Italicum, una legge ‘partiticida’

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Matteo Renzi, neosegretario del PD e artefice della legge ‘partiticida’

Un terremoto politico, un vero cataclisma del sistema partitico. Ecco ciò che ci si dovrebbe aspettare se la proposta di Renzi e Berlusconi riuscisse a passare. Ma quali sarebbero le conseguenze? E’ attuabile una legge elettorale del genere, ma soprattutto sarebbe fedele alla reale divisione politica del Paese?

Quella che sarà proposta in parlamento e, probabilmente, votata entro maggio dalla premiata ditta Berlusconi-Renzi ha veramente l’aria di essere una “legge truffa”, come dice la Lega Nord. Già, perché il sistema proposto dai leader di Forza Italia e Partito Democratico si basa sul sistema spagnolo, ma nemmeno troppo, con molte, moltissime correzioni, che rendono la legge una norma, forse, addirittura peggio del porcellum.

Innanzitutto vanno analizzate le soglie di sbarramento. La proposta del PD prevede varie soglie di sbarramento: 12% alle coalizioni, 5% ai partiti in coalizione, 8% ai partiti non coalizzati. Queste soglie di sbarramento sono un chiaro segnale di come i due maggiori partiti nazionali stiano cercando di abbattere tutta la serie di piccoli partiti presenti nell’orizzonte politico nazionale. Infatti, con questo sistema, in pericolo ci sarebbero Sinistra Ecologia e Libertà e tutti i partiti a sinistra del PD; la Lega Nord; Nuovo Centro Destra; Scelta Civica e i Popolari di Mauro; Fratelli d’Italia e tutti i partitini alla destra di Forza Italia. Un vero e proprio bipartitismo forzato, che porterà questi partiti ad una scelta: coalizzarsi e sperare di superare il 12% oppure fare una sola lista e cercare di raggiungere l’8%. Ultima scelta sarà quella di sciogliersi all’interno dei partiti guida della propria area politica.

Un bipartitismo forzato, una legge elettorale che potrebbe escludere dall’elettorato il 6-7% di elettori di sinistra che non si rivede nel PD e del 8-10% di elettori che non si rivedono nelle scelte di Forza Italia e di Berlusconi, senza contare una gran parte di astensionisti che potrebbe rimanere tale, se non aumentare, a causa della spinta centrifuga dei partiti e del sistema elettorale.

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Altra cosa che sembra proprio non andar giù agli elettori, sia di sinistra che di destra, è la presenza di liste bloccate e la bocciatura definitiva delle preferenze. Nonostante la corte costituzionale si sia espresso in netto favore alle preferenze, sembra che il patto tra FI e PD non preveda le preferenze, anche se Renzi assicura che i candidati “saranno scelti con primarie di partito come già avvenuto con Bersani”. Tuttavia la scelta di non inserire le preferenze, un vero diktat di Berlusconi a Renzi, viene vista in malo modo da parte del direttivo PD, in particolare dalla corrente cuperliana che non accetta l’ingerenza di Berlusconi nelle linee del PD. L’assenza di preferenze, come denuncia anche Grillo, formerà un nuovo “parlamento di nominati” nonostante il parere sfavorevole della Corte Costituzionale.

Ultimo punto nevralgico della proposta è il premio di maggioranza. Anche in questo caso, nonostante la posizione della corte che non approva premi di maggioranza ampi, è stato previsto un premio di maggioranza del 18% per chi supera il 35%, assicurando una maggioranza che oscillerà tra il 53 e il 55%. Nel caso in cui nessuna coalizione o partito raggiungerà il 35% si procederà al ballottaggio, dove il vincitore riceverà il 53% dei seggi mentre gli sconfitti, calcolati gli sbarramenti e chi rientra in parlamento, si dividerà il restante 47%.

Ma tale sistema è applicabile al caso italiano? L’Italia è un sistema essenzialmente multipartitico, con numerosi partiti che rappresentano determinate fasce di elettorato e di società. Questa legge elettorale consegnerà al Paese una normativa che prevede l’esclusione de facto di circa il 15-20% dei cittadini, non calcolando gli astenuti e il caso in cui ci siano coalizioni che superino a sorpresa il 12% o partiti piccoli che superino il 5% nelle coalizioni. Infatti, mettendo il caso che sia a sinistra che a destra i partiti minori si uniscano, è presumibile che i partiti guida non accettino queste formazioni nella coalizione, per evitare ingerenze e noie politiche in parlamento e, soprattutto, per finire il lavoro di distruzione chiaramente visibile in questo regolamento elettorale. Inoltre i leader degli stessi avranno finalmente un partito padronale, senza pericolo di scissione visto che non ci saranno reali possibilità di poter entrare in parlamento e/o contare qualcosa con un nuovo partito.

Silvio Berlusconi, l'immortale leader del centrodestra e co-ideatore del 'Pastrocchium'

Silvio Berlusconi, l’immortale leader del centrodestra e co-ideatore del ‘Pastrocchium’

Il vero errore politologico, però, sembra essere quello di aver completamente dimenticato il ruolo del MoVimento 5 Stelle. Infatti l’Italia, nel sistema multipartitico presenta essenzialmente tre grandi poli: PD, FI e M5S. Come si può elaborare una legge elettorale bipartitica facendo finta che una forza politica come il M5S, che ad oggi rappresenta almeno il 20% degli italiani, non esista? Tra l’altro la legge non prevede grandissimi danni al movimento di Grillo, visto che con le liste bloccate si scongiura il pericolo corso nelle amministrative, cioè di candidati poco conosciuti stracciati dai signori del posto. Con questa legge elettorale, nonostante i grillini potrebbero perdere parte del consenso, si va ad ignorare circa un quinto degli elettori. Considerando quindi la forza grillina si avrà costantemente un astensionismo pesantissimo, un ballottaggio perenne e governi con maggioranze sempre risicate. Ma non era meglio il porcellum rivisitato dalla Corte Costituzionale, a questo punto?

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Dibba il grillino

Al Deputato M5S Alessandro Di Battista sta stretta la definizione di “grillino” che l’opinione pubblica nel tempo ha affibbiato loro. Chissà perché? Questa è la domanda che si pone il miglior prodotto comunicativo che il Mo Vi Mento ha saputo produrre nella scorsa tornata elettorale.
La sua risposta è ovviamente la solita: i media cattivi, asserviti al potere, li ostacolano e li discreditano perché “evidentemente” danno fastidio. Ma fastidio perché? Nel post del blog di Di Battista c’è un elenco di fatti estremamente rivoluzionari che i grillini avrebbero “fatto” in questi otto mesi di legislatura.
Dibba in un suo discorso alla ggente

Prima di tutto il caro Dibba dimentica che per anni i seguaci di Berlusconi sono stati chiamati berlusconiani, ma ciò è tipico in tutti quei partiti dove c’è un leader intoccabile e una serie di persone che legittimamente fanno politica, e altrattanto legittimamente scelgono di farla inseguendo acriticamente un capo. Ovviamente a giudicare ciò è l’opinione pubblica, di cui i media sono gli esponenti più evidenti, perché i membri di quel partito leaderistico spesso (ma neanche sempre) negheranno di essere leaderistico, tuttavia i fatti parleranno per loro. Ecco il vero motivo per il quale gli iscritti e gli eletti del Mo Vi Mento sono definiti grillini, caro Dibba, perché come spesso ci avete fatto notare a Grillo voi dovete tutto, Grillo vi porta i voti e anche voi, come i Berlusconiani, avete vinto una lotteria senza neanche comprare il biglietto. Miracolati dalla rete, avete fatto un giuramento implicito di fedeltà ad un capo e al suo progetto di finta rivoluzione, utile ad accumulare consenso ma non a produrre fatti, perché l’assenza di fatti è conseguenza del non prendere posizione su questioni importanti per inseguire la pancia dell’elettorato. Miracolati dalla rete avete gettato a mare quel consenso che vi avrebbe dato l’opportunità di cambiare il paese, di mandare a casa politicamente Berlusconi, di elevarvi a Onorevoli da semplici grillini che eravate, e crearvi una personalità politica autonoma.
E tu caro Dibba questo lo sai bene, visto che sei l’unico che è stato in grado di crearsi una popolarità e una personalità autonoma, all’interno della tua perfetta aderenza ai pensieri dei leader, l’unico che sembra sempre in linea con il movimento, l’unico che pare intoccabile tra gli eletti e l’unico, casualmente, che mostra più insofferenza di fronte alla definizione di “Grillino”.

(Quando) Lo Stato è una offesa alla dignità dell’individuo.

Questo è un articolo molto amaro che apre ad una opinione molto chiara sulla vicenda dei due marò e prosegue con alcune deliranti considerazioni sulla vita, sulla dignità dei popoli e sut tutto il resto.

Prima di scrivere questo articolo, che sarebbe potuto uscire diciamo un paio di giorni fa, ho preferito terminare di vedere anche l’ultima puntata di un cartone animato giapponese, un anime, chiamato Code Geass.

Code Geass narra la storia di una Terra distopica in cui diverse superpotenze combattono una guerra senza confini per la conquista del mondo e delle sue risorse. I personaggi principali fanno tutti parte di una famiglia regnante che non si fa scrupoli ad usare militari e civili come pedine su una scacchiera di un gioco strategico. Solo quando l’ultimo tiranno è abbattuto, la gente comune può conoscere la pace tra i popoli e le nazioni. Volutamente non inserisco imagini. La veste grafica non è stata di mio gradimento.

Mi direte voi come e quanto questo possa avere influenzato le opinioni che di qui passerò ad esporre.

Credo che non sarà niente di nuovo, ma reputavo importante dirlo. Non so quanti mi leggeranno; per chi lo fa: pensateci bene a quello che sto per dirvi.

Al Telegiornale, il Tg2, durante il pranzo, sento una durissima accusa di Vincenzo Nigro (che poi esporrà in forma estesa su Repubblica): “Il Ministro degli Esteri, Giulio Terzi, ha sfruttato il ritorno dei due marò al solo fine di un guadagno politico personale.

La mia più grande paura? Che il Nigro c’avesse ragione.
Da quel giorno, è cambiata una cosa. Che Terzi ha rassegnato le dimissioni. Ma l’intera faccenda mia ha amareggiato moltissimo.

Innanzitutto, ho percepito il male della politica. Ho percepito il male nella sua forma più disumana: i nostri due soldati sono degli eroi. Sono degli eroi, e non perché l’hanno voluto. Sono degli eroi perché le contingenze del caso li hanno fatti assurgere a questo – mai così infausto – piedistallo. Sono due eroi popolari, e sono due poveri cristi.

Io non so e certamente non posso dire se hanno sbagliato. Ma sono stati usati, come pedine.Non sopporto l’idea che la vita e la libertà di queste due persone sia stata usata per regolare i rapporti con questo stato fortissimo, elefantiaco e potentissimo che è l’India. Ma perché? Perché dobbiamo essere schiavi di queste persone che stanno al potere? Perché le truppe che noi addestriamo per difendere il nostro territorio, non solo vengono mandate a combattere in luoghi lontani, ma persino sulle navi commerciali. Perché un ambasciatore, che da sempre non porta pena, dovrebbe pagare le colpe del suo Paese con la reclusione e cosa? Minacce? Era veramente pronto a questo? Oggi un ambasciatore dev’essere veramente pronto a questo? Perché, in nome di queste due istituzioni vuote di ogni valore umano chiamate Stato Italiano e Federazione Indiana, due nazioni, o due insiemi di popoli, saranno – inevitabilmente – costretti all’odio, all’odio razziale?

Io lo so, perché io ho visto ed ho letto. Ho letto cosa l’indiano medio pensa degli italiani. Ho letto cosa hanno fatto i politici indiani, cosa hanno detto ai loro elettori, cosa hanno promesso. Hanno promesso vendetta e punizioni esemplari. Ho visto come alcuni – fortunatamente i meno, ed i meno disciplinati – militari italiani risolverebbero la cosa. In maniera sbagliata, se proprio non c’eravate arrivati.

Vi è stato insegnato che lo Stato deve portare ed educare i suoi cittadini ai valori della pace e della dignità, ma sistematicamente non è così. Lo Stato è solo l’esoscheletro da cui il potente di turno si diverte a giocherellare. Io non voglio affatto essere riconosciuto cittadino di nessun ente giuridico che si permetta di giocare in questo modo con la vita delle persone. Malta, Italia, non fa differenza alcuna. Non sono mai stato convinto che sia un fattore di nazionalismi o peggio di razza. L’umanità è dentro di noi. Solo che gradualmente, la sacrifichiamo per ottenere più potere sul prossimo e sulle cose. È assolutamente necessario ridimensionare sin da subito la quantità di operazioni militari di ogni singolo paese nel mondo. Io so perfettamente che nessuno di noi può fare niente, individualmente, e tuttavia vi chiedo di non smettere mai di valutare, tra le proposte politiche, il pacifismo e l’antimilitarismo, come alternative giuste e desiderabili.
Infatti, solo una politica diplomatica seriamente impegnata alla collaborazione overnazionale (badate bene, overnazionale, non internazionale. Dobbiamo abbattere il mito del nazionalismo), e non al fottere il prossimo (in tutto e per tutto) può rivelarsi efficace a lungo andare.

Non è affatto sbagliato armarsi. Possiamo armarci quanto vogliamo. Sarà inutile, se non abbiamo con chiarezza la coscenza che lo scopo per cui dobbiamo tenere una pistola in mano è quella di non doverne mai premere il grilletto. C’è una persona con una pistola e nove senza. Quei nove sono i suoi schiavi. Ora ci sono diece persone tutte con una pistola. Se anche solo uno dei dieci spara, quei 10 sono uomini morti. Se però tutti e 10 hanno ben chiaro che non devono sparare, quei 10 hanno formato un equilibrio diplomatico. L’Umanità, l’amore per la vita, è l’unico freno naturale che ci dovrebbe impedire di sparare. L’Umanità è l’unico vero mezzo che abbiamo per vivere in equilibrio tra di noi. L’Umanità è uno stato mentale, uno stato dell’anima. Chi ama la vita ha la pistola e non ne preme il grilletto.

Voglio concludere questo articolo con uno dei discorsi più toccanti che io conosca:

Gandhi, l’intramontabile Gandhi, è stato il leader politico e spirituale della rinascita indiana.
L’India, un colosso che schiaccia l’Italia, un paese che ha perduto ogni forma di fiducia verso sé stesso. Su cosa si poggia l’India? Sulla moltitudine. Perché l’India è la terra dei “geni della scienza” ? Perché gli indiani sono geneticamente più predisposti? Oh, no. Perché sono tanti. Ed ognuno di loro, conta. Ogni singolo indiano, sommato a tutti gli altri indiani, conta.

Questo è davvero la fonte di ogni forza: la moltitudine.
Se l’Italia non ritroverà subito il rispetto verso il popolo e verso l’italiano medio che ne è la sua matrice, il suo stampino; se l’Italia non trarrà dal basso le sue risorse, e non appellandosi ad una fantomatica elita marcia, corrotta e soprattutto sterile; allora l’Italia sarà schiacciata dagli elefanti.

E forse, dico forse, se da questa esperienza lo Stato Italiano, per come lo conosciamo adesso, ne uscirà frantumato, e parimenti cadranno ad uno ad uno tutti gli obelischi ed i simboli meta-architettonici della pianificazione della vita umana, forse solo allora, ritroveremo l’Umanità perduta.

Messa in rime di ciò che deprime (a livello politico)

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Poesia in quartine sulle elezioni politiche italiane del 24-25 febbraio 2013 e sulle loro nefaste conseguenze.

Son finite le elezioni,
son finite le equazioni,
per calcolar tutti i seggi
che col Porcellum son più incasinati di certe leggi.

C’è chi ha votato il Cavalier dimezzato,
sperando che il dazio sulla sua casa venisse smezzato
o perchè assuefatto, visti i tempi tristi,
dalle favole sui pericolosi comunisti.

Chi ha votato l’ex comunista pelatone,
che soffre di grande afflizione,
avendo egli dimenticato un dettaglio fondamentale,
per vincer le elezioni bisogna far la campagna elettorale.

Chi ha votato il Grillo urlante,
quello del movimento dominante.
C’è da dir però che un politico incompetente,
non è detto sia un politico vincente.

C’è chi diede il voto al vecchio presidente,
che a quanto pare è perdente.
Il quale con la fissa di far quadrare i numeri,
si dimenticò dei poveri lavoratori diventati esuberi.

C’è Ingroia,
la cui dialettica ha portato alla noia.
Nonostante abbia un’ottima carriera,
non è apparso molto neanche sul Corsera.

D’altro canto c’è Giannino,
con le sue balle lo ha accellerato il suo declino,
un magro risultato
per ciò che doveva essere il centrodestra rinato.

Vi sono anche tanti altri partitini piccini che qui non starò a citare,
altrimenti vi verrebbe da vomitare.
Orsù rimbocchiamoci le maniche e continuiamo a lavorare,
o meglio a cercare un lavoro senza disperare.

Poichè, che siano due o tre le coalizioni,
se continuano con questi singolar tenzoni,
si aggraveranno solo le nostre pene
e da lì sarà un attimo a finir come Atene.

Satira politica via Facebook

Già da un anno si è potuto notare nei meandri del web e soprattutto nel social network Facebook l’espandersi delle pagine di satira politica, le più interessanti sono quelle simulanti dei partiti veri e propri, ecco dunque un piccolo riassunto di questi partiti e una loro immaginaria collocazione politica e programmatica.

Partito Comunista Reazionario

Simbolo della nomenclatura e della burocrazia di partito, il PCR si staglia come orgoglioso detentore di schiere di militanti totalmente asserviti al suo volere, pronti anche a donare i propri figli e tutti i propri beni. Come ordinamento interno il PCR predica l’abolizione della proprietà privata anche sul pensiero, ogni militante dovrà infatti pensare come il Partito e come i suoi dirigenti. Pagine connesse al PCR come suoi organi sono PCR Holding (tutti gli incassi e mazzette date al Partito), L’Apparato (i dirigenti d’esso), Botteghe Oscure (la sede del Partito) e molte altre. Il Partito si pone come obiettivo il ritorno a un periodo simile al XIX secolo, in cui si possa attuare in modo migliore il comunismo rispetto ad oggi. Per chi fosse contrario a tali principi, sono proprietari di un gulag in quel di Novosibirsk, Siberia. Ideologia:socialismo reazionario, nazionalismo di sinistra, socialismo reale, stalinismo, maoismo, juche. Leader:i dirigenti del Comitato Centrale e dell’Apparato. Collocazione:estrema sinistra.

Marxisti per Tabacci

Uscito vincitore con il 99% dalle primarie del centrosinistra, Tabacci è ora supremo leader della sinistra sia parlamentare che extraparlamentare. Il supremo leader ha sconfitto tutti i suoi avversari dagli stalinisti bersaniani ai trotskisti renziani grazie alle sue enormi schiere di militi pronte a battersi per lui. Ideologia:marxismo, socialismo rivoluzionario, comunismo, internazionalismo. Leader:il compagno Br1 Tabacci. Collocazione:sinistra.

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Movimento Terra di Siena bruciata

Guidati dal loro prode eroe socialista, Domenico Batmani, si propongono come unico vero movimento socialista in Italia, nonostante qualche lieve scandalo volto al clientelismo e al passato capitalistoide del dott. Batmani, il Movimento è riuscito ad ottenere molti militanti grazie ai suoi coraggiosissimi attacchi ai politici borghesi e corrotti della nostra società. Il leaderismo causato dall’indole enorme di Batmani lascia poco spazio alla libera opinione delle proprie idee, per ovviare a questo problema, il Movimento detiene un gulag a Fregene. Ideologia:socialismo rivoluzionario, populismo, giustizialismo. Leader:Domenico Batmani, candidato Presidente per il Movimento. Collocazione:sinistra.

Accelerare il declino

Un movimento che mira a sfruttare l’attuale situazione di crisi economica per accelerare ulteriormente il declino, punta a un peggioramento dell’economia. Rappresentante i cittadini che, stufi di vedere questo declino dell’economia sempre peggiore, vogliono farla finita, accelerandolo fino a una conclusione drammatica e definitiva. Tra le sue ultime iniziative quella di murare le uscite dei tunnel in modo da non vedere la luce in fondo al tunnel. Vi sono voci circa una sua collaborazione nell’accelerazione del declino con il Partito Comunista Reazionario e con i Servizi Segreti Deviati, nulla di tutto questo è stato confermato anzi è coperto da segreto di stato (e di partito) per ragioni ignote. Ideologia:decrescita, populismo. Leader:non vi è un leader preciso. Collocazione:centro-sinistra

http://sphotos-h.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash4/391404_330016273748030_1992194997_n.jpgSiamo la gente, il potere, ci temono

Movimento di chiara matrice populista, non schierato perchè altrimenti starebbe con la “kasta”. Predicano la rivoluzione via web, pubblicizzano i complotti del sistema, secondo loro in mano alla massoneria e alle lobby come il club bilderberg. Spesso si dedicano a coraggiosi atti di denuncia verso i politici considerati “kasta” i quali sono i principali nemici della “ggente” e del Movimento. Ideologia:Populismo, e-democracy, giustizialismo, demagogia, ambientalismo, decrescita. Leader:non è ben chiaro chi sia il loro capo, ogni tanto vi sono riferimenti a un certo Peppe Crillo. Collocazione:centro.

http://sphotos-h.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash4/391404_330016273748030_1992194997_n.jpgIl Popolo Marrone

Si definiscono “piccolo spazio di critica liberale”, punzecchiano gli altri partiti con un umorismo definito di “merda”. Fanno della coprofilia e della coprofagia il loro vessillo e messaggio verso i cittadini indignati. Ideologia:liberalismo, coprofilia. Leader:Le merde. Collocazione:centro.

L’Agenda Monti

Movimento cappeggiato da un Mario Monti estremamente alterato in difesa della sua agenda, estremamente liberista ma non molto liberale. Risponde duramente a tutti gli attacchi dei politici fancazzisti che c’erano prima di lui con frasi e epiteti non molto da docente universitario ma più da scaricatore di porto genovese. I giovani dovranno brandire l’Agenda come se fosse un libretto rosso ma più sobrio. Ideologia:capitalismo puro, liberismo, conservatorismo nazionale, cristianesimo democratico. Leader:il detentore dell’Agenda, Mario Monti. Collocazione:centro-destra.

Feudalesimo e Libertà

La reazione in tutto il suo splendore, il ritorno ai cari vecchi antichi costumi del Medioevo, con tutto ciò che comportano, ripristino della pena di morte, feudalesimo come sistema economico, vassallaggio, monarchia assoluta. I cani progressisti e eretici che oseranno opporsi a loro saranno massacrati dalle orde di cavalieri. Ideologia:reazionarismo, nazionalismo, xenofobia, imperialismo, militarismo, assolutismo monarchico, feudalesimo. Leader:Sua Maestà il Re o in alternativa i vari Signori membri della sua corte. Collocazione:estrema destra.

I morti dimenticati di Lampedusa

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Pubblichiamo una lettera triste ma soprattutto indignata del sindaco del comune che in Italia, ma forse anche in tutta Europa, accoglie tantissimi immigrati che sbarcano sui suoi lidi. Una lettera marcata dalla sfiducia verso l’Unione Europea che ignora o preferisce non farsi carico del problema, una critica a come tali morti siano ormai entrati nella quotidianità della gente senza che ormai nessuno se ne preoccupi più come dovrebbe essere. Una critica alla serie di governi che hanno affossato le politiche per l’immigrazione o peggio, formulato nuove leggi, come la Bossi-Fini, credendo di migliorare la situazione ma peggiorandola e violando fino i diritti umani. Non si può dire molto altro quindi vi preghiamo di leggere questa lettera.

“Sono il nuovo Sindaco delle isole di Lampedusa e di Linosa. Eletta a maggio 2012, al 3 di novembre mi sono stati consegnati già 21 cadaveri di persone annegate mentre tentavano di raggiungere Lampedusa e questa per me è una cosa insopportabile.
Per Lampedusa è un enorme fardello di dolore.
Abbiamo dovuto chiedere aiuto attraverso la Prefettura ai Sindaci della provincia per poter dare una dignitosa sepoltura alle ultime 11 salme, perché il Comune non aveva più loculi disponibili. Ne faremo altri, ma rivolgo a tutti una domanda: quanto deve essere grande il cimitero della mia isola?
Non riesco a comprendere come una simile tragedia possa essere considerata normale, come si possa rimuovere dalla vita quotidiana l’idea, per esempio, che 11 persone, tra cui 8 giovanissime donne e due ragazzini di 11 e 13 anni, possano morire tutti insieme, come sabato scorso, durante un viaggio che avrebbe dovuto essere per loro l’inizio di una nuova vita. Ne sono stati salvati 76 ma erano in 115, il numero dei morti è sempre di gran lunga superiore al numero dei corpi che il mare restituisce.
Sono indignata dall’assuefazione che sembra avere contagiato tutti, sono scandalizzata dal silenzio dell’Europa che ha appena ricevuto il Nobel della Pace e che tace di fronte ad una strage che ha i numeri di una vera e propria guerra. Sono sempre più convinta che la politica europea sull’immigrazione consideri questo tributo di vite umane un modo per calmierare i flussi, se non un deterrente.
Ma se per queste persone il viaggio sui barconi è tuttora l’unica possibilità di sperare, io credo che la loro morte in mare debba essere per l’Europa motivo di vergogna e disonore. In tutta
questa tristissima pagina di storia che stiamo tutti scrivendo, l’unico motivo di orgoglio ce lo offrono quotidianamente gli uomini dello Stato italiano che salvano vite umane a 140 miglia da Lampedusa, mentre chi era a sole 30 miglia dai naufraghi, come è successo sabato scorso, ed avrebbe dovuto accorrere con le velocissime motovedette che il nostro precedente governo ha regalato a Gheddafi, ha invece ignorato la loro richiesta di aiuto. Quelle motovedette vengono però efficacemente utilizzate per sequestrare i nostri pescherecci, anche quando pescano al di fuori delle acque territoriali libiche.
Tutti devono sapere che è Lampedusa, con i suoi abitanti, con le forze preposte al soccorso e all’accoglienza, che dà dignità di esseri umani a queste persone, che dà dignità al nostro Paese e all’Europa intera.
Allora, se questi morti sono soltanto nostri, allora io voglio ricevere i telegrammi di condoglianze dopo ogni annegato che mi viene consegnato. Come se avesse la pelle bianca, come se fosse un figlio nostro annegato durante una vacanza”.


Giusi Nicolini

Ipocrisia grillina

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Articolo tratto dal blog di Beppe Grillo a cui non ho potuto resistere dal commentare.

Chi grida “Forza Grillo!“, come una volta si gridava “Viva Zapata o Pancho Villa” non ha capito che è lui e solo lui l’artefice di un possibile cambiamento (di fatti Zapata e soprattutto Pancho erano sì stimati e ammirati ma non vi era alcun culto della personalità simil Stalin o Silvio, pertanto hai sbagliato esempio tesoro. Guardando poi l’M5S che ha come sito principale il blog di BEPPE GRILLO, sul simbolo il nome di BEPPE GRILLO che è intestato a BEPPE GRILLO e il fatto che BEPPE GRILLO debba approvare ogni candidato non incentiva sicuramente all’ognuno vale uno). Non deve votare per il MoVimento 5 Stelle, ma per sé stesso e se non rischierà nulla, se farà il guardone della politica nell’attesa di un nuovo vincitore, l’Italia rimarrà il Paese pietrificato degli ultimi 150 anni. E lui, come cittadino, non conterà mai uno, ma zero, il numero che contraddistingue chi resta alla finestra, chi non si impegna per la società in cui vive (il casino siamo buoni a farlo tutti, la rivoluzione sono buoni a farla in pochi e richiede programmi politici e scopi precisi, che voi non avete, detto in parole povere).
In Italia, come disse Ennio Flaiano, si accorre sempre in soccorso del vincitore, qui milioni di fascisti divennero democristiani e comunisti nel giro di una notte di aprile, nel 1945 a guerra perduta (balle, i fascisti andarono all’MSI o molti vennero interdetti dalla vita politica, sì vi erano alcuni DC fasci ma comunisti ex fasci mai sentiti). E’ un Paese senza colpe, che non processa mai sé stesso, che ha persino vinto la Seconda Guerra Mondiale dopo l’otto settembre, ma che senza l’intervento degli Alleati avrebbe oggi statue al duce in ogni piazza d’Italia (a parte il fatto che diversi prigionieri sovietici avrebbero collaborato con le forze di Resistenza e che comunque gli alleati ci hanno dato un grande aiuto ma da com’è scritto qui sembra che la Resistenza italiana non abbia mai contato un cazzo e che gli italiani se ne stessero lì a grattarsi i cosidetti e a leccare i piedi agli americani, dove lo mettiamo il CLN eccetera allora?). Che bombarda la Libia di Gheddafi subito dopo aver firmato un trattato di pace. Un Paese femmina, che ama l’uomo forte, si chiami Craxi, Berlusconi o Mussolini, ma che lo appende per i piedi alla prima tempesta (prima tempesta, cazzo il primo si era scoperto che fosse totalmente corrotto, il secondo dopo un bel po’ di tempeste lo abbiamo tirato giù e il terzo solo dopo averlo catturato, altro che prima tempesta, non si può dire allora che gli italiani siano dotati di stomaco forte per aver sopportato 20 anni di berlusconismo). Una penisola di particolarismi, di familismi, di favori dati e ricevuti, di consorterie, di massonerie e mafie. Un cerchio magico formato da chi vive di Potere e da coloro che sopravvivono con le briciole che gli vengono lanciate sotto il tavolo. Milioni di persone partecipano al banchetto dello Stato da decenni, come a un ristorante che fornisce pasti gratis.
L’italiano vive in Italia da turista, come se fosse all’estero, come se la strada in cui abita, la città in cui è nato, lo Stato non gli appartenessero (parla per te). Vive in un mondo a parte, con indifferenza, talvolta con la spocchia dell’osservatore che non si mette mai in gioco (non è che insultando gente a caso incentivi alla partecipazione politica, incentivi solo a urlare slogan in piazza senza capire un cazzo di idee). Crede ai miracoli, che in questo strano Paese talvolta avvengono, e confida nella Divina Provvidenza mentre critica ferocemente le Istituzioni seduto in poltrona quando ascolta i talk show delle solite facce, a cui delega la sua vita, e dei soliti vuoti ritornelli che nessuno canta più. Questo Paese ha digerito tutto, dalle leggi razziali, al fascismo, alla P2, ai patti tra lo Stato e la mafia, alle stragi, alle morti dei suoi eroi da Borsellino ad Ambrosoli. Ha lo stomaco di un anaconda che digerisce un coccodrillo. Nessuno lo può aiutare, niente lo può cambiare, nulla lo può salvare, se prima non cambia sé stesso (E come? Ritornando alle democrazie ateniesi? Marx si sta rivoltando nella tomba).

La colpa è degli estremisti, sì, come Marchionne.

Se sulla Fiat a garantire sono quelli che hanno creduto alla favola di Marchionne allora avrò qualche problema a prendere sonno. Da Ichino a Chiamparino, da Fassino passando per Sacconi, Casini, Berlusconi, Bonanni, Angeletti, Renzi e qualche altro profugo del PD, tutti gli hanno creduto.

Oddio, per dovere di cronaca ed onestà intellettuale le sole due forze politiche che hanno criticato e messo in dubbio la politica industriale di Sergio Marchionne sono la Federazione della Sinistra e Sinistra Ecologia e Libertà, insieme alla Fiom.

Sarà la sobrietà dei maglioncini che indossa Sergio, ma tutti erano innamorati di questo “grande” filosofo-manager che seppe conquistare Obama, tanto da essere considerato un democratico e addirittura progressista da certi ambienti della politica italiana. I giornalisti mainstream, gli economisti mainstream, i politici mainstream, i sindacalisti nonmainstreammascemi, cioè tutti i fieri portatori di ideologia riformista, hanno sostenuto con forza ciò che ha fatto la Fiat in questi anni e hanno messo alla sbarra i comunisti cattivi (FdS, SeL, Fiom) perché si opponevano al progetto scellerato di Marchionne.

Quante puntate di Ballarò, quante puntate di Annozero, quante volte abbiamo sentito un Ichino qualsiasi schierarsi dalla parte di Marchionne spacciando politiche fasciste come politiche riformiste? Quante volte abbiamo ascoltato Bonanni dare fiducia a Marchionne, quante? Tante, troppe. E oggi, questa gente,dov’è? Dove sono i geniacci giuslavoristi che hanno predicato più flessibilità e hanno modificato l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori? Dove sono quei politici incravattati come Sacconi che hanno inserito l’articolo 8 che consente di derogare i contratti collettivi nazionali, così come tutte le norme che regolano il lavoro, la disciplina delle mansioni e degli inquadramenti professionali, sulla base di semplici accordi territoriali o aziendali? Oggi, che la Fiat ricatta, come ha sempre fatto e dimostra che la sua politica industriale non funziona questi signori dove sono? Sanno che sono culturalmente e politicamente responsabili del crollo di una delle industrie più importanti d’Italia?

Vogliamo per caso considerare gli straordinari risultati della Fiat negli ultimi tre anni? Come ha scritto Luciano Gallino, la Fiat «Ha chiuso lo stabilimento di Termini Imerese; ha chiuso e poi riaperto lo stabilimento di Pomigliano riassumendo soltanto metà degli addetti; ha chiuso la Irisbus di Avellino che produceva autobus; ha ridotto la produzione a Cassino di decine di migliaia di unità; ha portato da sette a una o due le linee di produzione di Mirafiori, chiedendo per gli addetti rimasti migliaia di giornate di cassa integrazione; forse per la prima volta nella sua storia, sta mettendo in Cig anche i 5000 addetti degli enti centrali del Lingotto (ricerca e sviluppo e amministrazione dell’intero gruppo). Nel 2011 la Fiat ha prodotto in Italia 485.000 auto. Per il 2012 la produzione dovrebbe attestarsi sulle 400.000 unità. Intorno al 1990 la Fiat costruiva in Italia circa 2.000.000 di vetture, cinque volte tante».

La colpa, dunque, di chi è?

La colpa è degli estremisti, sì, come Marchionne.

 

Ah, dimenticavo.

Per fortuna qualcuno ragiona ancora con la propria testa e magari non si rincretinire da filosofi che stracciano i diritti dei lavoratori nelle fabbriche,FdS, SeL, IdV e Fiom saranno impegnati nella raccolta firme, che partirà il 13 ottobre, per convocare un referendum sul ripristino dell’Articolo 18 e l’abrogazione dell’Articolo 8. Sarà una battaglia di civiltà.

 

 

 

Giovani rivoluzionari, giovani vecchi

Sabato sera, ho appena accompagnato la mia ragazza a casa, non esco, in giro c’è troppo traffico e mi stanco di cercare un posto tranquillo per bere una birra e affrontare una discussione su un qualsiasi tema che stimoli il mio cervello. Torno a casa, scendo dall’auto, fa molto caldo, in testa ho mille pensieri che si affannano ad essere i primi ad essere affrontati. Premo il pulsante delle chiavi e spengo la macchina, cammino verso il cancello del palazzo. Ragiono un po’ sulle cose da fare, da dove partire, ho in mente il fatto che da questa settimana si ricomincia a lavorare a pieno regime. No, non lavoro, sono disoccupato, quel verbo lo uso quando intendo riferirmi al lavorare con i miei compagni e compagne, fratelli e sorelle per cambiare il mondo. Prendo l’ascensore, mi guardo allo specchio e penso che quegli istanti potrei passarli in maniera diversa, potrei trascorrerli svuotando la mia mente e divertendomi, potrei andare a cazzeggiare da qualche parte, in discoteca, in un qualche pub e ubriacarmi. Sono giovane, avrei l’alibi morale per farlo. Ma poi penso che alla fine, dopo aver passato decine di serate del genere, cosa ho fatto per cambiare il mio presente? Al massimo mi sarei guadagnato un punto in più per una cirrosi epatica.

No, stavo ironizzando, non sono così moralista, bevo quando posso e quando ne ho voglia, ma non lascio che questo mondo vada a farsi fottere.

Nel frattempo sono arrivato, apro la porta di casa, poso la mia roba nella stanza, accendo il pc, vado a bere dell’acqua. Mia madre dorme sul divano con la tv accesa su rai 3, c’è un’intervista ad un ragazzo veneto tra i campi della pianura padana. No, scherzo, però erano campi, forse i suoi. Dice di lavorare lì, ha lasciato l’università e ora coltiva, la sua grande passione. La mia prima reazione è quella di essere contento, alla fine ha trovato il suo posto nel mondo. Verso l’acqua nel bicchiere e ad una domanda sul futuro della sua generazione, cioè la mia, cioè quella di milioni di ragazzi e ragazze, sento dire qualcosa che mi turba profondamente, come se in quel momento ci fosse la Mercegaglia in tv, oppure la Fornero, ma con 40 anni in meno; il ragazzo dice: “Noi giovani dobbiamo abituarci al fatto che non è un diritto il posto fisso”. Come un lampo, improvvisamente mi è venuta in mente una frase di Salvador Allende, Presidente cileno morto ammazzato dopo un colpo di Stato foraggiato dagli Stati Uniti, una citazione: “Essere giovane e non essere rivoluzionario è una contraddizione perfino biologica”. In quel momento ho sentito sulle mie spalle tutto il peso che la cultura neoliberista ha impiantato in questo Paese, “il lavoro non è un diritto”, sebbene sia scritto con il sangue dei partigiani sulla Costituzione (poi potremmo affrontare un discorso su cosa sia oggi il mercato del lavoro, in molti casi è meglio essere disoccupati). Poi allontanandomi dalla cucina, sono tornato nella mia stanza, dove ho appeso la mia bandiera rossa, vicino a quella palestinese, ho pensato al fatto che una generazione che non brama il mondo, che non vuole tutto, è una generazione triste e piegata, pronta ad accettare sempre il compromesso che il più forte di turno gli impone. Una generazione di giovani vecchi, che però fanno male al mondo. Ne ho tanti di amici che non si impegnano in politica oppure ne sanno poco, ma hanno sempre il sogno di una realtà migliore, di un presente più stabile, nonostante non siano interessati ai balletti della nostra politica.

Allora io, in quel momento, mi sono sentito male. Perché non ce la faccio ad immaginare un ragazzo di vent’anni che parla come la Mercegaglia, mi intristisco, perché uno a vent’anni deve reclamare il mondo, cambiarlo, trasformarlo, rivoluzionarlo! Poi a quaranta, dopo aver conquistato con la forza il suo futuro, deve difenderlo dagli attacchi dei giovani vecchi che nel frattempo sono diventati vecchi vecchi. Ed infine a sessanta, dopo aver difeso con tutta la sua forza il mondo trasformato, dopo aver appreso, conosciuto, amato, visto e sentito, deve tramandarlo ad un nuovo giovane rivoluzionario, affinché il cerchio si chiuda e possa essere infinito.

Ecco quello che dovremmo fare. Cercare di rivoluzionare questo mondo per renderlo più umano e più giusto.

 

L’Italia è troppo abituata a certi discorsi della Santa Sede.

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Dal vostro corrispondente (temporaneo) a Brighton, East Sussex, UK

Sono in Inghilterra da quattro giorni, una cultura e una terra assai diversa dalla nostra, guidano dal lato sbagliato, fate un po’ voi. Tra le tante differenze vi sono anche certi rapporti tra media e Chiesa (Cattolica). Un ottimo spacco di tale situazione mi e’ stato fornito leggendo sull’ “Independent” un interessante articolo il quale descriveva lo scandalo creato dalle dichiarazioni di un cardinale scozzese, tale Keith O’ Brien. Monsignor O’ Brien ha infatti attaccato duramente i matrimoni gay e l’aborto definendo i primi una nuova schiavitù per gli uomini (allora devono esserci parecchi negrieri in giro) e definendo poi ogni aborto come “avente un impatto pari a due stragi di Dunblane”. Per chi non lo sapesse la strage di Dunblane fu un tragico evento avvenuto nel 1996 in Scozia nel quale un uomo armato fino ai denti entrò in una scuola elementare uccidendo sedici bambini e un insegnante per poi suicidarsi. Già questo evidenzia lo stile del cardinale, è ormai un grande classico della politica e società quello di indurre la gente a compiere o non compiere determinate azioni usando non argomentazioni solide ma paura e questo senza bisogno di usare il manganello, basta solo avere le giuste TV e abilità nel tessere melodrammi su tragedie concrete (vedere la faccia tosta di Bush strumentalizzatore dell’11 settembre, ora mezzo mondo è xenofobo contro gli “arabi”, siano essi islamici o meno). Ma il punto centrale della storia è questo, la sorFile:Keith Cardinal O'Brien Coat of Arms.svgpresa del giornalista nel fatto che i discorsi di tale membro dell’alto clero scozzese, pronunziati ad una cena in onore della sua nomina a cardinale presso la Santa Sede, hanno avuto simpatie e approvazioni da parte della Curia Romana. A parte il fatto che nessun giornale italiano ha scritto di ciò, vorrei vedere quanti giornali italiani farebbero due pagine con tanto di foto gigante del suddetto parlando di “scandalo” su dichiarazioni simili, penso pochi. E il fatto che per gli inglesi sia sorprendente che tesi medioevali come quelle di O’ Brien siano accettate e anche appoggiate (ovviamente informalmente, parliamo di indiscrezioni provenienti dal Vaticano ma non certo poco attendibili) da Roma conferma che noi italiani siamo troppo abituati a certe sparate antiprogressiste e spesso e volentieri le appoggiamo, solo perché la nonna che vota DC non ci prepara le lasagne se non lo facciamo o perché semplicemente non abbiamo mai passato due minuti della nostra vita a rifletterci su. Se proprio non avete voglia di pensarci, dato che viviamo in un mondo dominato da un sistema economico capitalista basato sul denaro, abbiate la compiacenza di devolvere l’8×1000 ad Amnesty International o associazioni simili aspettando che la Chiesa divenga un po’ aperta.

Voci precedenti più vecchie

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