Renzi e Grillo, due cuori per l’antipolitica

Chi vi scrive non è certo un sostenitore di Renzi, anzi. Posso tranquillamente ammettere una certa antipatia e avversità verso il sindaco di Firenze, sia per il personaggio, sia per le sue idee. Il fatto che attualmente sia diventato uno dei principali nemici di Grillo non mi ha fatto cambiare idea, e per certi versi mi ha fatto venire la voglia di pop corn.
Ma quando oggi, visitando il blog del megafono carismatico di Genova, ho letto il suo nuovo post anti-Renzi, mi è venuta voglia di scrivere qui per fare un po’ di chiarezza.
Infatti Renzi è accusato, non a torto, di essere liberista sui temi economici e sulle infrastrutture e di essere per lo meno incerto sui temi etici cari alla Chiesa Cattolica. Il post del blog punta la sua analisi su una serie di stringate citazioni del sindaco fiorentino sui vari temi caldi, per dimostrare quanto sia chiara la non collocabilità dello stesso nell’emisfero sinistro del parlamento.
E qui subito mi viene da chiedere per quale motivo Grillo – avverso alla sinistra come alla destra, che dipinge il Movimento come avvulso dagli schieramenti (e coerentemente lo dimostra con quasi ogni affermazione che fa), per il quale PD e PDL sarebbero talmente uguale da essere indistinguibili e destinati all’inciuccio perenne ed eterno – si interessi della collocabilità a sinistra di un suo avversario politico che, come lui, si dimostra poco avvezzo alle definizioni e agli schieramenti e punta ad un consenso bipartisan? Sarà forse per l’evidente sovrapponibilità degli elettorati? Sarà perchè lo considera l’unico vero avversario che gioca sul suo stesso campo di battaglia? Sta di fatto che, se è vero che Renzi si dimostra incerto sui temi caldi alla sinistra, altrettanto fa e ha sempre fatto Beppe Grillo: tornando al post:

Renzi è contrario ai matrimoni omosessuali? È scettico persino le unioni civili? Bene. Grillo ogni volta che parla di Nichi Vendola non lo attacca politicamente ma per la sua omosessualità, sul quale ironizza pesantemente ogni volta che ne ha la possibilità. Il programma intanto tace a riguardo, forse perchè una buona parte dell’elettorato cinque stelle la pensa come la pensa Perra, un militante del Movimento (candidatosi alle parlamentarie) che in televisione espresse le sue perplessità sul matrimonio omosessuale paragonandolo al matrimonio di una persona con il proprio animale.

Renzi ritenne sbagliate le scelte del PD di sostenere la CGIL in uno sciopero? Grillo si espresse nel senso di abolire i sindacati.

Renzi sostenne la riforma dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori fatta dall’allora ministro Fornero? Il movimento cinque stelle tutt’ora non ha un programma economico che tratti in modo chiaro l’argomento. Per definire quindi la posizione quasi-ufficiale di Grillo a riguardo dobbiamo rifarci a ciò che disse in un intervista il cosiddetto “economista di Grillo”, Gallegati, che definì testualmente l’articolo 18 come “un rettaggio ideologico che non ha valide ragioni per essere difeso”.

Renzi affermò che alla Gelmini era mancato il coraggio di osare di più, chiudendo la metà dell’università italiane. Grillo ha sostenuto da sempre l’abolizione del valore legale del titolo di studio, il che significa un inevitabile disvalore delle lauree ottenute in alcune università piuttosto che in altre, portando molte di esse a chiudere.

Renzi si è sempre dichiarato a favore della TAV affermandone la necessità per il progresso del paese. Nel frattempo Grillo si coccolava i No Tav, strizzando l’occhio a Caselli, il PM con il record mondiale di indagini contro i militanti della Val di Susa, e a Di Pietro, ex-ministro delle infrastrutture e dichiaratamente sì tav. Entrambi, questi, candidati (da Grillo, prima delle elezioni, il primo; dalle quirinarie, dopo le elezioni, il secondo) alla presidenza della Repubblica per il M5S.

Su altri argomenti il Movimento Cinque Stelle è, almeno a parole, più chiaro e la distinzione con Renzi è evidente. Rimarchiamo ciò che è scritto all’inizio di questo post: Renzi è un liberista sui temi economici, troppo “moderato” sui temi etici e particolarmente abile a sfruttare argomenti evidentemente secondari, come l’eliminazione della vecchia politica, la privatizzazione della politica e l’abbandono dei diritti dei lavoratori considerati troppo retrò. Su questi argomenti, gli unici sui quali ama ripetersi ed essere particolarmente chiaro, somiglia clamorosamente al suo principale attuale detrattore, il comico genovese.Image

L’Opinione Scientifica sul Movimento 5 Stelle.

Immagine

Oggi ho scoperto l’unico vero buon motivo per cui, nonostante la doppia cittadinanza mi permetta di votare un rappresentante in Parlamento, il mio voto non potrà ricadere sul Movimento 5 Stelle di Giuseppe “Beppe” Grillo.

Ci hanno provato in molti a farmi capire che era un voto sbagliato.

Mi hanno detto che dietro Grillo c’erano i gerarchi fascisti. Non è vero. Dietro Grillo c’è Casaleggio.
Mi hanno detto che alla base ci sono i neofascisti. Non è vero. La base, effettivamente, non è né di destra, né di sinistra.
Mi hanno detto che non sanno governare. Ma non c’è davvero molto meglio in giro. Insomma, di questi tempi la magra vale un po’ per tutti.

Ve lo spiego alla fine dell’articolo cosa mi ha convinto a non votarli, ok?

Prima vi dico perché difendo il diritto dei Five Stars ad esistere.

Come c’è materia ed antimateria (e questa è scienza, con certezza!), come ci sono le camere e le anticamere (e questa è architettura…credo), come ci sono i furti e gli antifurti (e questo è il Sud Italia, siatene certi), c’è la politica, e di conseguenza l’antipolitica.

Anche questa è scienza, per quanto non sia quel tipo di scienza che soffra di celodurismo (in barba a fisici, chimici ed odifreddi vari).

Immagine

In un anime fantascientifico giapponese si parlava anche di Spirale ed anti-Spirale. Concetti assolutamente analoghi a quelli trattati in questo articolo; figuratevi, come avete visto ci troverete anche molte più poppe.

È anche corretto parlare di Potere, ed anti-Potere.
Il potere di cui parlo ha i contorni poco definiti. In linea di massima, chi è al potere decide per gli altri. Nel bene o nel male.
L’Anti-potere, è l’insieme delle forze di chi contesta lo status quo del Potere, ovverosia l’agglomerato di formazioni politiche, sociali ed economiche che sono ATTUALMENTE nelle posizioni di potere.

Se non c’è Anti-Potere, cioè non c’è opposizione: il Potere dilaga, e tende alla dittatura. Talvolta la dittatura è necessaria. Solitamente, non per periodi più lunghi di 6 mesi. Pensate invece a quando Berlusconi vinse le ultime elezioni. Da un lato Berlusconi, dall’altro Veltrusconi. I programmi erano molti simili, ed erano di impronta berlusconiana. Non ci fu opposizione, e sappiamo come andò a finire. E per quanto tempo. Alla fine fu molto noioso, o, come diremmo noi, annoying.

L’opposizione è la forma naturale di competizione politica. La politica non differisce dalle altre scienze sociali (quelli l’economia, ad esempio). Se c’è competizione, c’è incentivo all’efficenza individuale.
Una scarsa condizione di competizione porta ad una scarsa efficenza. Se ci pensate, comunque, il bipolarismo è un duopolio. Ed un duopolio è quasi un monopolio. Questo, in effetti, spiega perché è più facile che un libero mercato economico sia più efficiente di un Parlamento.

Negli anni 50′, in Italia si registrò una delle maggiori crescite economiche mai registrate in Europa.
Ritengo che, tra i motivi, a quei tempi la politica era efficiente perché i politici erano incentivati a fare bene. C’era una competizione molto forte tra un blocco di “potenti”, ovverosia la Democrazia Cristiana, ed una opposizione molto attiva e pericolosa, il Comunismo.

Già vent’anni dopo, però, la situazione è cambiata. La DC si sposta sempre più a sinistra e, cosa assai ben più terrificante sotto il profilo dell’efficenza, il PSI si sposta sempre più verso il consumismo che caratterizzerà il decennio successivo. Il decennio del craxismo.
Alla fine si giungerà ad un Pentapartito. Che, nonostante il beneaugurante “Penta” come incipit, è un monopolio.
Davvero inefficiente.

Le inefficienze della politica si dimostrano subito nella corruzione dilagante.
Ma ragazzi, parliamo di scienze. Le scienze studiano la Natura (Physis) delle cose, e la Natura è un concetto omeostatico. Ovverosia: si regola da sé, è un meccanismo perfetto in quanto in evoluzione.
Quando il Potere precostituito è al massimo della sua estensione potenziale, sorge la reazione. Sorge l’anti-politica. Sorge sempre dal basso e – se serve – gioca sporco.

La reazione – o rivoluzione dir si voglia – dura sempre troppo poco. Migliora significativamente le cose. Poi sostituisce il potere precostituito. O si mischia ad esso.
È esattamente ciò che è successo: i socialisti chiedevano un mondo da ereditare e mettere in comune, poi, un giorno, si sono svegliati con un diadema in testa (si, Berlusconi & Friends erano socialisti pure loro, ergo tacete pls) e si sono sostituiti ai padri padroni come dirigenti e commissari del Bel Paese.
Tuttavia: l’anti-politica è necessaria. Come i globuli bianchi.

Immagine
L’opposizione incondizionata serve.
Non importa che sia sul serio propositiva. Per sua stessa natura, l’Anti-politica è distruttiva, è catartica. Non importa cosa proponga, basta che distrugga. Deve picchiare e deve incassare come un giovane e sanguigno boxer di Bayonne nel vano sogno collettivo di battere Cassius “Mohammed Ali” Clay.
Appena è al potere (leggete bene: parlo dell’Anti-potere che si trasforma nel Potere), sarà l’ipocrita traditore del popolo; ma finché è all’opposizione, il suo operato serve a frammentare il vecchio potere, serve a mettere pressione ai politici.
L’Anti-politica è buona, perché sprona il prossimo a dimostrarsene migliore.
E credetemi, mi occupo di marketing: nulla è più convincente dei fatti.

È esattamente ciò che sta succedendo: Grillo ha dato una svegliata al Partito Democratico. Non mi piace molto il Partito Democratico, ma vogliamo riconoscergli passi da gigante nel processo di svecchiamento e rigenerazione da tempo millantato?
Renzi? Più una occasione che una minaccia. Ma altre realtà pare emergano.

Potrei parlare in termini assai più matematici ed assai meno filosofici, ma faccio un solo esempio: mettiamo che ci sono un limitato numero di posti in Parlamento. Se un partito politico conta di potersene garantire un amplio tot, sarà molto indulgente nelle nomine dei candidati. Se però parte di quei posti andranno distribuiti, diciamo casualmente, tra le fila dell’anti-politica, allora quel Partito dev’essere più selettivo nelle candidature, onde evitare brutte figure al confronto con la gente del popolino.
Selezione? Quasi un sinonimo di efficenza.
A noi l’efficienza piace. Vi piace forse di più il sinonimo merito?

Il motivo per cui invece non voterò per Grillo è questo:

Immagine

Come ho già avuto modo di fare intendere, a me interessa poco il tuo colore della pelle, chi è il tuo capro espiatorio per la crisi economica o che cosa fai nel tuo letto (io ci faccio parecchie cose, per dire); a me interessa come tu userai i miei soldi.

Se tu mi chiedi di darti – diciamo – un milioncino e dopo anni non mi hai fatto sapere nemmeno una volta come lo hai usato (o peggio, mi insinui il dubbio che non ti sia servito proprio a nulla), allora non meriti il mio voto.
Poco importa se destinerai i miei soldi ai terremotati per l’Aquila. Devi specificarmi con esattezza se questa è una donazione per te e per le tue esigenze, o per terzi. Decido io se, e quando, voglio donare per i terremotati.
Se prometí trasparenza, ma non la inizi ad applicare, io penso che tu non sei portato per la cosa pubblica. E quindi, di che stiamo parlando? Di Paperino? Ok, rispetto il tuo diritto d’esistere e fare politica. Ma non ti voto.
Si. Esattamente. Per me il governare si riduce solo ad una serie di scelte d’investimento pubblico.
E conto di camparci cent’anni con questa filosofia di vita.

Obietterete che critiche simili possono essere fatte a tutti i partiti (o quasi). Vero.

Infatti la scelta del voto si sta rivelando più dura del previsto.
Ho appena visto un certo Fiore alla Rai. Male che vada, se volessi buttare il mio voto, voterò lui. Basse aspettative portano meno delusioni.

Sarà solo un passaggio dall’entomologia alla botanica, rimanendo in tema di mere scienze naturali.
Scienze che non si fila oramai più nessuno, tra le altre cose.

Ecco, l’ho detto.

Antipolitica per tutte le età

L’esistenza di un “popolo del web” come soggetto politicamente autonomo e influente nella scena nazionale è un fatto sicuramente addebitabile a realtà come quella Grillina, ed è un fattore che, come era facilmente ipotizzabile, è stato dapprima ignorato, poi sottovalutato e infine gonfiato con le proprie nefandezze da una politica sempre più inadeguata a capire i bisogni dei cittadini.

Image

Questo popolo del web non è un elite di nerd, o addirittura hackers, né è identificabili con i blogger che hanno rappresentato la base del M5S prima ancora che esso nascesse e che oggi spesso si ritrovano a fare i conti con un movimento che non rappresenta più le loro istanze. Ora sono una massa di persone nate nel pieno berlusconismo e approdate sullo schermo di un PC nel periodo delle chatline, del porno mainstream, delle community-vetrina. Oggi il merito di Grillo è quello di aver saputo veicolare una quota rilevante di queste braccia rubate alla masturbazione verso una nuova politica creata ad hoc per loro. Urla, schiamazzi, insulti contro l’immaginario nemico comune del “siamo tutti uguali” hanno allietato l’utenza (ed elettorato) del MoVimento, appassionata in ordine sparso di giustizia sommaria verso i politici, ambientalismo radicale e irrazionale e liberismo mascherato da meritocrazia. Man mano che il movimento si allargava, la sua critica verso la massa si riduceva. E se di certi argomenti verso questo pubblico allargato non faceva più molta presa, senza troppi problemi certi temi venivano abbandonati e in certi casi ridicolizzati (si pensi per esempio al famoso signoraggio bancario, cavallo di battaglia comune di grillini e complottisti!).

È stato forse un passo in avanti verso la politica, per tutte queste persone, e come dicevo di questo va dato atto a Beppe Grillo e chi gli sta dietro. Che sia poi veramente benefica, per la democrazia italiana, la presenza di un ennesimo, rinnovato nei mezzi tecnologici, movimento populista di “uomini qualunque”, sarei propenso a negarlo… Ma di fronte a questa deriva la politica ha alternato dosi di grillismo interno a ciechi divieti e negazioni della stessa esistenza di questo fenomeno. Partiti come Sinistra Ecologia e Libertà, nati con un certo insito fastidio verso la vecchia partitocrazia del centrosinistra, o movimenti, più attuali nella nascita, come il Movimento Arancione hanno sicuramente fatto propri alcuni cavalli di battaglia della critica a 5 stelle, affiancandoli ragionevolmente alle storiche tematiche della sinistra. Ma anche i partiti più grandi, in particolar modo il Partito Democratico, da un po’ di tempo insegue la moda Grillo, e facendo perno su tematiche di contorno, certo importanti, come il finanziamento trasparente (o assente?) dei partiti, tace clamorosamente sui temi più importanti ritenuti meno interessanti dalla massa e più compromettenti di fronte all’elettorato storico.

Image

Ma la risposta vera al grillismo, quella risposta che ha fatto sì che alcuni telegiornali forse impropriamente in questi giorni cominciassero a parlare di “terza repubblica”, è stato il Montismo.
Il professore nato dalle ceneri dell’ultimo governo Berlusconi, con l’assistenza passiva del parlamento dei partiti risultato, agli occhi degli Italiani, manifestamente incapace, rappresenta ed ha rappresentato per la gente un colpo alle fondamenta della “Kasta”, poco importando a chi lo ha sostenuto e ancora lo sostiene silenziosamente il fatto che sia stato lui stesso un frutto della partitocrazia e dei cosidetti poteri forti che fino a ieri sostenevano Berlusconi, e ancora prima Craxi, o Andreotti.

Se Grillo da una parte ha permesso ai partiti sempre più omologati, sempre meno ideologici e competenti, di mettere al centro i sudetti temi superflui ma mediaticamente accattivanti tralasciando la più sporca connivenza unanime verso il neoliberismo imperante; Monti si è mostrato come la forma più riuscita di antipolitica pilotata, come la “casta” che si nasconde dietro le scelte di un tecnocrate fiduciato da due terzi dell’arco parlamentare ancora in carica. Due facce di una stessa medaglia che fanno un favore ad una classe politica ormai sputtanata, che ha potuto ripulirsi la faccia e le mani per questa lunga, estenuante e patetica campagna elettorale dove il risultato sarà un parlamento appeso al 90% e un governo che sarà il naturale proseguimento dei governi passati e delle loro politiche, dove la sinistra radicale perderà ancora una volta l’occasione per unirsi sotto programmi e leader che siano veramente espressione dei valori della sinistra e non delle nomenklature dei partitini o dell’antimafia, e il gruppo dei 5 stelle risulterà di fronte ai media come l’unica vera opposizione parlamentare fatta dalla gggente. Ma nonostante tutto, quando questa campagna elettorale che sembra eterna, e dopo le elezioni, i partiti “tradizionali”, che pure saranno colpiti e ridimensionati, riusciranno a prendere, ne sono sicuro, il loro sicuro e consistente bottino di voti.

Image

R. D. Saba

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: