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Utopia Sprawl

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Questa era l’illustrazione originale della Propagazione dell’Utopia, una carta di Magic: The Gathering che consentiva alle altre carte Foresta di generare più energia magica.

TRATTO DA UNA STORIA (POTENZIALMENTE) VERA.

27 Febbraio 2013: il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Piero Grillo ha conquistato 108 seggi alla Camera dei Deputati e 54 seggi al Senato.
Dunque, la stampa fa placidamente sapere all’italico popolo che Grillo avrebbe “vinto” le elezioni.

Tra le promesse elettorali del Movimento, la cessione delle attività di Equitalia Spa, società pubblica incaricata della riscossione delle tasse e dei tributi allo Stato Italiano.

Su un popolare social network, i cittadini italiani esprimono il loro gaudio alla notizia che il Movimento 5 Stelle avrebbe già rinunciato a 100 Milioni di Euro di rimborsi elettorali.
Sotto campeggia una foto dell’imponente capitano con una frase stampata a posteriori, ma che sembra quasi essere emanata dalle sue mani: LO ZOO IN THE WORLD.
A cosa alluderà mai?

La prima a commentare è la signora Franca, che chiede al popolo del web:

“Ma di Equitalia, che ne sarà?”

Prontamente le risponde la comare Assunta:

“Che deve essere buttata nel gabinetto!

Ma la signora Franca si pone un interrogativo, e apre il proprio dubbio alla società virtuale:

“Mi è arrivato un bollo con gli interessi, che ne faccio?

Di qui in poi la nostra storia diverge dalla realtà e si addentra nella fantascienza.

La signora Franca non riceve risposta entro 2 ore; dunque, spegne il computer e prende una decisione: giacché Grillo ha vinto le elezioni, e Grillo ha promesso che farà chiudere Equitalia, allora lei non si darà pena, per pagare il suo bollo.

Se avesse aspettato ancora un giorno, la signora Giorgia le avrebbe detto una grande verità, ovverosia che:

“Grillo non fa i miracoli, se hai il bollo da pagare in ritardo dovevi pagarlo.

Ma la nostra storia ci impone che, sfortunatamente, questo consiglio non sia stato accolto.
Il giorno dopo, la signora Franca va dal parrucchiere, dove incontra l’amica Tiziana…

Tiziana: “Eh, chissà che bolletta arriva con tutti questi phon attaccati contemporaneamente tutto il giorno; poi col prezzo dell’elettricità di oggi…”
Franca:  “No, io penso di no.
Tiziana: “Perché no? A me arriva una bolletta che ci dissangua, ogni volta. Sai, i videogiochi, i computer, poi uno pare che la lavatrice non la deve usare ma se no che fai, li mandi sporchi i bimbi a scuola?”
Franca: “Ma guarda che le tasse le puoi anche non pagare oramai.”
Tiziana: “Ma non t’attaccano?”
Franca: “Si ma vabbè ora Grillo ci leva Equitalia, quindi se non c’hai i soldi puoi anche non pagarle le tasse; ci levano gli aguzzini che si accaniscono sui poveri, quindi fai tu…

Tre giorni dopo, l’impiegato Mario Rossi sta discutendo col collega Luigi Verdi:

Mario: “oh Giggin, lo sai che mi fa ieri mia moglie Tiziana? Siamo a letto e mi dice: Mario, ma se per una volta le bollette non le paghiamo? Così ci permettiamo una vacanza in Francia.”
Luigi: “Eh, davvero, io le tasse le pago sempre ma questo Monti mi ha fatto venire l’acqua nel sangue…”
Mario: “Senti, ma secondo te, ora che c’è Grillo, ce le levano un po’ di queste tasse? Cioè: ha detto che fa chiudere Equitalia, credo avere capito che comunque uno se proprio non ce la fa a pagarle, può chiedere tranquillamente un posticipo, senza dover incorrere negli interessi. Cioè: mi sembra pure giusto, la crisi la paghiamo noi!”
Luigi: “Massì, ma senti, guarda: che ora Grillo sistema tutto. Le tasse le fa pagare ai ricchi, ai politici…guarda: ti devo dare ragione. Equitalia dev’essere chiusa.”

Una settimana dopo, Caio Neri, diretto superiore del signor Mario Rossi, dice alla segretaria del reparto contabile:

“Ascolta: se arrivano le bollette per questo mese, tu archiaviale per un po’…stanno discutendo in Parlmento su delle cose, bisogna vedere…vediamo come si mettono le cose.

Sono passati due mesi dal 27 Settembre; il CEO della Belpaese SpA, azienda nazionale per cui lavorano i signori Rossi, Verdi e Neri, manda una nota al Consiglio d’Amministrazione:

…alla luce del sensibile incremento dei margini di profitto sugli incrementi di produzione e della progressiva espansione della domanda, consiglio caldamente la decisione di adottare una politica di flessibilità nei confronti della stretta fiscale dello Stato. Contiamo infatti nell’appoggio da parte delle forze parlamentari del nostro progetto per l’innovazione in diversi settori strategici…

Primi giorni di Dicembre 2013.
Il Ministro del Tesoro italiano, con decreto controfirmato, annuncia che a seguito dell’incremento esponenziale del fenomeno dell’evasione fiscale registrato dall’insediamento delle nuove Camere, che sembra attestarsi oramai attorno al 90% del gettito potenziale, lo Stato Italiano non si ritrova più capace di onorare i propri debiti.
L’Italia è dunque in default. Le Camere saranno sciolte di li a poco.

Gennaio 2015:
Nell’anno precendente, un pazzo ha sparato a Beppe Grillo, che è in coma.
È stato, comunque, un anno di lacrime e sangue, in cui l’Italia ha iniziato a sperimentare un forte embargo da parte degli ex alleati occidentali che ha rafforzato l’industria nazionale a scapito del benessere dei cittadini.
Ora, un nuovo governo guidato da Silvio Berlusconi ha condotto l’Italia ad una forma di vassallaggio nei confronti della Russia, che in cambio fornisce gli approvvigionamenti energetici.
La Borsa Italiana, inizialmente, è rapidamente crollata, ma dopo tre mesi è ripartita con tutti i sintomi di una probabile bolla speculativa.
Le tasse sono state fortemente ridimensionate, i consumi interni aumentano, la situazione economica del paese ricorda da lontano quella della Repubblica Iraniana.
Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda, Repubblica Ceca ed Ungheria hanno già dichiarato default.
Tuttavia, negli ultimi giorni di Gennaio scoppia la ribellione al Governo degli industriali. Un gruppo eversivo di sinistra, figlio degli ex grillini, fa scoppiare una rivolta a Palermo.
Pochi giorni dopo, terroristi assaltano il Parlamento ed uccidono una trentina di politici vari.
Violenze anche a Milano, Torino e Verona.
Il Governo affida la difesa delle istituzioni alla Belpaese SpA, dato che l’Italia non ha fondi sufficienti per un esercito nazionale stabile.
La vicenda scuote l’Europa. Parigi si solleva contro il presidente Hollande. Le Figaro porta alla luce uno scandalo: le casse del Tesoro Francese sono vuote. Il Presidente è costretto a dichiarare default.
L’economia mondiale si scopre in poco tempo largamente ridimensionata.
Le tensioni in Spagna, Portogallo, Belgio, Olanda, Grecia esplodono in violenze di piazza. La polizia non riesce a fermare i tumulti.

2016:
Nella Primavera del 2015, la situazione sembrava essere stata ristabilita. Tuttavia, i gruppi eversivi europei si sono riuniti sotto un unico simbolo e nel Settembre 2015 hanno iniziato un piano d’assalto sistematico che assume i contorni di una rivoluzione armata su scala europea.
I vertici dell’Unione Europea, nel summit di Gennaio, su proposta della Germania, organizzano le principali agenzie di ordine pubblico, oramai vere e proprie multinazionali quasi del tutto privatizzate, per porre argine alla violenza nelle strade e reprimere gli insorti.
La Corea del Nord, apparentemente accidentalmente, affonda una nave sudcoreana durante una esercitazione militare. Il Governo di Seoul manda un ultimatum: se il Leader dei comunisti non si dimetterà entro tre giorni, la Corea del Sud dichiarerà lo stato di guerra.
La Corea del Nord non risponde. Al secondo giorno, fanteria mobile meccanizzata cinese invade il confine coreano ed occupa le periferie della nazione.
Il Giappone dichiara prontamente guerra alla Cina. Gli Stati Uniti si schierano prontamente a difesa di Seoul, ma la Nato temporeggia, soprattutto a causa della mancanza di fondi da parte della Francia.
Dopo circa sei mesi, contingenti russi si muovono lungo il confine cinese. Un primo scontro avviene tra le due aviazioni. La Russia è in guerra contro la Cina. L’Iran, onorando i patti militari, dichiara guerra alla Russia ed agli Stati Uniti. Il Pakistan, con una nota, fa sapere che appoggerà il fronte mediorientale. L’India si schiera con l’asse Nippo-Russo-Statunitense.
Dopo un mese, Israele tenta un attacco aereo contro Teheran. La Turchia condanna ufficialmente Israele. L’Egitto e metà Nordafrica aprono un fronte di guerra contro le fortificazioni israeliane a Sud.

2017:
Lo sforzo bellico interno ed estero, come supporto alla NATO, costa caro alla Germania. A metà anno è costretta a dichiarare default. Regno Unito, Stati Uniti, Russia e Cina dichiarano la sospensione dei pagamenti di ogni debito. Tutta l’Europa, l’Africa ed il Sudamerica seguono a ruota. Gli ultimi, pochi, finanzieri rimasti, spostano i propri soldi a Singapore, Lussemburgo e Svizzera.
La guerra mondiale conosce una fase di stallo che alterna azioni militari, sempre più caratterizzate dall’uso di missili e bombe a grappolo, con dichiarazioni di minaccia dell’uso degli ordigni atomici.

Con un celebre discorso agli italiani, Caio Neri, Supervisore alla Logistica Generale della Belpaese SpA, fa sapere che l’impresa ha deciso che gli Italiani non possono rinunciare a fornire supporto all’alleato Russo durante questo conflitto.
Con una mozione votata alla quasi unanimità, il Consiglio degli Azionisti della Belpaese decreta lo Stato di Guerra; tuttavia, il rappresenante delle Corporazioni Pubbliche, Silvio Berlusconi, non si mostra in pubblico da due settimane e c’è chi lo vuole al sicuro in Sudamerica.

Ciò che nessuno sa che in questo preciso momento egli si nasconde in un bordello argentino gestito da alcuni amici veneti di vecchia data e da certi altri figli di immigrati.

Beppe Grillo si risveglia dal coma: annuncia di avere visto Dio e di aver comunicato con lui.
Chiede come prima cosa la fine delle ostilità, in un celebre “Discorso al Mondo” che si tiene in Piazza San Pietro, a Roma, col benestare del Pontefice, Giovanni Paolo III.

2018:
Viene formato un Comitato Internazionale per la Pace nel Mondo. Beppe Grillo è tra i suoi promotori assieme al Papa, al Dalai Lama, ed al fondatore di Wikipedia.
Nell’Estate di questo anno si intravede la possibilità di porre termine al conflitto.

2019:
La guerra si estingue da se perché i complessi militari-industriali, esortati dalle proteste pacifiche del Comitato, non eseguono più gli ordini dei Consigli di Amministrazione delle multinazionali militari. Vengono proclamati gli scioperi delle agenzie militari in tutto il mondo.

Dalle Ceneri dell’ONU sorge la Federazione delle Repubbliche del Pianeta Terra, che riunisce organicamente più di 150 Repubbliche democratiche ed accoglie come membri osservatori dell’Assemblea le principali monarchie del pianeta.
I manager delle multinazionali della guerra e tutti i vecchi gerarchi dei partiti vengono processati a Kalingrad. Silvio Berlusconi condannato all’ergastolo in Siberia.
Rimane storico il suicidio di D’Alema e Fassino, che ingoiano assieme capsule di cianuro.

Nel Natale 2019, i principali leader religiosi del pianeta tengono una funzione con cui viene onorificamente celebrato Giuseppe Piero Grillo, già nominato Presidente Federale delle Repubbliche del Pianeta Terra ad interim, come Presidente della Terra.

2021:
Gran parte degli Stati Nazionali sono stati aboliti. Solo alcune piccole in insignificanti dittature, come quella cubana o vietnamita, rimangono in piedi.
I principali servizi pubblici sono ora forniti da un nutrito gruppo di multinazionali coordinate dalla Federazione Terrestre.
Su scala globale, è vietata la sperimentazione animale, cosicché la medicina ha subito una profonda battuta d’arresto. Ogni forma di stupro e di attività sessuale non protetta è punita ovunque con la castrazione chimica. Sacerdoti, monaci e predicatori di ogni religione sono ora impiegati della Federazione con concorso pubblico. Il Pontefice Giovanni Paolo III è solo una figura onorifica, che si gode la sua lauta pensione.
Quasi ogni droga è legalizzata. L’assuefazione dalle droghe è un grave problema. La vecchia criminalità organizzata è rimasta nei bassifondi urbani sotto altre forme. Il mondo attraversa una nuova, differente fase di consumismo. Annualmente ai cittadini è imposta una tassa a somma fissa che è destinata alla retribuzione di un determinato numero di artisti di vario genere (nominati con concorso pubblico anchessi), valutati meramente in base al numero di coloro che usufruiscono (tramite sistemi P2P) dei loro prodotti intellettuali. Le stime sono ottenute tramite servizi di controllo sulla Rete Internet.
Ogni decisione è presa tramite un sistema elettorale basato anch’esso su tecnologie web.

Un movimento critico di liberi pensatori che si rifà parzialmente alla Scuola Filosofica Austriaca contesta lo stato delle cose. Chiede più controllo dell’individuo sui meccanismi elettorali, e dunque più trasparenza, ma la massa non è partecipe di queste riflessioni e non ne da importanza.
Al crescere dei movimenti di protesta contro lo stato delle cose, in un celebre discorso al Mondo Intero, il Presidente Beppe Grillo fa sapere che:

“Per garantire maggior sicurezza ed una durevole stabilità, la Repubblica verrà riorganizzata…”

Messa in rime di ciò che deprime (a livello politico)

https://i2.wp.com/upload.wikimedia.org/wikipedia/it/f/f8/2_%E2%82%AC_Italia.jpg

Poesia in quartine sulle elezioni politiche italiane del 24-25 febbraio 2013 e sulle loro nefaste conseguenze.

Son finite le elezioni,
son finite le equazioni,
per calcolar tutti i seggi
che col Porcellum son più incasinati di certe leggi.

C’è chi ha votato il Cavalier dimezzato,
sperando che il dazio sulla sua casa venisse smezzato
o perchè assuefatto, visti i tempi tristi,
dalle favole sui pericolosi comunisti.

Chi ha votato l’ex comunista pelatone,
che soffre di grande afflizione,
avendo egli dimenticato un dettaglio fondamentale,
per vincer le elezioni bisogna far la campagna elettorale.

Chi ha votato il Grillo urlante,
quello del movimento dominante.
C’è da dir però che un politico incompetente,
non è detto sia un politico vincente.

C’è chi diede il voto al vecchio presidente,
che a quanto pare è perdente.
Il quale con la fissa di far quadrare i numeri,
si dimenticò dei poveri lavoratori diventati esuberi.

C’è Ingroia,
la cui dialettica ha portato alla noia.
Nonostante abbia un’ottima carriera,
non è apparso molto neanche sul Corsera.

D’altro canto c’è Giannino,
con le sue balle lo ha accellerato il suo declino,
un magro risultato
per ciò che doveva essere il centrodestra rinato.

Vi sono anche tanti altri partitini piccini che qui non starò a citare,
altrimenti vi verrebbe da vomitare.
Orsù rimbocchiamoci le maniche e continuiamo a lavorare,
o meglio a cercare un lavoro senza disperare.

Poichè, che siano due o tre le coalizioni,
se continuano con questi singolar tenzoni,
si aggraveranno solo le nostre pene
e da lì sarà un attimo a finir come Atene.

Giovanni Barozzino, da operaio licenziato a Senatore della Repubblica

giovannibarozzinoC’è una storia che merita di essere festeggiata, in queste elezioni dall’esito non proprio esaltante. E’ quella di Giovanni Barozzino, uno degli operai licenziati dalla FIAT di Melfi nel 2010. Riammesso dal tribunale del lavoro, ma mai reintegrato dall’azienda, fu scelto da Nichi Vendola come capolista al Senato in Basilicata per Sinistra Ecologia Libertà. Una candidatura-simbolo, per testimoniare la posizione di SEL al fianco degli operai, proprio nei giorni in cui Mario Monti veniva a Melfi a decantare l’opera di Sergio Marchionne.

Un’elezione, per altro, per niente scontata, in una Regione in cui gli si è contrapposta la candidatura di Nicola Benedetto con Centro Democratico, imprenditore del metapontino nonchè consigliere regionale, transfugo di un IDV in frantumi. Una campagna elettorale affrontata con pochi soldi e molte speranze, in cui Barozzino ha girato palmo a palmo i comuni della sua terra, parlando a tutti. Parlando anche e soprattutto ai giovani, molti dei quali per la loro età non potevano nemmeno votare per il Senato.

A lui vanno i nostri auguri, le nostre speranze, il nostro in bocca al lupo.

 

Lavoratori? Non ho visto nessuno…

Un sindacalista moderato con una zazzera di baffetti bianchi stava in una sala d’attesa di un famoso strizzacervelli, leggendo il Messaggero con una faccia piuttosto preoccupata. Nell’attesa ripensò all’ultimo preoccupante episodio che gli aveva fatto decidere finalmente di farsi vedere da uno bravo, consigliato da un suo collaboratore, un operaio petrolchimico che da qualche tempo era sparito senza un perché.

Qualche giorno prima, in Piazza San Giovanni a Roma si doveva svolgere una grande manifestazione di un sindacato avverso al suo, al quale per sua scelta il suo sindacato, moderato com’è, non aveva partecipato. Mentre andava a sentire la conferenza stampa della ministra del Lavoro, un affabile signora con la mania della flessibilità e del licenziamento facile (che donna!), il suo taxi passò proprio attiguamente alla piazza della manifestazione e fu lì che, per sua onesta sorpresa, non vide nessuno. Poche persone sul palco, la sua odiata avversaria (quel maschiaccio inacidito!), quel cretino dei Metalmeccanici, qualche studente lontano dal palco. Nessuno. Ridacchiò un poco e passò oltre. All’uscita della conferenza, in molti giornalisti gli fecero domande relative a quella manifestazione, lui era piuttosto sorpreso della sfacciataggine di certi giornalisti, talmente di parte da non fare il minimo cenno ad un flop storico del sindacato più rappresentativo. “Non ho visto nessuno” disse dunque, senza filo di ironia ma con un tono che voleva sottolineare l’ovvietà. Tornando poi a casa ebbe una sorpresa: i giornali mostravano foto di una piazza piena, quella stessa che lui aveva visto deserta e silenziosa come non mai. Giornali di sinistra, certo, ma anche di destra e di centro, per così dire. Ebbe un illuminazione. Andò nella prima fabbrica che gli venne in mente. Vuota. Cercò nella successiva. Anch’essa vuota. Pazzia!

“Dottore” disse al famoso strizzacervelli: “io ho un grave problema: non riesco a vedere più i lavoratori, in particolare gli operai. È grave!”

Lo strizzacervelli con sicurezza e piglio, gli disse dunque: “Non è un problema raro, ce l’hanno in molti: soprattutto nel sindacato. Ma anche molti politici lo hanno riscontrato, nonché alcuni giornalisti noti. Vede, alcuni neanche se ne accorgono. I problemi degli operai semplicemente hanno smesso di essere loro problemi. Per voi, per quanto vi sforziate di ignorare i loro problemi, e vi impegniate a trovare il modo di peggiorare la loro situazione se è possibile, è impossibile non accorgervene. Se è venuto qui, vuole una cura, ma io non ho alcuna pillola che possa curarla. Però se vuole, può seguire i miei consigli e vedrà che ne uscirà.

Dimentichi, per sempre, le sue ambizioni personali. Dimentichi di far politica fine a se stessa. Si ricordi chi rappresenta, si ricordi di fare i loro interessi, si ricordi che i suoi obiettivi, e quelli del suo sindacato devono coincidere con i loro. Ricominci a vivere il sindacato come strumento di lotta e di miglioramento, a credere nella lotta di classe. Smetta di compromettersi. Sottoscriva compromessi che siano sottoscritti dalla base. Li renda partecipi senza indorare le pillole amare. Abbia il coraggio del fallimento di una trattativa con il padronato. Abbandoni gli egoismi, i vecchi rancori e le vecchie accuse. Torni ad ascoltare e taccia più spesso.

Tempo qualche giorno e vedrà che guarirà!”

“Uhm” ci penso un attimo il sindacalista con la zazzera di baffetti bianchi spettinata e gli occhiali appannati: “In fondo, ripensandoci, non è un problema così grave… Credo di poterci convivere tranquillamente!” e se ne andò rassicurato.

Roberto Davide Saba

Digressione

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