Intervista agli amministratori della pagina: Noi che NON voteremo Il Movimento 5 Stelle

Ormai la loro pagina ha raggiunto 10.000 persone e sono in continua crescita, abbiamo incontrato gli amministratori della pagina facebook: Noi che NON voteremo il Movimento 5 Stelle . Sono 7 amministratori, di varia collocazione politica, ma provengono tutti da una sola matrice, vorrebbero dircelo, ma “preferiamo non dirlo per mantenere la neutralità della pagina”. Onde evitare di essere tacciati né di destra, né di sinistra e quindi antipolitici, chiariscono che “votiamo e abbiamo votato convintamente, noi non siamo populisti, abbiamo una posizione chiara e fra di noi ci rispettiamo, ma ci teniamo a dire che siamo antifascisti nel senso costituzionale del termine”.

Ecco, da dove nasce l’idea di aprire una pagina di questo tipo?

Nasce dell’esigenza di costruire un pensiero critico allargato ed esaltare le criticità di un Movimento che viene definito democraticissimo, fantastico, partecipato dal basso e che dice di essere il massimo della moralità, contro la vecchia classe dirigente che ha creato tanti scandali. Quindi, nasce come pensiero critico, forte e strutturato, che parte dall’analisi del programma del Movimento 5 Stelle, programma che nei fatti non esiste, perché sono tante belle frasi messe insieme senza spiegare tecnicamente come si esce dalla crisi. 

Ma non credete che una pagina debba anche offrire alternative, oltre che criticare?

La critica muove il mondo. È dalla critica che una persona riesce a strutturare un’alternativa allo scenario politico attuale, dalla critica si costruisce un pensiero autonomo. Ecco, noi vogliamo criticare il Movimento 5 Stelle e far sapere a tutti quelli che credono in Beppe Grillo, che il loro “partito” non è meglio di altri che ci hanno governato nell’ultimo ventennio berlusconiano. E per uscire dalla crisi ci vogliono programmi ed idee serie, se vogliono conoscerli possono tranquillamente cliccare i siti dei partiti e andare nella sezione “programma”. Lì potranno farsi un’idea, ma noi vogliamo solo esaltare le criticità di quel Movimento affinché le persone non si lascino abbindolare da un comico che in realtà non offre una seria alternativa di sistema.

Capisco, quindi non date indicazione di voto?

Assolutamente no, rispettiamo la nostra comunità che è formata da tante persone che la pensano diversamente. 

E non parlate proprio mai di altri partiti, movimenti?

È capitato qualche volta che abbiamo riso di alcune cose che sono successe, ad esempio ridemmo di alcuni spot elettorali del PD, si dice che “ogni volta che il PD fa partire una campagna, un pubblicitario muore”. Ma così come scrivemmo che togliere l’IMU e aumentare le tasse sui giochi d’azzardo e sui tabacchi fosse una cavolata, data l’elasticità del mercato. Quindi sì, però quando lo facciamo, lo facciamo nel pieno rispetto di chi la pensa diversamente.

Una pace sociale, insomma.

Beh… Sì, più o meno.

Abbiamo visto che siete continuamente attaccati dagli attivisti del Movimento 5 Stelle, vero?

Già, se venissero a dialogare seriamente sulla bacheca, forse riusciremmo a lasciarli vivere tranquilli la pagina e motivare le loro scelte, ma quando scadono in insulti, come quando arrivano e scrivono che siamo dei coglioni, lì noi banniamo subito. E stiamo anche pensando di fare una specie di dossier dove inserire tutte le offese ricevute e segnalare tutto agli organi competenti. La democrazia è confronto, ma la Costituzione parla di libertà d’espressione, noi vogliamo criticare quel Movimento e vorremmo anche confrontarci con loro, ma partono in quinta e ci insultano. Accade troppo spesso, così come accade che ci chiedono chi votiamo, ma a loro cosa interessa? E soprattutto, perdiamo il controllo, quando arrivano e ci fanno la morale. Lì non abbiamo pietà, nemmeno un secondo dopo e la pagina torna ad essere libera da insulti e cavolate.

Ma così non ritenete di essere antidemocratici?

No, più che antidemocratici noi siamo dei moderatori, misuriamo il livello della discussione, se si degenera interveniamo. Facebook ci dà la possibilità di bannare, di evitare che tutto crolli. Potete chiedere ai nostri fan più sfegatati se siamo democratici o meno. Vi risponderanno di sì! Quante volte abbiamo parlato con loro? Rispondiamo sempre ai messaggi che ci mandano, interveniamo nelle discussioni e diciamo la nostra. Noi abbiamo un rapporto con la nostra comunità. Siamo democratici e ce ne vantiamo, ma quando vengono ad insultarci invadendo i nostri spazi, lì no. Non tolleriamo 1 minuto.

Grazie per averci dato tempo.

Immagine

Keynes blog

merk

di Francesco Saraceno (*)

Sono usciti i dati Eurostat [link]. La zona euro è in recessione, ed è peggiore del previsto (-0,6% nel 2012). L’austerità non funziona, ed è recessiva. Accidenti, chi l’avrebbe mai detto!

View original post 378 altre parole

Mira, il sindaco grillino caccia via l’assessore perché è incinta

La triste vicenda che ha sconvolto un Comune a 5 Stelle si va arricchendo di nuovi agghiaccianti dettagli, il sindaco di Mira, del Movimento 5 Stelle, ha licenziato il proprio assessore perché il suo stato interessante è incompatibile con la sua funzione.

Una notizia non da poco, se pensiamo al fatto che in Italia molto spesso le donne vengono licenziate e ricattate proprio perché incinte. Una situazione intollerabile, che è diventata insostenibile, soprattutto in un Paese dall’altissima disoccupazione femminile.

L’assessore, Roberta Agnoletto, con delega a Sport e Ambiente ha dunque ricevuto l’avviso: il 30 marzo a casa perché in queste condizioni non può esercitare. L’assessore afferma: “Sono davvero dispiaciuta, non me l’aspettavo” e certo che non se l’aspettava, soprattutto da un Movimento, come quello di Grillo, che va presentandosi come il nuovo, come la speranza di un futuro migliore, “Me l’ha comunicato la presidente del Consiglio su ordine del Sindaco Alvise Maniero, mi toglierà la delega dal 30 marzo perché aspetto un bambino e secondo lui non sarò in grado di svolgere, perché incinta, i compiti previsti. Davvero, non me l’aspettavo”

Una notizia, questa, che ha subito scalpore, infatti, Mira è sempre stata la pietra nella scarpa del Movimento 5 Stelle, basta ricordare che i consiglieri grillini mantengono il gettone di presenza facendo cadere, così, una delle regole del Movimento, cioè quella di non guadagnare facendo politica.

Secondo la maggioranza dei grillini, comunque, l’assessore viene sostituita perché “poco presente”, una scusa molto generica, che non ha convinto l’interessata e sono in tanti, nel Comune, ad esprimerle la propria solidarietà.

Ecco, una storia di una tristezza infinita, perché alla discriminazione sessuale simil-berlusconiana di un politico nuovo, di un movimento nuovo, si aggiunge l’indifferenza della maggioranza dei grillini, che attaccheranno non il Sindaco e il suo gesto errato, ma chi farà uscire la notizia e la farà girare sul web.

Che tristezza.

Di seguito troverete la lettera dell’AssessoreCarissimi tutti,


il giorno 30 gennaio 2013, alla 33° settimana di gestazione, mi è stato comunicato per le vie brevi dalla Presidente del Consiglio Comunale, su una sorta di delega del Sindaco, della volontà di questa Amministrazione di procedere ad una mia sostituzione a causa della gravidanza e, quindi, dell’imminente parto e degli impegni materni conseguenti. Sostituzione che dovrebbe operare dalla fine di marzo 2013.

Vi lascio solo immaginare il mio stato emotivo e la profonda delusione registrata di fronte alla soluzione pensata dai miei colleghi, non foss’altro per la sacralità indiscutibile del diritto alla maternità ma anche all’indomani di proficui mesi di lavoro nei Referati di mia competenza.

Facendo appello al mio buon senso e cercando comunque di preservare il mio equilibrio emotivo in questo momento delicato della mia vita, mi sono comunque resa disponibile ad un confronto aperto con tutti i Consiglieri e gli Assessori, manifestando loro la mia volontà e capacità di proseguire l’incarico conferitomi nei termini con i quali l’avevo assunto ed esortandoli a seguire un migliore modello organizzativo per svolgere il nostro lavoro assieme a tutti voi dipendenti.

Con stupore ho, tuttavia, registrato la ferma intenzione della maggior parte dei miei Colleghi di procedere alla mia sostituzione anziché cercare altre soluzioni. Solo alcuni di loro hanno manifestato apertamente contrarietà a tale sostituzione, sia nella forma che nella sostanza. E ciò che è peggio vi è stato il tentativo di motivare la mia sostituzione con pretesti assurdi e infondati, primo fra tutti la poca presenza presso l’Ente e la scarsa attività della sottoscritta nonché una cattiva distribuzione dei Referati.

Purtroppo questo momento mi ha generato, e mi sta generando, una profonda tensione ed uno stato di malessere e angoscia con conseguenti disturbi al sonno, fenomeni frequenti di nausea e vomito, stati di agitazione ripetuti e senso di disagio costringendomi a controlli medici che raccomandano riposo evitando qualsiasi sollecitazione emotiva.

La mia professionalità, il mio carattere deciso e combattivo nonché la consapevolezza dell’importanza del ruolo conferitomi mi stanno comunque sostenendo nel continuare la mia attività in questi difficili giorni pur sentendo al contempo l’obbligo di preservare la mia salute ma, in primis e di conseguenza, la salute della mia bambina.

E tanto mi sforzerò di fare, posto che non ho intenzione di dimettermi avendo svolto con scrupolo e professionalità i compiti e le indicazioni politiche fornitemi nell’ambito del rapporto di fiducia che mi lega al Primo Cittadino. Tuttavia, visto il momento difficile e particolare, vi prego di inviarmi qualsiasi comunicazione a mezzo e-mail mettendo sempre per conoscenza sia il Sindaco che la Presidente del Consiglio.

In questi giorni sento prezioso e fondamentale il sostegno che mi sta garantendo l’Assessore Orietta Vanin nonché la sua premura per il mio stato di salute e la esorto a continuare lo splendido lavoro che ha iniziato e la difesa dei valori di cui è sincera e autentica testimone affinché scelte come quella che mi hanno raggiunto non abbiano a verificarsi più e pensieri di questa natura non si sedimentino nei valori del nostro Movimento 5 Stelle. Un Movimento del quale mi sento parte e che appoggerò fino in fondo.

Con stima e sincerità

Avv. Roberta Agnoletto

Luca Mullanu

Fonte

Immagine

Beppe Grillo e lo squadrismo del web

Chiamali fascisti o squadristi e si arrabbiano, ma il clima d’odio che ha alimentato Beppe Grillo negli ultimi anni è così alto che basta un piccolo errore a scatenare rabbia, minacce e offese gratuite sul web. Precisamente su Facebook, sulla sua pagina, dove condivide fotomontaggi e post del suo blog, dove offende quotidianamente qualcuno, godendo delle gravi e pesanti parole che i suoi “militanti” pubblicano. 

Qualcuno dirà, che colpa ha Grillo? Lui scrive, gli altri offendono. Ebbene non è proprio così, in sostanza funziona in questo modo: Grillo pubblica cose che possono dare molto fastidio ai suoi fan, alla sua comunità virtuale, i grillini non si fanno aspettare e partono le offese. Molto spesso pesanti. Come nel caso di un militante di Rivoluzione Civile che per errore ha coperto un manifesto del Movimento 5 Stelle. Beppe Grillo, nella giornata di ieri ha pubblicato una fotografia scattata da qualche suo attivista, mostrando un ragazzo intento a coprire il manifesto grillino, egli cita un pezzo di un articolo del Secolo XIX (Ma i giornali non erano carta straccia?), dove viene evidenziata la faccenda e lascia commentare i suoi. Inutile dire che partono offese, il post diventa virale e diventa un vero accanimento nei confronti del ragazzo, che poverino, racconterà poi, si trattava di un banale errore, che aveva sbagliato a posizionare il manifesto. I commenti al post sono 1.464, tutte offeseLa notizia viene ripresa subito dal giornale Oltremedia, dove il giovane militante racconta la sua storia e anche la sua rabbia, infatti, afferma: “Ho sbagliato. Avevo informazioni errate e ho confuso un pannello con un altro. Ero convinto che quello (il numero 1) fosse il nostro spazio. Invece noi potevamo attacchinare sul pannello che si trovava di fronte. Sinceramente è una cosa che può capitare, ho sbagliato ad affiggere un manifesto in uno spazio non mio, ma le minacce ricevute dai fan di Grillo vanno oltre il confronto politico. Moltissima gente senza conoscere i fatti ha cominciato a insultarmi e minacciarmi sul web. Se fosse accaduto in mezzo alla strada sarei stato linciato. Chiedo pubbliche scuse da parte del Movimento 5 Stelle, oppure passerò a vie legali”

Se questo non è diventato un Movimento Squadrista allora cos’è? Un movimento democratico che denuncia pubblicamente qualcosa, non può lasciare che si scatenino attacchi gravi e gratuiti. Non è la prima volta che accade, ma sicuramente tutti noi, che siamo sempre sul web, certamente siamo stanchi di tutta questa becera volgarità e fascismo.

Luca Mullanu

Immagine

 

I Giovani Democratici (PD) ospitano CasaPound nel circolo di Latina

L’immagine presa dal contatto Facebook dei Giovani Democratici di LatinaImmagine

I giovani di Casapound tornano a far parlare di sé e ad agitare gli animi a sinistra. I Giovani Democratici, all’iniziativa organizzata dal circolo di Latina, invitano Casapound, precisamente il candidato a Presidente del Consiglio, Di Stefano, appartenente all’associazione legata al famoso centro sociale di estrema destra della Capitale e che si ramifica un po’ in tutta Italia, per discutere di Europa.

Non è la prima volta che i Giovani Democratici partecipano, insieme a Casapound ad un’iniziativa, l’ultima volta fu in Campania, Valerio Pisaniello (Pd) partecipò ad un convegno organizzato dai neofascisti a Cervinara. L’episodio fece scalpore, tanto da mobilitare l’Anpi che dichiarò: “Un gravissimo errore, con la loro disponibilità Pisaniello e Mauriello hanno pesantemente offeso i sentimenti antifascisti degli iscritti ai rispettivi partiti, compromettendo anche la propria dignità di rappresentanti democratici.”, dietrofront da parte dei dirigenti giovanili campani, con Grimaldi che bacchettava Pisaniello (e per fortuna, insomma).

Oggi, invece, di nuovo si torna a parlare di GD che dialogano con Casapound, rivendicando l’iniziativa “Caffè Europa” su Facebook: “Un ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato questa sera all’incontro sull’Europa che abbiamo organizzato nella libreria. E’ stato bello vedere schieramenti politici diversi confrontarsi su un argomento importante come quello dell’Unione Europea.”

Certo, considerare Casapound uno schieramento politico diverso lascia un po’ interdetti tutti quelli che conoscono gli ultimi avvicendamenti dell’associazione neofascista, solo qualche settimana fa su tutti i giornali si parlava delle intercettazioni di alcuni esponenti napoletani del movimento, che si raccontavano come avrebbero voluto picchiare o stuprare una ragazza ebrea all’università, davanti a tutta la facoltà. I giovani di Casapound sono passati alla ribalta nazionale anche per gli studi che, sempre a Napoli e sempre secondo le inchieste, riguardavano il Mein Kampf di Hitler.

L’episodio, destinato a far discutere, porta avanti un tema importante: E’ giusto riconoscere come interlocutore politico l’associazione neofascista Casapound? In una Repubblica democratica, dove la Costituzione nasce dalla Resistenza al fascismo, è giusto oggi parlare con chi studia Hitler nelle proprie sedi? Sicuramente i Giovani Democratici sono una forza costituzionale e, dal nome, chiaramente democratica e pure antifascisti. Su questo credo non ci sia nulla da discutere. Ma invitare a parlare una forza dichiaratamente neofascista dove il massimo dei saluti è il saluto romano, non è forse una caduta di stile?

Personalmente credo che Casapound sia un’organizzazione squadrista, che si presenta sottoforma di associazione culturale, che tenta d’ingannare le nuove generazioni con un finto radicalismo, che cela in realtà violenza e revisionismo storico. 

Spero in una nota nazionale dei Giovani Democratici. Dare riconoscenza politica a questi scalmanati è un grave errore politico.

Luca Mullanu

Volantino di Casapound

Immagine

NOTA a Margine, arriva il comunicato dei GD di Latina:

COMUNICATO STAMPA GIOVANI DEMOCRATICI FEDERAZIONE LATINA
I Giovani Democratici di Latina Città, il giorno 6 febbraio, hanno tenuto un’iniziativa “Caffè Europa”, dove hanno invitato tutta la Città ad un dibattito aperto per parlare delle prospettive dell’Unione Europea. Il senso dell’iniziativa è stato quello di avere un visione completa circa i processi della storia e della cultura europea comune, che oggi costituisce il patrimonio nella nostra cittadinanza, e degli strumenti a nostra disposizione, soprattutto in questi tempi di crisi.
L’incontro non prevedeva interventi di candidati, bensì di cittadini interessati alla tematica trattata. Pertanto riteniamo l’intervento del candidato alla Regione Lazio di Casapound Italia, Simone Di Stefano, totalmente inopportuno e fuori luogo.
Noi Giovani Democratici della Provincia di Latina non abbiamo mai guardato, e mai guarderemo, a Casapound come un interlocutore politico con il quale confrontarsi o collaborare. I Giovani Democratici sono una forza antifascista e democratica, che basa i suoi valori politici e morali sulla Costituzione Repubblicana; tutto il contrario di questa organizzazione neofascista, che riteniamo un pericolo per la stabilità democratica del nostro Paese.
I “fascisti del terzo millennio” si rifanno esplicitamente al programma di Mussolini con il quale furono fondati i Fasci di Combattimento e la Repubblica di Salò, e in questi anni si sono resi protagonisti di numerosi atti di violenza politica, anche nei confronti di esponenti della nostra organizzazione. Per questi ed altri motivi, riteniamo che Casapound, in tutta Italia, debba chiudere i battenti, poichè forza antidemocratica e, quindi, contro la legge.
Dal mese di marzo, noi GD della Federazione di Latina, avvieremo una campagna di sensibilizzazione in tutti i comuni della Provincia contro i gravissimi crimini contro il popolo italiano posti in essere dal fascismo, fino ad arrivare ad una grande manifestazione il 25 aprile, giornata nazionale della Liberazione.

Il Movimento 5 Stelle candida Francesco Perra in Sardegna

Immagine

Francesco Perra, 48 anni, candidato grillino in Sardegna

Il Movimento di Beppe Grillo e Casaleggio ci ha abituati, negli ultimi anni, a pericolosi scivoloni dei propri candidati (ecco perché Grillo non li manda in tv). Il voler mettere insieme cittadini dalla vaga identità politica e senza il minimo controllo di una struttura classicamente di partito, causa sempre qualche intoppo, se ricordate è questo il caso che vi raccontammo qualche settimana fa su questo blog, riguardo la porno attivista del Movimento 5 Stelle. Altro problema, dunque, in casa Grillo, questo è il caso di Francesco Perra, 48 anni, di Quartu, candidato in Sardegna.

Il candidato grillino, che ha vinto le parlamentarie in Sardegna (quelle dove hanno votato poche migliaia di persone), è passato alla storia per alcune dichiarazioni omofobe simili a quelle di un personaggio non molto abituato al bon ton (Giovanardi), Perra in diretta tv dichiarò: “Da che mondo è mondo i matrimoni sono tra uomo e donna, non immagino matrimoni tra omosessuali, a questo punto facciamo anche sposare gli animali”. Dichiarazione che fece il giro del web in poche ore, diventando virale, tanto da finire su tutti i giornali online. Il Movimento 5 Stelle dichiarò di non essere omofobo, ma esprimeva vaghe posizioni favorevoli anche sui diritti civili, ma si tratta dello stesso Movimento che appartiene a Beppe Grillo che con quegli argomenti non ci va molto d’accordo, basti ricordare le famose dichiarazioni sulla cittadinanza ai migranti e ai loro figli, senza dimenticare che al Movimento possono iscriversi solo italiani, non “stranieri”.

Un problema, questo, che il programma del Movimento non tratta, infatti, tra i tanti punti che non ci sono, Beppe Grillo non parla dei matrimoni omosessuali e non parla della cittadinanza ai migranti. Piccoli segnali che fanno capire bene l’orientamento strano di questo Movimento che ultimamente si è reso famoso per le aperture a Casapound. Un argomento rovente che ha suscitato la rabbia di tanti web-attivisti (la politica, però, si fa in strada, questo ricordiamolo sempre), tanto da sconvolgere i tanti antifascisti del Movimento che dopo quegli avvicendamenti hanno abbandonato Grillo.

Il caso di Perra, anche se non sarà eletto vista la sua posizione in lista (ma è emblematica la sua candidatura), farà discutere ancora il web, di certo è una delle tante candidature impresentabili, politicamente parlando, di queste elezioni. Si evince, dunque, che il “non essere di destra, non essere di sinistra, non essere di centro” può causare mostri del genere. Il movimento, su questo tema, ci ha abituato a tutto.

Luca Mullanu

La performance di Francesco Perra, tratta dalla propria pagina di presentazione sul sito del Movimento:

Ingroia da Ilaria D’Amico: “Salviamo la gente, il popolo, non le banche”

Ingroia ospite da Ilaria D’Amico: “Salviamo la gente, il popolo, non le banche”. Poi su Bersani dice: “vogliamo una politica che comanda sulla tecnocrazia, invece il PD ha incontrato Monti”. Infine l’agenda politica: “via le leggi ad personam e conflitto d’interessi”.


Il leader della lista a sinistra della coalizione Italia Bene Comune (PD-SEL), Antonio Ingroia, ospite di Ilaria D’Amico durante la trasmissione su SkyTG24, seduto allo stesso posto che era stato di Silvio Berlusconi e di Bersani, si lascia andare ad alcune dichiarazioni, partendo proprio dalla questione Monte Paschi di Siena: “Mario Monti ha regalato circa 4 miliardi di euro, stessi soldi presi dagli italiani dall’imposta dell’IMU. Se ci fossi stato io certamente non avrei dato soldi alle banche, bisogna salvaguardare gli italiani” e aggiunge, “Mi preoccupo certo dei lavoratori, ma mi preoccupo anche di tutti quelli che a causa delle banche non ce la fanno, mi riferisco alle piccole e medie imprese, quante ne sono fallite?”.Poi parla di Bersani, e dice: “Rivoluzione Civile è la sinistra coerente, Bersani fino a ieri sosteneva Monti, oggi dice di voler fare politiche diverse, salvo poi aprire al dialogo post voto con i centristi. Certamente non penso che il PD si sia seduto con i poteri forti, ma negli ultimi 13 mesi.. Tante promesse da parte di Monti, ma com’è finita? Poca equità, Paese allo sfascio, gli italiani sanno chi ha fatto pagare loro la crisi. Il problema è che all’epoca dovevamo andare alle elezioni, appena caduto Berlusconi bisognava andare a votare, così Bersani avrebbe vinto e avrebbe fatto le politiche riformiste che vuole tanto fare”.

Desistenza. Bersani, accusando Antonio Ingroia su Twitter scrisse qualche giorno fa: “Che sinistra è quella che fa vincere la destra?”. Ingroia non si fece aspettare e rispose: “La tua”. Durante la trasmissione poi aggiunge: “Noi non togliamo voti a nessuno, noi i voti li prendiamo, Monti è persona autorevole, ma è tecnocrazia al potere, noi vogliamo una politica che comanda sulla tecnocrazia, oggi chi vuole fare un patto con Monti post voto sceglie la politica che si ispira alla tecnocrazia europea, l’Europa delle banche.” Sul famoso patto dice: “Io vedo in maniera chiara e trasparente il fatto che sin dall’inizio ho chiesto di dialogare con Bersani, appelli, interviste, per vedere se prima o dopo c’erano le condizioni per stare insieme. Non ci ha risposto, non ha voluto incontrarmi, ha incontrato invece Monti. Ed è stata chiara l’intenzione post voto. Nonostante io abbia chiamato al suo cellulare in maniera diretta, non ha risposto”. Appelli rivolti, ma nessun incontro, allora il patto? “Per bon ton politico e per educazione non entro nei dettagli, non sarebbe corretto, ma c’è stata una proposta, il punto è che per noi è tutto squisitamente politico, non facciamo patti, qualcuno voleva darci i “posti”, ma noi volevamo un confronto serio sul governo del Paese, su Monti, sulle politiche da adottare, sull’alternativa, sul lavoro”.

Sistema giudiziario diseguale. “Ii nostri primi impegni, appena entrati in Parlamento saranno: legge sul conflitto d’interessi, abolizione delle leggi ad personam che Berlusconi ha voluto, lo dico con il sorriso, ma con la fermezza e convinzione che abbiamo un sistema diseguale, bisogna farlo più giusto, secondo il principio secondo il quale tutti siamo uguali di fronte alla legge”.

Chiosa sul finale. “Io non voglio fare la guerra a nessuno, il PD la smetta di attaccarmi, vedo anche D’Alema si impegna a testa bassa, ma io non voglio, questo è deleterio per il centrosinistra, mi fa tristezza il calo di Bersani, ma è dovuto al fatto che ha abbandonato alcune battaglie importanti” Su Grillo: “Non si può portare in Parlamento un movimento che fa solo protesta, bisogna costruire, evidentemente non vuole farlo”, poi aggiunge: “Io non scendo, non salgo in politica, io mi impegno. Voglio portare Rivoluzione Civile in Parlamento.

  Luca Mullanu

Voci precedenti più vecchie Prossimi Articoli più recenti

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: