Il caso Aldrovandi e il vittimismo di una categoria abituata all’impunità

Cari poliziotti, anche la vostra onnipotenza conclamata e la vostra dilagante impunità ha un limite: evitate di lamentarvi.

Erano quattro uomini in divisa, armati, a uccidere un giovane cittadino disarmato quella notte, e per questo gli toccheranno 3 anni e mezzo di carcere. Se ci pensate, troppo pochi per la morte di un ragazzo perpetrata in modo così violento.
Ho sentito di tutto: le colpe di quel ragazzo erano quelle di aver attaccato in modo goffo, a mani nude, 2 poliziotti e di averlo fatto sotto l’acclarato influsso di sostanze alcoliche e stupefacenti. Per carità un comportamento di per se deprecabile, moralmente e non solo, che andava sicuramente punito… Ma l’idea che un ubriaco-drogato molesto, magari per una sola notte, possa meritare il trattamento ricevuto da quei quattro in uno stato civile è quanto meno pericolosa.

Federico Aldrovandi, morto assassinato da quattro poliziotti. All’arrivo sul posto il personale del 118 trovava il paziente “riverso a terra, prono con le mani ammanettate dietro la schiena […] era incosciente e non rispondeva”. L’intervento si concluse, dopo numerosi tentativi di rianimazione cardiopolmonare, con la constatazione sul posto della morte del giovane, per “arresto cardio-respiratorio e trauma cranico-facciale”

Cari poliziotti del COISP è inaccettabile che sia la vostra categoria a lamentare ingiustizia in questa vicenda, quando potrebbe fare lo stesso e ben più legittimamente la madre di quel ragazzo, che ha visto gli assassini di suo figlio puniti con una pena minima, e che a farlo vi siate riuniti proprio sotto la finestra della signora Aldrovandi. Pretendete pietismo di fronte ai vostri morti e avete così poco rispetto dei morti senza divisa?

Effetto boomerang, Sallusti esemplare

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Io dico solo questo, non apprezzo certo che vengano arrestati giornalisti, il codice penale italiano è quello fascista e la nostra libertà di stampa è penosa non solo per il reato di diffamazione ma perchè la maggior parte è in mano o a partiti che sono troppo invasivi (sia di destra che di sinistra) o a imprenditori. MA prima di compiere una qualche azione urgente per liberare qualche giornalista “martire” come Sallusti:

1)Aspetto che Silvio Berlusconi venga truffato pesantemente perchè magari si compra un’azienda che ha falsato i propri bilanci, depenalizzazione del reato di falso in bilancio.

2)Aspetto che un qualche fascista insulti pesantemente un omosessuale di destra, bocciatura del disegno di legge contro l’omofobia.

3)Vorrei vedere Ferrara, la Santanchè e gli altri radical chic che si divertono con manifestazioni anti magistratura e pro immunità dormire in una scuola a Genova durante una qualche grossa manifestazione piena di poliziotti inferociti, insabbiamento dell’introduzione del reato di tortura nel codice penale.

Visto che questi tre punti non credo si attueranno mai, mi limito solo a dire che se si vuol modificare il Codice Penale, quello di Rocco, ministro del governo MUSSOLINI, oltre a fare una commissione parlamentare apposita che lo riveda TUTTO, non scriverei una legge ad Sallustium, per una volta le leggi ad personam lasciamole a casa, se volete davvero sconfiggere le manette alla stampa, salvate oltre ai direttori anche i giornalisti di strada. Per giornalisti di strada intendo quei tizi, per la maggior parte precari che si fanno un culo così dalla mattina alla sera e che voi quotidiniamente insultate o gioite al pensiero che i loro giornali possano chiudere. A quelli nessuno ci pensa, è per il colore diverso del colletto o per il semplice fatto che non fa audience nè mediatica nè politica un loro arresto?

Inoltre è ridicolo e crea un pericolosissimo precedente togliere la responsabilità dei direttori dei giornali per quanto scritto dai loro sottoposti. Lo cominci ad applicare ai giornali e poi vedi come ci si diverte (pensate se lo allargassero all’industria un provvedimento simile, sarebbe da brividi) , essere un direttore o un capo ufficio non significa solo avere lo stipendio più alto ma anche maggiori e più gravi responsabilità, togli le responsabilità e il direttore diventa solo una figura privilegiata.

Mi piace ripetere ovvietà, quindi ripeterò un’ovvietà:dov’erano i paladini della libertà di stampa prima dell’arresto di Sallusti?

Spero sinceramente che Alessandro Sallusti venga liberato e che si renda conto di essere stato complice egli stesso del suo arresto, non per aver approvato certi articoli sotto la sua direzione… Ma per aver appoggiato una linea politica repressiva che si è ritorta contro lui stesso danneggiandolo.

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