Populismo o demagogia?

C’è chi rimprovera una mancata conoscenza dei termini a noi che diamo del populista a Grillo, usando in modo sprezzante il termine “populismo” che, originariamente, non avrebbe un contenuto negativo ma anzi sarebbe l’esaltazione politica del ruolo del popolo. In realtà, ci dicono, si dovrebbe usare la parola “demagogia” per intendere quel raggiro del popolo con il quale un carismatico acquisisce consenso per fare tutt’altro interesse, oppure la parola “qualunquismo” che significa invece l’avere un atteggiamento disinteressato, prevenuto e generalizzato verso la politica.

La verità secondo me è che Grillo è sicuramente tutte e tre le cose.

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Populista perché esalta il ruolo della massa, della “gente”, del popolo appiattendo il ruolo dell’individuo a puntino indistinto di una grande massa fonte di esigenze proprie, e che insegue la pancia di queste maggioranze indistinte di pecore senza interessarsi del cervello. Essere populista, al di là dell’accezione più moderna che è stato posteriormente data dai media (e non vedo perché non se ne dovrebbe tener conto!) che lo associa in modo più stringente alla demagogia, non è affatto positivo come alcuni pensano: parlando alla pancia della gente si scoprono razzismo, odio, guerre tra poveri, cacce alle streghe, forcaiolismi.

Demagogo perché il grande consenso che ha ricevuto e che ancora riceve lo sfrutta per aumentare il proprio potere mediatico, economico, politico senza mettere in pratica alcuna promessa. Non solo dunque pensa ad un popolo privo di individui che lo compongono, non sono parla alla pancia e non al cervello, ma una volta ascoltata la pancia della massa, non si tenta neanche di realizzare nulla, e dunque si raggirano abilmente i tanti ingenui che lo hanno votato.

Qualunquista sia lui, sia coloro che lo votano, perché appiattisce gli schemi politici e rifiuta le differenze comportamentali-etiche e soprattutto le differenze ideologiche. Anzi si può dire rifiuti le ideologie, denigrandole e ripudiandole. Ma è lo stesso populismo di Grillo a imporre lui di essere qualunquista, perché è il qualunquismo ciò che attualmente, a torto o a ragione, fuoriesce dalla pancia della gente. Compito della politica, ma non di Grillo (né di Renzi, né di Berlusconi) sarebbe combattere con fatti e contenuti questa indifferenza generalizzata che solo apparentemente sembrava essere stata spazzata via dal M5S

Roberto

Poster di Mussolini sul camper di Beppe Grillo: la verità sul fotomontaggio e le reazioni del web

Grillo Mussolini

Il fotomontaggio di Beppe Grillo con l’immagine di Benito Mussolini

Questo pomeriggio, anniversario dell’uccisione di Valerio Verbano da parte dei fascisti dei Nuclei Armati Rivoluzionari, passerà alla piccola ed effimera storia del web come il giorno in cui la pagina Facebook Noi che NON voteremo il Movimento Cinque Stelle ha messo in circolazione un fotomontaggio in cui erano ritratti un uomo dall’aspetto simile a quello di Casaleggio alla guida, Beppe Grillo intento a leggere alcuni fogli (presumibilmente il testo di uno dei suoi show in piazza) e, alle spalle del comico ligure, una foto di Benito Mussolini.

La descrizione che accompagna l’immagine, visibile a questo link, non lasciava spazio ad equivoci:

“Lo sapevamo che le cose stavano così…Se sei indignato, un po’ divertito, clicca su Noi che NON voteremo il Movimento Cinque Stelle look heeeere [ https://encrypted-tbn1.gstatic.com/images?q=tbn%3AANd9GcQ5jBYPkxdQFB4aynxWqytHG4_lr_pQoGle-mo7_n3Nxdoeu2E-kA ]”

Cliccando sul link tra parentesi, si viene reindirizzati ad una trollface, l’immagine che è comunemente usata su internet per indicare una presa in giro.
In tantissimi, non accorgendosene, sono stati colti dal dubbio se fosse un fotomontaggio oppure un’immagine reale. Ancora nelle ultime condivisioni della foto persiste la credulità, nonostante la smentita degli autori sia sulla pagina, sia nei commenti della stessa foto. Da notare il complottista che accusa la pagina di essere al soldo del PD ed il commento della simpatizzante di Forza Nuova che dice “È un fotomontaggio e meno male per il bene del fascismo!”

Commenti al fotomontaggio

Alcuni commenti al fotomontaggio

Poco dopo il sito Giornalettismo pubblicava la notizia, dimostrando come si trattasse di un falso e pubblicando la foto originale.
In seguito, la stessa pagina degli autori provvedeva a “rivendicare” l’azione ed il successo di quest’ultima.

Rivendicazione di successo

La rivendicazione di successo di “Noi che NON voteremo il Movimento Cinque Stelle”

Abbiamo allora deciso di contattare gli admin della pagina, per farci spiegare di più di questa faccenda.

Come mai questo fotomontaggio?
Volevamo fare ironia sul retaggio fascista di Beppe Grillo, del quale si trovano ancora tracce nel suo “Italianiiii!” urlato ai comizi, o nei suoi show nei quali troviamo somiglianze incredibili con le adunate oceaniche di piazza Venezia di Mussolini. Inoltre, abbiamo potuto ironizzare anche sui motivi dell’apertura a Casapound.

Come avete realizzato il fotomontaggio?
Le tecniche non sono difficilissime, basta Photoshop. Comunque, l’autore materiale del montaggio ride di tutti i commenti sulla propria opera. Dice che ha usato tutte le tecniche di base possibili, tranne una, per rendere credibile e verosimile l’immagine, e che ne ha omessa una sola, che ha notato un solo commentatore su tutta l’orda, per non rendere l’immagine vera al 100%.
Il “trucco” più semplice per individuare i fotomontaggi ben fatti come questo è guardare al minimo dettaglio.

Quali scopi vi eravate fissati con questa operazione?Prima di tutto prendere in giro, satiricamente, Grillo e i grillini. In questo direi che le nostre aspettative non sono state deluse.
Poi, non meno importante, abbiamo testato la capacità di un numero di persone di riconoscere un falso. Anche qui abbiamo avuto successo, anche se dovremo ricorrere a qualcosa di più le prossime volte. Non fosse stato per il post di Giornalettismo che ci ha smascherati in meno di un’ora, meno di 10 persone se ne sarebbero accorte, secondo me.
Fatto sta che quattro risate ce le siamo fatte comunque. Tu pensa che c’è chi per dire che era un fake ha postato, nei commenti all’immagine, un altro fotomontaggio che abbiamo pubblicato poco dopo… Questo per dimostrare che tanti italiani sono creduloni.

Beppe Grillo e lo squadrismo del web

Chiamali fascisti o squadristi e si arrabbiano, ma il clima d’odio che ha alimentato Beppe Grillo negli ultimi anni è così alto che basta un piccolo errore a scatenare rabbia, minacce e offese gratuite sul web. Precisamente su Facebook, sulla sua pagina, dove condivide fotomontaggi e post del suo blog, dove offende quotidianamente qualcuno, godendo delle gravi e pesanti parole che i suoi “militanti” pubblicano. 

Qualcuno dirà, che colpa ha Grillo? Lui scrive, gli altri offendono. Ebbene non è proprio così, in sostanza funziona in questo modo: Grillo pubblica cose che possono dare molto fastidio ai suoi fan, alla sua comunità virtuale, i grillini non si fanno aspettare e partono le offese. Molto spesso pesanti. Come nel caso di un militante di Rivoluzione Civile che per errore ha coperto un manifesto del Movimento 5 Stelle. Beppe Grillo, nella giornata di ieri ha pubblicato una fotografia scattata da qualche suo attivista, mostrando un ragazzo intento a coprire il manifesto grillino, egli cita un pezzo di un articolo del Secolo XIX (Ma i giornali non erano carta straccia?), dove viene evidenziata la faccenda e lascia commentare i suoi. Inutile dire che partono offese, il post diventa virale e diventa un vero accanimento nei confronti del ragazzo, che poverino, racconterà poi, si trattava di un banale errore, che aveva sbagliato a posizionare il manifesto. I commenti al post sono 1.464, tutte offeseLa notizia viene ripresa subito dal giornale Oltremedia, dove il giovane militante racconta la sua storia e anche la sua rabbia, infatti, afferma: “Ho sbagliato. Avevo informazioni errate e ho confuso un pannello con un altro. Ero convinto che quello (il numero 1) fosse il nostro spazio. Invece noi potevamo attacchinare sul pannello che si trovava di fronte. Sinceramente è una cosa che può capitare, ho sbagliato ad affiggere un manifesto in uno spazio non mio, ma le minacce ricevute dai fan di Grillo vanno oltre il confronto politico. Moltissima gente senza conoscere i fatti ha cominciato a insultarmi e minacciarmi sul web. Se fosse accaduto in mezzo alla strada sarei stato linciato. Chiedo pubbliche scuse da parte del Movimento 5 Stelle, oppure passerò a vie legali”

Se questo non è diventato un Movimento Squadrista allora cos’è? Un movimento democratico che denuncia pubblicamente qualcosa, non può lasciare che si scatenino attacchi gravi e gratuiti. Non è la prima volta che accade, ma sicuramente tutti noi, che siamo sempre sul web, certamente siamo stanchi di tutta questa becera volgarità e fascismo.

Luca Mullanu

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Buoni propositi per il 2013

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Una sintetica lista di buoni propositi per il 2013 da darei ai futuri politici che siederanno in Parlamento, l’autore, pienamente consapevole del fatto che questa lista anche se venisse letta, sarebbe bellamente ignorata, ben sapendo che sta scrivendo qualcosa di inutile, la scrive lo stesso per suo sommo diletto. Ecco 20 punti, non dico fondamentali ma sono quelli che mi son venuti in mente pensando ai partiti e ai movimenti:

1)Mandare in Parlamento gente in grado di intendere e di volere, il PDL ad esempio può anche evitare di mandare vecchiettini un po’ stanchi e affaticati.

2)Mandare in Parlamento gente con un po’ di cultura o almeno in grado di parlare fluentemente l’italiano, i grandi show della Lega Nord – Padania.

3)Mandare in Parlamento gente con una base di cultura filosofica perchè come direbbe Platone, la filosofia in politica è fondamentale, altrimenti tanto vale tenerci tutti i tecnici che abbiamo avuto al governo, questo un po’ per tutti ma soprattutto per il Movimento 5 Stelle.

4)I parlamentari grillini guardino meno i post su LoSai o su Byoblu o su siti complottari vari ma leggano Socrate, Platone, Kant, Smith, Ricardo, Marx, Nietzsche e quant’altro possa essergli utile quando dovranno decidere cose serie tipo i nostri destini.

5)Astenersi dal Parlamento i condannati per corruzione, concussione, associazione a delinquere et similia.

6)Stare uniti e non cadere nel leaderismo alla Di Pietro, questo per Rivoluzione Civile.

7)Diventare di sinistra che Vendola forse un po’ vi aiuta, questo per il Partito Democratico.

8)Riporre il manganello, questo per la destra in generale.

9)Meno protagonismo e riflettere se davvero sia bello che nel XXI secolo si parli ancora di radici cristiane e di “quando c’era la DC si stava meglio”, questo per il centro.

10)Tagliarsi gli stipendi.

11)Scoprire che esiste l’Unione Europea e che questa Unione fa leggi da un po’ di anni e ne stiamo già violando un bel po’ e abbiamo un listino di multe salate da pagare grazie ai precedenti governi.

12)Fare qualcosa per i diritti umani che non sia “aiutiamoli a casa loro” perchè a casa loro magari li fucilano appena arrivati.

13)Evitare di vendere anche il Parlamento agli imprenditori pur di privatizzare lo stato, io purtroppo il novello dirigente industriale che andrà a gestire scuole, ospedali eccetera se saranno privatizzate non lo posso eleggere, fate un po’ voi.

14)Usare un po’ di più la propria testa e informarsi di più usando fonti a 360°, questo per tutte le basi dei vari partiti e movimenti.

15)Scoprire che esiste un modello economico alternativo al capitalismo e che questo modello non è affatto vecchio e stantio visto che finchè esisterà il capitalismo esisterà anch’esso, ovvero il comunismo marxista.

16)Il mestiere del giornalista è dire la verità, al massimo massimo dare un opinione.

17)La tecnologia non è tutto, puoi fare il fighetto col pc finchè vuoi ma ricordati che non tutti possono permettersi un computer e quindi col voto universalmente online non risolvi tutti i problemi e c’è gente che, come me, un tizio vorrebbe anche ogni tanto vederlo di persona almeno su un palco piuttosto che vederlo su youtube, per il Movimento 5 Stelle.

18)Tagliare e regolamentare in maniera severissima i finanziamenti a partiti e giornali, non eliminarli sennò ripeto, io il dirigente di industria che controlla il partito non lo posso votare.

19)Togliere alla polizia certi fumogeni cancerogeni vietati da diverse leggi e evitare possibilmente di permettere a certi agenti zelanti di spararli dalle finestre dei ministeri.

20)Non sperare nel futuro, lavorare nel presente affinchè questo paese cambi, iniziando intanto dal dare un lavoro, leggersi l’articolo 1 della Costituzione.

ESCLUSIVA:Intervista al sindaco Federico Pizzarotti

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Non mi dilungherò troppo sull’introduzione a tale intervista essendo già lunga di per sé. Ufficialmente era per il blog della scuola ma in fondo l’articolo è mio e non vedo perchè non metterlo anche qui. Il 12 dicembre 2012, insieme a due miei compagni di scuola, uno in qualità di cameraman e uno di fotografo, ci siamo recati presso il Comune di Parma per intervistare il sindaco Federico Pizzarotti, dopo un’anticamera di mezz’ora durante la quale abbiamo chiacchierato con uno degli addetti al cerimoniale incaricato d’accoglierci, il sindaco ci ha ospitato nel suo studio, ecco come ha risposto ai vari temi delle diverse domande postegli:

Lei è il più giovane sindaco nella storia del Comune di Parma, ci può raccontare come mai ha scelto di entrare in politica e perché con il Movimento 5 Stelle?

Perché entrare in politica penso sempre che sia un pensiero condiviso da tanti ovvero cercare di cambiare le cose nel momento che non siano corrette o che non siano giuste dal punto di vista della gestione della cosa pubblica e dei soldi pubblici soprattutto, ma anche dello spirito critico con cui vengono affrontati i problemi che siano essi di ambito ambientale piuttosto che sociale era comunque una voglia di cambiamento. Con il Movimento 5 Stelle perché al momento era ed è l’unico movimento che sicuramente non ha persone inquisite o persone che in passato sono state condannate e che porta una tipologia di approccio alla politica che è comunque diverso da quello dei partiti classici gestiti in un modo non molto chiaro.

In merito alla scuola, quali sono i vostri rapporti con la provincia in merito alla gestione degli edifici scolastici e avete intenzione di prendere come modello il nostro liceo che è uno dei maggiormente dotati a livello tecnologico come ad esempio:computer in ogni aula, lavagne multimediali et simila?

In merito ai rapporti con la provincia e sulla scuola se ne occupa il vicesindaco essendo titolare e tenendo i rapporti con tutti le competenze sono più sue che mie. Le posso dire qual è il nostro approccio cioè che sicuramente le strutture per anni sono state diciamo non valorizzate poi ricordo che il comune come competenza ha solo le scuole medie, le scuole superiori sono strettamente di competenza della provincia come struttura poi vedremo con la riforma delle provincie a chi andranno in capo. Sicuramente per anni sulle scuole c’è stata una scarsa attenzione se pensiamo al risparmio energetico, se pensiamo ai tetti in amianto, c’è ancora molto da fare. Per quanto riguarda le tecnologie, andando un po’ in controtendenza con quella che potrebbe essere la mia apparenza poiché sicuramente sono abbastanza tecnologico, penso che un computer in ogni aula o un proiettore o una lavagna elettronica sia più che normale per proiettare slide, per guardare video, sicuramente più veloce rispetto al passato quando vi era l’aula con la televisione. Sono meno d’accordo inevitabilmente, visto che il computer permea tutta la nostra giornata come anche lo smartphone o il tablet a seconda della persona, sull’uso della carta poiché rischiamo di perdere, usandola sempre meno, le nostre capacità di scrittura manuale poiché, guardando me stesso, nonostante usi molto il computer, so che la manualità è una cosa che si può perdere come anche la calligrafia. Diverso è il discorso sui libri perché avere nella borsa un singolo ebook penso che sia una cosa molto vantaggiosa dal punto di vista dello spreco di carta, dell’aggiornamento delle edizioni da un anno all’altro e anche solamente del peso. Però per quanto riguarda lo svolgimento dei compiti, dei temi e di tutto il resto, penso che l’approccio mentale sia ancora dovuto, non è normale che alle elementari si possa usare la calcolatrice poiché un conto è fare un logaritmo, un conto è fare le addizioni.

Quindi potremmo correlare ciò al fatto che il Movimento 5 Stelle sia stato il partito che ha sfruttato di più il web per la sua campagna elettorale nonostante si siano notati dei fallimenti nello svolgimento delle Parlamentarie …

Questo lo possiamo misurare anche coi sondaggi del comune, abbiamo iniziato un percorso per avvicinare le persone alla votazione online o comunque a informarsi online perché inevitabilmente c’è un’inerzia nei comportamenti, poiché in ogni caso le cose non si possono cambiare da un giorno all’altro, che qui incidono sul concetto di:”So che devo andare online per fare una cosa, per informarmi o per magari contribuire al documento programmatico”. Abbiamo fatto un sondaggio e su 180 000 persone a Parma, hanno votato in 500. Uno potrebbe chiedersi perché a fronte del fatto che si sono registrati in 1200, sono pochi però dal momento in cui io ti do la possibilità che consiste nel potersi registrare, basta avere la carta d’identità, e votare perché non viene usato questo strumento elettronico? Perché culturalmente è una cosa che deve passare, hanno partecipato molte più persone agli incontri che abbiamo fatto in tutto il comune rispetto a quelli online che potevano essere più comodi. Ci vuole un cambio di mentalità che potrebbe aiutare anche l’approccio tecnologico alle varie questioni.

A proposito degli incontri, ci sono state delle polemiche in merito al fatto che non si è capito se sono incontri istituzionali, che a quanto pare si svolgano in poco tempo, che la gente non riesca a formulare in questo tempo critiche costruttive e anche in merito a quale compito possa avere questa psicoterapeuta presente ad ogni incontro …

Il punto è come sempre quello di prima, uno degli aspetti che si notano di più è l’inerzia e la resistenza al cambiamento, risponderò a tutti i tre quesiti. Primo, il tema istituzionale, non so quante volte sia stato tirato fuori in passato se non a scopo propagandistico, il fatto che un membro della giunta sia andato in tutte le assemblee del quartiere fatte, sono state veramente tante calcolando che prima vi erano i consigli di quartiere quindi da un’altra realtà. Quando la giunta si muove, avendo sempre presente il vicesindaco o qualche altro assessore, da lì è una cosa istituzionale. Altrimenti diversamente non sarebbe stata una cosa della giunta se l’avesse fatta un singolo partito o movimento quindi queste erano istituzionali, essendo anche sul sito del comune. Il secondo punto è che non c’era tempo, una volta sono andato a casa all’una dopo un’assemblea iniziata alle nove, d’altronde qual è l’alternativa?Mi sentivo rispondere:”Più di stare tre ore qual è l’alternativa?”, durava più di un consiglio di quartiere medio.

A questo punto vien da chiedersi a cosa possano servire i consiglieri comunali visto che dovrebbero essere loro a rappresentare i cittadini …

E invece secondo me questo è molto sbagliato, questo è il punto.

Però ad esempio i consiglieri del Movimento 5 Stelle che dichiarano di rappresentare i cittadini dovrebbero essere differenti …

E no, questo è il punto, bisogna aprire, non bisogna fare del clientelarismo. Tante volte in consiglio comunale abbiamo fatto del clientelarismo, lo può anche andare a vedere nella storia dei consigli comunali. Quindi tu abiti in un quartiere, prendi le istanze del tuo quartiere tendenzialmente perché poi quando vuoi ricandidarti devi prendere voti dal tuo quartiere e porti il caso singolo che magari non è contestualizzato in quella che è una strategia o una possibilità per comprenderci, ad esempio: “I cittadini dicono che serve una fermata in più in quella strada”; ha senso, non ha senso, in una visione collettiva dei trasporti c’è o non c’è, questo è il problema perché lo porta un singolo consigliere che quindi, giustamente o ingiustamente, si fa garante di alcune persone che magari non lo conoscono e se non lo conosci? Non hai diritto a fare una tua istanza e di andarlo a cercare? L’assemblea è un momento istituzionalizzato, tu puoi venire e contribuire con le tue proposte, dando anche la possibilità di scoprire quali problemi si possano avere in comune altrimenti la rappresentanza è una cosa che inevitabilmente è destinata ad essere rivoluzionata perché trentadue persone difficilmente potranno essere tramite e soprattutto senza dover intermediare alle proposte dei cittadini. Il punto è sempre questo come anche le associazioni di categoria o le associazioni sindacali, chi fa da tramite traduce le esigenze e cerca di fare una sintesi, giusta o sbagliata che sia, però arriva un messaggio che non è detto sia identico al messaggio che è partito dal cittadino. Avere un rapporto diretto vuol dire ascoltare direttamente quello che è l’istanza, quindi inevitabilmente bisogna aprirsi alle richieste dirette se no si rimane chiusi. Sull’ultimo punto invece, il tema della psicoterapeuta. Alle assemblee è servita poiché erano abituati tutti a dire:”Sono dall’altra parte della cattedra, ti dico le mie cose”; quello che non ti dice nulla si alza e se ne và per questo abbiamo studiato un metodo di partecipazione che sia mediamente utilizzato, voi che siete studenti guardate Open Space Technology, che è un tipo di modalità per fare gruppi di lavoro che è molto simile a quella che abbiamo usato noi e che viene usata in tutto il mondo, quindi non bisogna sorprendersi se il mondo va avanti. Quindi rimanere dietro una cattedra e dire:”Noi siamo bravi, abbiamo fatto tante belle cose, chi vuol dir qualcosa?”; magari si alza uno, che è quello più coraggioso perché potrebbero parlare altre cinquanta persone ma non tutti hanno la voglia o sono in grado. Il concetto dei gruppi più piccoli serve esattamente a questo, in gruppi più piccoli si è tutti meno timidi, si ha tutti meno paura di dire qualcosa di sbagliato, si stabilisce all’interno un portavoce che porterà le istanze del gruppo che magari è quello che avrebbe parlato comunque e si riesce a far partecipare tutti indipendentemente dalla loro forma mentale, se no in tutti i gruppi c’è quello che non parla mai che magari ha una cosa importantissima da dire ma è timido magari.

Però si potrebbe ribadire, almeno stando alle critiche dei pochi incontri con essi, che forse i sindacati e le associazioni di categoria potrebbero essere più competenti …

No purtroppo non mi sento di condividere ma perché l’ho detto anche a loro.

Non li ritiene competenti?

No li ritengo competenti come tanti altri ma la sintesi andrebbe però sicuramente, dovrebbe essere scevra da tutto quello che è un’interpretazione, un indirizzo, un’appartenenza, perché non possiamo dire che i sindacati non siano politicizzati perché è un dato di fatto. Quindi io sto parlando dei lavoratori e delle loro esigenze o di una tendenza di queste? Perché questo è sbagliato, questo vale anche per le associazioni di categoria e quant’altro. Il rapporto diretto con chi ha le esigenze è quello di prendere atto dei problemi in quanto tali. Voglio dire noi abbiamo visto che, ad esempio per l’ordinanza sulla movida, parlare direttamente con i baristi, gli esercenti o le persone che abitano lì, al di là dei risultati che si ottengono perché poi ognuno rimane arroccato e trovare una mediazione è difficile, poiché c’è gente che rimane arroccata sulle sue posizioni e io non ci posso fare niente. Trovare una sintesi non è sempre semplice però parlando e spiegando direttamente alle persone perché avere un rapporto diretto significa anche spiegare esattamente la questione, chi è in mezzo, come in un passaparola, perde sempre qualcosa. Parlare direttamente vuol dire spiegare qualcosa, è capitato tante volte di spiegare direttamente il concetto e sentirsi rispondere:”Ah ma io l’avevo capito diverso, per come ho ragionato, per chi me l’ha detto o da altro”.

Entrando in un discorso più nazionale, nel programma del Movimento 5 Stelle vi è l’abolizione del quorum per i referendum abrogativi e l’istituzione di referendum propositivi, ce ne può parlare?

Riguardo alla mancanza del quorum vorrei dire che invitare le persone a non partecipare poiché adesso la domanda è chi vuol far perdere un referendum?

Riguardo all’abolizione del quorum, se venisse abolito e votasse meno del 50% della popolazione, non vi è il rischio che si crei un elitarismo per il quale solo pochi decidono il destino di molti?

Dipende dalle persone, nessuno vieta a quelli che non vanno a votare di andare a votare. Il punto è questo, vuoi che qualcuno voti al posto tuo?Spero e penso di no, vai a votare. Mentre adesso il messaggio che passa è il classico, in tutti i referendum è:”Andate al mare, non andate a votare”. Non è un messaggio positivo poiché il voto, tornando all’esempio di prima, è il momento in cui io cittadino posso esprimere la mia preferenza che sia per un partito, per un rappresentante o a un referendum. Non andare a votare vuol dire perdere un mio diritto, non esercitarlo perché devo essere incentivato da alcuni partiti a non andare a votare, perché non andare a votare? Io sono sempre andato a votare, quindi il mutare del quorum toglie questa scusa, quindi tutti sarebbero obbligati, come partito e rappresentanti a dire:”Andate a votare, se non andiamo a votare perdiamo”. Quindi è giusto andare a votare. Se no non c’è via di mezzo e uno non è che si sveglia la mattina dicendo:”Domani facciamo il referendum”. Io come sindaco o chiunque, l’iter di presentazione non è in discussione, poiché tu per fare un referendum devi raccogliere 300 000 firme però tu una volta che le hai portate è giusto che questo venga votato, non che perde se la gente non và a votare.

Non rimane comunque il rischio che siano solo questi 300 000 a decidere?

Sì ma il mondo si deve fermare perché tutti vanno al mare?

Non credo …

Tutte le volte che un referendum non è arrivato al 50% dei votanti è stato perché l’invito era:”Andate al mare”; era ed è un messaggio negativo perché vuol dire lascia stare il tuo voto, tu non andarci se non ti interessa, fai così, così vinceremo sicuramente perché il rischio di andare a votare, per quelli che votano contro è sempre che tu vai a votare al 50%+1 dopo magari vedi quanti hanno votato sì e quanti hanno votato no, quindi non andare a votare squalifica tutti gli altri. Facciamo lo stesso esempio:oltre 100 milioni di persone, ne vanno a votare 49 milioni perché 51 milioni si sono astenuti o non sono andati a votare, questi 49 milioni magari votavano tutti in una direzione non hanno diritti?

A quel punto la democrazia può degenerare in un totalitarismo, se la gente comincia a disinteressarsi della politica …

Infatti bisogna incentivare la gente a partecipare dandogli un motivo per farlo.

Ad esempio il fascismo è salito al potere grazie anche all’indifferenza verso la politica, a proposito di questo vi sono state polemiche sul Movimento 5 Stelle e CasaPound. Ad esempio pare che il Movimento 5 Stelle a Bologna, abbia votato un ordine del giorno di solidarietà a CasaPound insieme al PDL. Qui a Parma vi è stata un’accesa polemica in merito alla apertura di una locale sede di CasaPound. Il comune come intende rapportarsi con tale associazione? Ricordando che Parma è città storicamente antifascista e ricordando gli episodi di violenza correlati a tale associazione.

Come? Non bisogna dare la risposta nella domanda, questo lo dico per voi, noi abbiamo condannato più volte gli atteggiamenti di CasaPound i quali si autodefiniscono i fascisti del terzo millennio. Un conto però è parlare di opinione personale un conto dell’istituzione, l’entità preposta alla sicurezza e all’ordine pubblico è ovviamente la questura, quindi tante volte questa è la risposta perché il comune non chiude le sedi di alcuna associazione. Non è che chiudiamo le sedi di chi non ci sta simpatico. Le istituzioni sono fatte per tutelare tutti, quando dico di essere il sindaco di tutti lo dico e lo penso quindi c’è chi gestisce la sicurezza pubblica e lo fa con competenza e con causa, sta a loro valutare e avvisare quelli che sono i rischi per la cittadinanza e agire di conseguenza. Se no si scade sulla demagogia e sui proclami.

Le ricordo però che la repubblica italiana è fondata anche sull’antifascismo e ci sarebbe anche la legge Scelba sull’apologia di fascismo …

Sulla base di quanto ha appena detto, può dire in quali altri comuni hanno chiuso le loro sedi?

La legge Scelba è stata limitata fortemente dalle ultime sentenze dei vari tribunali …

La risposta è lì, se la domanda era strumentale purtroppo è andata male.

Intendevo se non aveste pensato che potessero crescere le tensioni tra comunisti e fascisti qui a Parma a causa di CasaPound …

Il tema è qui, non si deve arrivare a questo livello di tensione.

E in merito all’inceneritore?

Si è fatto luce sul grave sistema di come vengano condotte le opere che dovrebbero interessare la collettività senza una chiarezza sull’iter, senza una chiarezza sugli appalti, senza una chiarezza su tanti punti e senza una apertura e una trasparenza necessarie.

Vi è anche una velata accusa alla provincia in merito alla gestione della questione?

Ma anche al comune per quello che ha fatto prima, non c’è stata chiarezza, non c’è stata apertura al dialogo. L’abbiamo detto tante volte:se non avessimo avuto la possibilità adesso di vedere le carte e quindi anche di uscire da determinate problematiche, la cosa non si saprebbe. Non so se avete letto, se non lo avete fatto vi invito a farlo, la sentenza della procura parla chiaramente di gravi episodi di corruzione e di gestione. Io non dico niente, non avendo le competenze o i meriti per farlo, lo dice la Procura della Repubblica quindi penso che bisognerebbe stare attenti su questi temi. Poi c’è anche il tema ambientale e il tema economico e noi da sempre riteniamo che quest’opera non abbia una solidità economica basandosi sugli incentivi statali e inquadrandosi su un piano rifiuti che non è realizzabile. Stamattina sono andato in regione, la regione punta ad avere il 70% di raccolta differenziata come media regionale in futuro, questo vuol dire:”Che rifiuti ci mettiamo?”, rimane sempre la domanda iniziale oppure li importiamo da tutto il resto dell’Emilia Romagna e dell’Italia, c’è sempre la soluzione dell’importazione. Questo è un problema che andrebbe affrontato con più intenzione di risolvere il problema piuttosto che rimanere schierati ognuno nei propri principi, non è così che si risolve il problema.

Sempre nell’ambito infrastrutture e trasporti, è stato dato il via alla privatizzazione della TEP (Tranvie Elettriche Parmensi) …

Detta così secondo me dovrebbe documentarsi meglio, c’è l’ingresso all’interno della TEP di un soggetto che può essere benissimo privato o un altro soggetto che potrebbe essere statale, ad esempio in questi giorni le ferrovie dicono di voler investire nelle aziende di trasporti, bisogna sempre documentarsi. Non è questo il tema, il tema è che le aziende statali e comunali in alcuni casi devono avere la forza di reggersi sulle proprie gambe, quest’anno la TEP ha perso oltre 800 000 euro.

Avete intenzione quindi di rimanere azionisti di maggioranza?

Assolutamente sì. L’errore che era stato fatto quando a suo tempo provincia e comune avevano stabilito una gara di privatizzazione e avevano portato dei parametri che erano un po’ fuori da quello che poteva essere la sostenibilità di questa operazione. E’ importante che il governo di un’azienda di trasporti, di rifiuti, dell’acqua o dell’energia rimanga al comune o comunque alle istituzioni.

Tornando alla politica nazionale, come vede la prossima legislatura?

Non lo so, molto incerta.

Il Movimento 5 Stelle nei sondaggi è al secondo posto …

Sì ma non è tanto questo, mi preoccupa la visione complessiva del fatto che dopo vent’anni, al di là del Movimento 5 Stelle, tutto il resto della compagine politica sia la stessa di vent’anni fa. Penso che per tanti italiani sia una cosa difficilmente accettabile perché ci vuole un ricambio, se no i giovani cosa fanno? Se ci riempiamo la bocca di “i giovani sono il futuro” e “i giovani saranno la nuova classe dirigente”, devono anche avere la possibilità concretamente di trovarsi sul campo.

Lei pensa che possa andare al governo il Movimento 5 Stelle?

Non lo so, mi sembra prematuro visto che la campagna è ancora lunga e rispetto alla legge elettorale attuale è difficile nel momento in cui anche se tu fossi il primo partito devi avere la maggioranza, l’M5S non essendo in coalizione con nessuno sarà difficile.

Non crede che ci potranno essere eccezioni nonostante il regolamento dei parlamentari M5S in merito alle coalizioni?

Sicuramente no perché quello che avviene in comune, al governo è che una volta che sei in coalizione è una pratica sicuramente brutta la spartizione delle poltrone, non si valuta il merito ma si valuta che ognuno si porta i suoi. Una cosa che siamo abituati forse a veder da anni ma che spero scompaia come logica. Noi come assessori non abbiamo preso nessuno, a parte il vicesindaco, che fosse del Movimento 5 Stelle, ovvero che fosse già un’attivista. Mentre abbiamo preso persone che pensano o che agiscono rispettando i principi del Movimento 5 Stelle quindi questo è possibile farlo per tutti. Valorizzare la competenza e lo spirito, il quale deve essere aderente a quello che si pensa rispetto a quello che si fa.

Questa domanda gliel’avrei dovuta fare il 20 novembre ma rimandammo la nostra intervista a oggi, in ogni caso le chiedo:se lei fosse stato un elettore del centrosinistra, chi avrebbe votato alle primarie?

Ma è molto difficile dirlo, non mi sono informato a riguardo.

E’ rimasto sorpreso dall’affluenza alle primarie del centrosinistra?

No perché se guardiamo lo storico degli anni sono in calo, questo è un dato di fatto.

E’ sorprendente comunque che nonostante la crescita del Movimento 5 Stelle vi sia stata una tale affluenza …

Quando ci sono delle iniziative che vanno verso un’apertura diretta ai cittadini io sono sempre a favore, quindi non voglio criticare a prescindere. Puntualizzo sui termini, sono sempre importanti.

 

Ipocrisia grillina

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Articolo tratto dal blog di Beppe Grillo a cui non ho potuto resistere dal commentare.

Chi grida “Forza Grillo!“, come una volta si gridava “Viva Zapata o Pancho Villa” non ha capito che è lui e solo lui l’artefice di un possibile cambiamento (di fatti Zapata e soprattutto Pancho erano sì stimati e ammirati ma non vi era alcun culto della personalità simil Stalin o Silvio, pertanto hai sbagliato esempio tesoro. Guardando poi l’M5S che ha come sito principale il blog di BEPPE GRILLO, sul simbolo il nome di BEPPE GRILLO che è intestato a BEPPE GRILLO e il fatto che BEPPE GRILLO debba approvare ogni candidato non incentiva sicuramente all’ognuno vale uno). Non deve votare per il MoVimento 5 Stelle, ma per sé stesso e se non rischierà nulla, se farà il guardone della politica nell’attesa di un nuovo vincitore, l’Italia rimarrà il Paese pietrificato degli ultimi 150 anni. E lui, come cittadino, non conterà mai uno, ma zero, il numero che contraddistingue chi resta alla finestra, chi non si impegna per la società in cui vive (il casino siamo buoni a farlo tutti, la rivoluzione sono buoni a farla in pochi e richiede programmi politici e scopi precisi, che voi non avete, detto in parole povere).
In Italia, come disse Ennio Flaiano, si accorre sempre in soccorso del vincitore, qui milioni di fascisti divennero democristiani e comunisti nel giro di una notte di aprile, nel 1945 a guerra perduta (balle, i fascisti andarono all’MSI o molti vennero interdetti dalla vita politica, sì vi erano alcuni DC fasci ma comunisti ex fasci mai sentiti). E’ un Paese senza colpe, che non processa mai sé stesso, che ha persino vinto la Seconda Guerra Mondiale dopo l’otto settembre, ma che senza l’intervento degli Alleati avrebbe oggi statue al duce in ogni piazza d’Italia (a parte il fatto che diversi prigionieri sovietici avrebbero collaborato con le forze di Resistenza e che comunque gli alleati ci hanno dato un grande aiuto ma da com’è scritto qui sembra che la Resistenza italiana non abbia mai contato un cazzo e che gli italiani se ne stessero lì a grattarsi i cosidetti e a leccare i piedi agli americani, dove lo mettiamo il CLN eccetera allora?). Che bombarda la Libia di Gheddafi subito dopo aver firmato un trattato di pace. Un Paese femmina, che ama l’uomo forte, si chiami Craxi, Berlusconi o Mussolini, ma che lo appende per i piedi alla prima tempesta (prima tempesta, cazzo il primo si era scoperto che fosse totalmente corrotto, il secondo dopo un bel po’ di tempeste lo abbiamo tirato giù e il terzo solo dopo averlo catturato, altro che prima tempesta, non si può dire allora che gli italiani siano dotati di stomaco forte per aver sopportato 20 anni di berlusconismo). Una penisola di particolarismi, di familismi, di favori dati e ricevuti, di consorterie, di massonerie e mafie. Un cerchio magico formato da chi vive di Potere e da coloro che sopravvivono con le briciole che gli vengono lanciate sotto il tavolo. Milioni di persone partecipano al banchetto dello Stato da decenni, come a un ristorante che fornisce pasti gratis.
L’italiano vive in Italia da turista, come se fosse all’estero, come se la strada in cui abita, la città in cui è nato, lo Stato non gli appartenessero (parla per te). Vive in un mondo a parte, con indifferenza, talvolta con la spocchia dell’osservatore che non si mette mai in gioco (non è che insultando gente a caso incentivi alla partecipazione politica, incentivi solo a urlare slogan in piazza senza capire un cazzo di idee). Crede ai miracoli, che in questo strano Paese talvolta avvengono, e confida nella Divina Provvidenza mentre critica ferocemente le Istituzioni seduto in poltrona quando ascolta i talk show delle solite facce, a cui delega la sua vita, e dei soliti vuoti ritornelli che nessuno canta più. Questo Paese ha digerito tutto, dalle leggi razziali, al fascismo, alla P2, ai patti tra lo Stato e la mafia, alle stragi, alle morti dei suoi eroi da Borsellino ad Ambrosoli. Ha lo stomaco di un anaconda che digerisce un coccodrillo. Nessuno lo può aiutare, niente lo può cambiare, nulla lo può salvare, se prima non cambia sé stesso (E come? Ritornando alle democrazie ateniesi? Marx si sta rivoltando nella tomba).

Fascismo passato… O presente?

Il Fascismo è anti-accademico. Non è politicante. Non ha statuti, né regolamenti. Ha adottato una tessera per la necessità del riconoscimento personale, ma potendo ne avrebbe volentieri fatto a meno. Non è un vivaio per le ambizioni elettorali. Non ammette e non tollera i lunghi discorsi. Va al concreto delle questioni.
(“Il fascismo” in Il Popolo d’Italia – 3 luglio 1919)

È un po’ difficile definire i fascisti. Essi non sono repubblicani, socialisti, democratici, conservatori, nazionalisti. Essi rappresentano una sintesi di tutte le negazioni e di tutte le affermazioni. Nei fasci si danno convegno spontaneamente tutti coloro che soffrono il disagio delle vecchie categorie, delle vecchie mentalità. Il fascismo mentre rinnega tutti i partiti, li completa. Nel fascismo che non ha statuti, che non ha programmi trascendenti, c’è quel di più di libertà e di autonomia che manca nelle organizzazioni rigidamente inquadrate e tesserate.
(“La prima adunata fascista” in Il Popolo d’Italia – 6 ottobre 1919)

Il fascismo è una mentalità speciale di inquietudini, di insofferenze, di audacie, di misoneismi, anche avventurosi, che guarda poco al passato e si serve del presente come di una pedana di slancio verso l’avvenire. I melanconici, i maniaci, i bigotti di tutte le chiese, i mistici arrabbiati degli ideali, i politicanti astuti, gli apostoli che fanno i dispensieri della felicità umana, tutti costoro non possono comprendere quel rifugio di tutti gli eretici, quella chiesa di tutte le eresie che è il fascismo. È naturale, quindi, che al fascismo convergano i giovani che non hanno ancora un’esperienza politica e i vecchi che ne hanno troppa e sentono il bisogno di rituffarsi in un’atmosfera di freschezza e di disinteresse.
(“Verso l’azione” in Il Popolo d’Italia -13 ottobre 1919)

 

Questi spezzoni sono stati scritti da Mussolini stesso nel lontano 1919, cioè ben 93 anni fa. Diamo per scontato, dunque, che almeno lui sapesse cosa intendeva per fascismo e fascisti.
Sono frasi, quelle del mai rimpianto duce, che probabilmente sono più che attuali ancora oggi, e che uno degli ultimi giornalisti arguti d’Italia – Beppe Severgnini, per quanto non lo condivida appieno, ritengo lo sia – non dimentica di far notare dalle colonne del Financial Times.

È vero, Beppe G. Il nostro Beppe S ti ha dato velatamente del dittatore e tu non lo sei: un comico al massimo può evolversi in psiconano.
Però l’accoppiata Casaleggio-Grillo… Quella sì che qualche novello Balilla del XXI secolo lo può raccogliere.

Voci precedenti più vecchie

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