeista alla Merkel. Insomma, un doppio populismo, calcistico e politico.

Perché, non dimentichiamolo, Berlusconi ha spesso sfruttato l’elemento calciomercato con il suo Milan a fini politici.
Tornando indietro nel tempo, è impossibile non pensare a quando, a gennaio 2009, in vista delle elezioni europee ed amministrative, interruppe all’ultimo il passaggio di Kaká al Manchester City (andrà al Real Madrid in estate, a 40 milioni di euro in meno rispetto all’offerta del club inglese).
A gennaio 2008 è un altro brasiliano, Pato (compagno della figlia del Cav, Barbara) a sbarcare a Milano, aiutando con i gol la scelta dei rossoneri indecisi alle politiche.
Non dimentichiamo poi le candidature politiche di altri due ex rossoneri, il portiere Giovanni Galli a Firenze nel 2009 (sconfitto nel ballottaggio con Matteo Renzi per 60-40) ed il Golden boy Gianni Rivera (corrente sinistra democristiana, ora in Centro Democratico) in una lista collegata a Letizia Moratti nel 2011.

Ma, in questo mercato di gennaio, troviamo altri quattro messaggi squisitamente politici del Silvio pallonaro:

“Avevamo lo 0,4% di possibilità… Ma ce l’abbiamo fatta comunque”. (Su Balotelli – Vittoria alle elezioni)

“Ci piacerebbe riportarlo qui, ma la tassazione in Italia è così elevata. (Su Kaká)

Anche se stiamo costruendo una squadra giovane, abbiamo bisogno dell’esperienza e dei più anziani”. (Su Zaccardo – Il proprio ruolo)

“Abbiamo avuto la tentazione di passare ad un leader più giovane, ma abbiamo tenuto il nostro” (Su Guardiola – Il passaggio ad Alfano)

Ormai è dimostrato, il Milan per Berlusconi è un ottimo, collaudato e potente mezzo elettorale. Ed i milanisti indecisi ogni volta ci cascano.

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