Cari “Grillini” è il tempo di prendervi le vostre responsabilità

Oggi si è tenuto l’incontro tra il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico. Da questa mattinata viene fuori tutta l’inadeguatezza del capogruppo Lombardi alla Camera dei Deputati, le sue frasi “Noi siamo cittadini”, “Siamo noi i portavoce”, “Noi non incontriamo le parti sociali perché siamo noi le parti sociali” oltre alla spocchia e al “Celodurismo Beppiano”, lasciano intendere il fatto che dal punto di vista politico non ci siamo.

Perché il suo discorso non è mai andato oltre alla semplice protesta, perché il suo ragionamento non è stato altro che impantanarsi sul frame “Da vent’anni dite le stesse cose, sembra di essere a Ballarò”.

Ecco, forse non ci intendiamo, perché a Ballarò, qui, non ci siamo. E non si discute così, tanto per, si parla della possibilità concreta di dare inizio ad una legislatura per dare un governo ad un Paese con il 30% di disoccupazione giovanile, le scuole che cadono a pezzi, l’economia soffocata dall’austerità.

E forse è questo il punto che Lombardi non comprende. Forse mancanza di consapevolezza, forse dura di comprendonio, oppure soltanto devota al verbo del Kapo Politico. Ma de facto, quando dice “La responsabilità è vostra, perché siamo cittadini e basta”, non riesce a capire che ora lei è, piaccia o meno, responsabile della nascita di un governo. Limitarsi a dire “no” e denunciare le “porcate di fine legislatura” non ha più senso, poiché attualmente essi stessi sono protagonisti attivi della vita pubblica del Paese.

Non sono più i moralizzatori della casta, non sono più i controllori dall’alto, non sono più quelli che rendicontano le caramelle.

Ora sono Onorevoli e Senatori, non è più il tempo dei commenti sul blog di Messora, ora è il tempo di farci capire se vogliono diventare classe dirigente o vogliono restare pagliacci e spettatori di teatro, assistendo all’opera drammatica di un Paese che pian piano affonda.

Deputata M5S si vanta su FB: “Non ho dato la mano alla Bindi”, sotterrata dai commenti, è bufera.

Fabio Concato cantava “Domenica Bestiale”, ma per la Deputata del Movimento 5 Stelle Gessica Rostellato, non è andata proprio così.

Ieri la parlamentare del Movimento pentastellato si vantava sulla sua pagina pubblica di Facebook, di non aver salutato Rosy Bindi, che le aveva rivolto il saluto, infatti scrive: “Ieri sera un gruppo di noi si stava dirigendo verso l’uscita dell’aula, ci ferma la Bindi e ci dice: “Ma presentiamoci, così cominciamo a conoscerci!!!”. Io ho tirato dritto e me ne sono andata… ma ti pare che ti do la mano e ti dico pure “piacere”??? No guarda, forse non hai capito: NON E’ UN PIACERE!!!”.

Un gesto, questo, che non è piaciuto a nessuno e che ha spinto la pagina Facebook “Noi che NON voteremo il Movimento Cinque Stelle” a denunciare la cosa attraverso il loro spazio Facebook.

Tante le reazioni, la maggior parte tutte educate, a sorpresa si trovano anche i grillini a postare commenti di sdegno nei suoi confronti: “Io vi ho votato, ma me ne sto pentendo! Siete arroganti e cafoni!” “Si vergogni, semplicemente. Se questo paese scivolerà verso un nuovo fascismo è per persone come lei.” “Brava, è proprio il modo giusto per collaborare insieme per questo paese. Sei molto maleducata.” “Si ricordi, onorevole, che entrambe rappresentate la nazione. Salutare e presentarsi è un gesto di educazione e cortesia. Se crede di essere migliore della Bindi, quanto a competenze e savoir-faire Le assicuro che si sbaglia. (Tra le righe: ma guarda te che razza di cafoni quelli che si spacciano per nuovo)”.

La Deputata, sotterrata dai commenti, oltre 6000, è stata costretta a scusarsi pubblicamente, ma non con Rosy Bindi: “Chiedo scusa a tutti coloro che si sono sentiti offesi dalla mia dichiarazione. Io non intendevo essere maleducata. Purtroppo non riesco ad essere falsa e se una persona fa finta di avere piacere di conoscerti e ti fa sorrisi falsi, scusate ma non ce la faccio…. so che il mio ruolo mi chiederà di farlo, probabilmente mi dovrò abituare! Scusate ancora.” Una pezza peggiore non poteva essere messa, le scuse pubbliche ci stanno, ma senza dover per forza accusare qualcuno di essere falso solo per un sorriso. Un modo di fare non proprio Onorevole. Forse per questo si fanno chiamare cittadini.

Non sa cosa significa BCE e non sa chi è Draghi

Ma per la Rostellato non finisce tutto alla dichiarazione sulla Bindi, ieri sera è stata beccata dal solito servizio delle Iene dove si pongono domande di cultura generale ai Parlamentari della Repubblica. Proprio rivolta a Gessica la domanda: “Cos’è la BCE, chi è Mario Draghi?”. La deputata è andata nel pallone, non ha saputo rispondere e su facebook di difende così: Per quanto riguarda la BCE, in quel momento mi sfuggiva il significato della sigla (penso possa capitare a chiunque…) infatti poi mi sono chiesta tutto il giorno come ho fatto a non riuscire a rispondere subito. Ero di fretta, in ritardo per una riunione e avevo la testa da tutt’altra parte e in quel momento ho avuto un vuoto totale… Mi scuso con tutti quelli che non si sono sentiti rappresentati.” Eh sì, dicono tutti così.

La deputata M5S Jessica Rostellato alla Camera dei Deputati con figlio e compagno

la Deputata Rostellato.

Digressione

Scacco al Re!

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I grillini sono in difficoltà. Grillo e Casaleggio sono preoccupati. Le urne, che hanno consegnato un Paese ingovernabile, hanno consegnato anche una bruttissima situazione al duo a capo del MoVimento 5 Stelle. Il 25% degli italiani ha votato il non-partito e ora il non-politico Comico si trova tra due fuochi: da una parte la possibilità di governare per attuare le sue proposte, ipotesi sposata da una parte dei grillini, con il rischio di sporcarsi le mani di marmellata appoggiando il PD; dall’altra parte c’è l’ipotesi di non concedere la fiducia al governo e trascinare il Paese ad elezioni in una fase in cui avere un governo è di vitale importanza, prostrando il fianco ad una campagna elettorale del centrosinistra (e non) tutta volta a denunciare l’irresponsabilità dei grillini per cercare di recuperare terreno.
Grillo è messo all’angolo, quindi. La proposta fatta via web al PD, affinchè quest’ultimo dia la fiducia ad un governo grillini, è chiaramente una provocazione, una provocazione che però non hanno preso sul serio nemmeno tantissimi grillini. Ma allora che si fa? Cosa intendono fare i grillini? Vogliono concedere la fiducia ad un governo PD-SEL, dimostrando di tendere anche al governo per tentare di attuare le proprie riforme, anche sporcandosi le mani, o vuole rimanere un semplice movimento di protesta irresponsabile il cui unico scopo è di conservare gelosamente il suo ottimo risultato elettorale?

Scacco Matto

ESCLUSIVA: Intervista al neo-deputato Salvatore Micillo (M5S)

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Un saluto al neo-eletto deputato del MoVimento 5 Stelle On. Salvatore Micillo. Salvatore lei è molto attivo sul territorio a nord di Napoli. Ci parli brevemente delle sue attività nella zona.

Grazie Francesco, sei stato gentilissimo. Nasco come ambientalista prima di avvicinarmi al  MoVimento 5 Stelle. Provengo da Giugliano in Campania (Napoli) che è la capitale della monnezza, dove ci sono 75 discariche, ovviamente non tutte a norma, e mi sono avvicinato al MoVimento tramite le comuni idee in tema di ecologismo e di gestione dei rifiuti. La nostra idea è di usare materiali solamente riciclabili usando un ciclo di riduzione dei rifiuti, riciclo di questi e riuso dei prodotti riciclati. Abbiamo lottato e lottiamo contro gli inceneritori che sono pesantemente inquinanti e nella mia zona ci sono centinaia di persone che soffrono e muoiono di tumore.

Passiamo ora tema clou e ovvio di questa intervista e di questo periodo: le elezioni appena concluse. In queste elezioni il MoVimento 5 Stelle ha fatto il botto, come si suol dire, raggiungendo un grandissimo risultato con il suo 25%, diventando primo Movimento/Partito del Paese. Se lo aspettava? Cosa c’è alla base di questo, secondo lei?

Nella guerra fredda c’erano le cartine con i blocchi di influenza, ma non erano realistiche perché non rispettavano le reali influenze, il reale peso delle super potenze sugli altri stati. Così i sondaggi erano creati per non includerci nel sistema per stimolare il voto utile sottovalutandoci. Il 25% è un risultato veramente inaspettato anche per noi, ma negli ultimi mesi abbiamo avuto un incremento della partecipazione drastica, dalle 20 persone che partecipavano alle nostre riunioni siamo arrivati anche a 150, ed è lì che abbiamo capito che stavamo crescendo e che potevamo ottenere un ottimo risultato. I gruppi spontaneamente nati sui territori dei vari comuni mi invitavano per farmi “interrogare” dagli elettori insieme agli altri candidati ed a queste riunioni mi meravigliavo dal gran numero di persone che c’era, gente che voleva capire e conoscere il progetto e questa stessa gente restava anche dopo queste riunioni, entusiasta del programma e delle nostre attività.

I giornali, in questi giorni, sono tutti un’alternarsi di critiche e di elogi verso il MoVimento. Ma tutti sono d’accordo di una cosa: il MoVimento sarà decisivo nelle scelte del prossimo governo, semmai verrà istituito. Come si comporterà il gruppo dei grillini nelle aule?

L’economia traballa a causa dell’instabilità delle urne ma non è colpa dei grillini. Non è il movimento a creare instabilità, sono destra e sinistra che non hanno ascoltato le nostre istanze per anni e anni. Noi faremo quello che succede in Sicilia con Sicilia, se ci sono proposte le voteremo in caso contrario le rigetteremo.

Alcuni analisti e opinionisti hanno sottolineato e fatto notare come la componente grillina che approderà in Parlamento presenta casi paradossali in cui i neo-parlamentari non si conoscono neanche. Questo, a detta di questi analisti, potrebbe portare a fasi instabili all’interno del gruppo, magari dissidenti, spaccature o casi di parlamentari che si avvicinano ai soggetti politici che siedono alla vostra destra e alla vostra sinistra. Lo ritiene possibile?

Nelle prossime settimane sono già programmate riunioni, prima a livello locale e regionale, e poi a livello nazionale per incontrarci e discuterne. Nel sistema parlamentare italiano non c’è vincolo di mandato, chi viene candidato nel MoVimento può fare quello che ritiene più giusto. Spero di no, metto la mano sul fuoco su tantissime persone e un tradimento di queste persone sarebbe una sconfitta per me che sono tra i fondatori del MoVimento in Campania. Ma sono persone, sono umani, e tutti potrebbero fuggire su altri lidi.

Le urne, come oramai è assodato, hanno consegnato un Paese senza una reale maggioranza e quindi in una situazione di ingovernabilità. Le possibili maggioranze sono solo due: o il Partito Democratico fa il grande inciucio con Berlusconi, oppure governo della maggioranza PD-SEL con appoggio esterno del MoVimento. Grillo ha detto che non concederà la fiducia a nessuno ma che valuterà provvedimento per provvedimento sul modello dell’ARS di Crocetta. Allora la domanda è semplice: come intendete superare lo scoglio costituzionale della fiducia per l’insediamento del governo?

C’è anche una terza ipotesi, in realtà: Bersani proponga il MoVimento al governo e ci voti la fiducia. E’ poco probabile ma è una possibilità, la fiducia ad un eventuale governo PD-SEL è una cosa con cui ragionare con tutti gli iscritti al blog, i tesserati e i nostri elettori e militanti che tanto hanno lavorato per lo Tsunami Tour, proprio come abbiamo sempre detto.

Però sul web girano notizie di comitati auto-organizzatisi per raccogliere le firme e votare la fiducia al Governo Bersani.

Non credo ci sia questa spaccatura nei nostri elettori e nella nostra base per andare al governo con Bersani. Gli elettori ci hanno votato per rompere gli inciuci e votare la fiducia a Bersani potrebbe essere autodistruttivo. Le firme di cui si parla sono opera di un ex pirata che non può parlare a nome del MoVimento. Ci saranno sicuramente parti del moVimento che vuole parlare con il PD, ma non sono assolutamente la maggioranza. In Campania nessuno ha chiesto una cosa del genere, per esempio. 

Altro tema importantissimo è l’elezione del Presidente della Repubblica. Beppe Grillo aveva proposto il nome di Dario Fo, il quale ha rifiutato perchè si ritiene vecchio. Fonti giornalistiche dicono che Grillo abbia poi incontrato Prodi e, le stesse fonti, dicono si stesse discutendo della sua elezione al Quirinale. E’ vero che volete proporre Romano Prodi al Quirinale?

Lasciamo stare Prodi, nulla è vero. Il Presidente della Repubblica che sarà votato in aula dal MoVimento sarà votato prima online, dove ognuno potrà fare proposte. Personalmente proporrò Salvatore Borsellino.

Anche dopo l’appoggio, almeno a metà, a Rivoluzione Civile?

Guardo alla persona e non m’interessa dell’appoggio dato a Rivoluzione Civile, anzi ci ha aiutato durante lo Tsunami Tour, ci ha scritto e ci ha sempre aiutato come noi abbiamo aiutato lui con le Agende Rosse. E’ un simbolo ed è un faro per questo Paese.

Come neo-deputato grillino lei è stato eletto nel collegio Campania-1. Cosa intende fare lei in prima persona nei suoi primi 100 giorni da parlamentare? Quali sono i suoi obbiettivi per questa legislatura?

Gli obbiettivi sono quelli espressi dal programma, riduzione costi politica, abrogazione rimborsi elettorali, limite dei due mandati. Molte persone si sono distaccate dalla politica proprio a causa della cattiva gestione di questi fondi dati alla politica e degli scandali che si sono succeduti.  La cittadinanza attiva si potrebbe rimettere in gioco e il MoVimento ha occupato quello spazio politico tra persone ed istituzioni con la propria linea pulita che rinnega i rimborsi elettorali e portando avanti una linea etica che riavvicina lo Stato alla gente.
Sul mio territorio c’è molta gente che muore  e soffre di tumore a causa dell’inquinamento criminale, dei roghi tossici e degli sversamenti illegali. Con la mia web-radio, Wrong, abbiamo intervistato vari magistrati ed esperti in tal senso cercando di aiutare quanto più possibile i cittadini. E’ uno scandalo infatti che il reato ambientale sia assente dal 1998. A titolo personale tengo molto a cuore questo problema e proporrò l’inasprimento delle pene per i crimini ambientali, parificandolo al reato di omicidio colposo: sversando rifiuti e inquinando la mia terra, non mi uccidi direttamente ma queste pratiche hanno delle conseguenze mortali per chi abita in queste terre.

Messa in rime di ciò che deprime (a livello politico)

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Poesia in quartine sulle elezioni politiche italiane del 24-25 febbraio 2013 e sulle loro nefaste conseguenze.

Son finite le elezioni,
son finite le equazioni,
per calcolar tutti i seggi
che col Porcellum son più incasinati di certe leggi.

C’è chi ha votato il Cavalier dimezzato,
sperando che il dazio sulla sua casa venisse smezzato
o perchè assuefatto, visti i tempi tristi,
dalle favole sui pericolosi comunisti.

Chi ha votato l’ex comunista pelatone,
che soffre di grande afflizione,
avendo egli dimenticato un dettaglio fondamentale,
per vincer le elezioni bisogna far la campagna elettorale.

Chi ha votato il Grillo urlante,
quello del movimento dominante.
C’è da dir però che un politico incompetente,
non è detto sia un politico vincente.

C’è chi diede il voto al vecchio presidente,
che a quanto pare è perdente.
Il quale con la fissa di far quadrare i numeri,
si dimenticò dei poveri lavoratori diventati esuberi.

C’è Ingroia,
la cui dialettica ha portato alla noia.
Nonostante abbia un’ottima carriera,
non è apparso molto neanche sul Corsera.

D’altro canto c’è Giannino,
con le sue balle lo ha accellerato il suo declino,
un magro risultato
per ciò che doveva essere il centrodestra rinato.

Vi sono anche tanti altri partitini piccini che qui non starò a citare,
altrimenti vi verrebbe da vomitare.
Orsù rimbocchiamoci le maniche e continuiamo a lavorare,
o meglio a cercare un lavoro senza disperare.

Poichè, che siano due o tre le coalizioni,
se continuano con questi singolar tenzoni,
si aggraveranno solo le nostre pene
e da lì sarà un attimo a finir come Atene.

The day after tomorrow

4978843623_d946b11db2[1]The day after tomorrow, l’alba (meglio il tramonto, vista l’ora) del giorno dopo. Dopo lo sfogo di ieri sera, possiamo analizzare la cosa a bocce ferme, e per bocce intendo proprio quelle che mi fumano e girano da ieri.

In questo pezzo c’è la volontà di provare ad analizzare quello che è successo, analizzando i principali singoli schieramenti e la loro campagna elettorale che hanno portato alla situazione nota da ieri sera. Proveremo anche a dare una spiegazione, anche se l’impresa è assai più ardua.

Italia. Bene Comune

Partiamo con la grande delusione di questa tornata elettorale, la coalizione dei progressisti guidata da Pier Luigi Bersani. Come mai la coalizione stra-favorita non è riuscita a vincere? Come ha fatto la sinistra italiana, e il PD in particolare, a perdere di nuovo? A mio parere, la vicenda sta tutta nella campagna elettorale. Evitando di considerare l’errore di non tornare al voto un anno fa, quando Berlusconi era morto e Grillo era al 4%, la coalizione di centro sinistra ha sbagliato in due punti in particolar modo, ma non mi sento di essere troppo duro. Innanzitutto lo scarso lavoro di informazione: anche se l’elettorato tende a non leggere i programmi elettorali, purtroppo, la diffusione delle istanze dei progressiste è stato praticamente assente. Troppe poche persone conoscevano il programma della coalizione rispetto al lavoro comunicativo degli avversari che, non entrando nel merito delle proposte, hanno fatto il possibile e oltre per far conoscere le proprie proposte, preferendo discorsi più vaghi. Tutto questo può essere considerato come la diretta conseguenza del secondo motivo e cioè che il Partito Democratico ha scelto di fare una campagna elettorale totalmente in difesa. La scelta è rispettabile, visto che la coalizione è nata con un vantaggio di quasi 10 punti e fare promesse che non possono essere mantenute, nel momento in cui molto probabilmente si verrà chiamati a governare, è totalmente inutile oltre che deleterio, a lungo termine. In conclusione, quindi, ritengo che le colpe del PD siano pochissime visto che personalmente ho approvato la scelta di una campagna elettorale pacata e realista. Scelta che “moralmente” è stata ottima ma che politicamente ha portato ai risultati che abbiamo conosciuto ieri. Ultimo appunto è diretto a chi ritiene che con Renzi tutto poteva cambiare. Si, politicamente cambiava tutto, si passava da una strategia politica vera ad una visione della politica più televisiva come Berlusconi. Vincevamo ma poi?

Lista Monti

La più grande debacle, insieme a quella di Ingroia, è quella del professore e dei suoi alleati Fini e Casini. Le scelte impopolari, come qualcuno aveva previsto, sono pesate alle urne e ci sono andati di mezzo (Dio ti ringrazio!) anche i dinosauri della politica Fini e Casini. La debacle dei montiani ha visto un crollo inaspettato, visto che gli ultimi sondaggi pesavano la coalizione a circa il 12-13%. Il crollo ha ridisegnato tutta la geografia politica dell’Italia eliminando dalla scena politica italiana il centro e il terzo polo che negli ultimi anni troppo spesso avevano determinato le politiche e gli equilibri parlamentari. La campagna elettorale del professore è stata fiacca, e il suo aplomb e charme anglosassone non hanno colpito gli elettori.

MoVimento 5 Stelle

Tra i vincitori di queste elezioni ci sono sicuramente i grillini che raccolgono un sorprendente 25%. Devo dire la verità, sono stato estremamente sorpreso da questo risultato. Il MoVimento, analiticamente, ha ben poche risposte alle problematiche reali del Paese. I problemi del Paese non sono gli stipendi dei parlamentari, non è l’euro (anzi), non è mettere il Wi-Fi gratuito per tutti. Il problema dell’Italia è il lavoro, la stabilità economica. Ma tutti sappiamo che la fonte del consenso grillino è tutta nel voto di protesta. La campagna elettorale di Grillo è stata folkloristica come tutti si aspettavano: vaffanculo, urla, populismo. Però ha colpito lo stesso gli italiani, e tutti per lo stesso motivo: vogliamo parlamentari che per primi facciano sacrifici prima di imporli a noi tutti. Ragionamento giustissimo, sul piano morale, ma sul piano politico altre sono i primari problemi del Paese, come abbiamo già detto. La percentuale del MoVimento lo porta ad occupare lo stesso spazio politico, anche se non lo stesso elettorale, occupato in precedenza dal defunto centro: il MoVimento può pesantemente influenzare le politiche del governo e le posizioni del Parlamento forte dei suoi numerosi parlamentari. Infatti l’unica maggioranza possibile pare essere quella tra Bersani e Grillo. Quest’ultimo ha già detto di essere disponibile a valutare provvedimento per provvedimento applicando il modello sperimentale siciliano con Crocetta. Ma come si fa con la fiducia iniziale? Questo è il punto che per ora il non-partito sembra accuratamente evitare, forse per paura di perdere elettorato.

Popolo delle Libertà

Ecco la maggiore sorpresa di questa campagna elettorale. Silvio Berlusconi, colui che un anno fa era politicamente morto, ce l’ha fatta ancora. Il PDL, che quando c’era ancora Alfano era quotato al 12%, è riuscito a non far vincere il PD. Ma come diavolo ci sono riusciti? A mio parere, è stata la zampata di un moribondo che ora è resuscitato come Lazzaro. Dopo 20 anni di guai e l’appoggio al governo Monti, la strategia elettorale del PDL è stata magistrale. Innanzitutto il passo indietro di Berlusconi ha dato la possibilità allo stesso di riciclarsi e dichiararsi pulito quando il governo Monti è caduto. Incredibilmente Berlusconi è riuscito a convincere tutti che i danni dell’Italia sono solo colpa di Monti e per nulla colpa sua, è riuscito ad eludere gli italiani dai propri guai giudiziari. La campagna elettorale del cavaliere si è incentrata sui suoi punti forti, la forte capacità di comunicare e la capacità di sapere individuare e sfruttare le debolezze e le paure della gente. La gente si lamenta dell’IMU? Lui ne propone l’abolizione e la restituzione. Ci sono immobili abusivi? Lui li vuole condonare e non abbattere e punire i trasgressori, come invece prevede la legge. Gli Italiani ritengono l’euro e la Germania responsabile della crisi e delle cattive situazioni economiche dell’Italia? Facciamogli la guerra. Se queste siano idee realizzabili o no, sembra non interessare a nessuno. La coalizione del centrodestra è riuscita ad ottenere un insperato 25% costringendo il Paese all’ingovernabilità. I motivi per i quali la gente ha votato il PdL sono anche nel famosissimo “berlusconismo” che si è diffuso negli ultimi 20 anni e che ha trasformato il Paese in tutte le sue sfumature.

In conclusione, ancora una volta sembra che l’apparenza sia meglio della politica, il che purtroppo è deprimente. Tuttavia non possiamo fare altro che prendere atto di questo e dell’ingovernabilità. Spero solo che si riesca a trovare presto un accordo tra le forze politiche per poter formare un governo di transizione, anche solo per cambiare la legge elettorale che è la vera motivazione per la quale, tranne che nel 2008, sono 7 anni che non si ha una maggioranza reale e capace di governare.

Sfogo di un elettore stanco e deluso

elezioni-amministrative-2012-ballottaggi-e1337522823732[1]E’ stata una lunga giornata, una lunga e deludente giornata. Ancora Berlusconi? Ma come è possibile tutto questo? E’ un incubo?

Mi dispiace, signori, è tutto vero purtroppo: Bersani ha NON-Vinto, Berlusconi e Grillo sorridono e godono. Contro ogni pronostico il centrosinistra viene sconfitto in moltissime regioni, mentre i sondaggi vedevano la coalizione dei progressisti a rischio solo in 3, massimo 4 regioni. Alcuni, stupidamente, vogliono dare la colpa ad Ingroia; altri danno la colpa al PD e alla sua calma campagna elettorale.

Io non sono d’accordo, dopo venti anni non posso accettare un tale risultato e se qui qualcuno cerca un colpevole, a mio parere, non c’è che da guardarsi allo specchio. Il colpevole sei tu. Guardati a destra. Ora guardati a sinistra. Quasi sicuramente, uno tra voi tre ha votato Berlusconi, colui che ha governato disastrosamente per 20 anni, colui che ha annientato la contabilità nazionale, colui che ha una condanna a 4 anni e mezzo in primo grado.

Analizzando e assistendo alla campagna elettorale sono stato romantico. “Questa volta non lo votano”, mi dicevo, “lo spread è un ricordo ancora vivido nei miei concittadini”, “questa volta sanno che mente e che non farà quello che ha promesso per 20 anni”. Mi sbagliavo, purtroppo. Sono stato inutilmente sentimentale, ho voluto dare fiducia all’italiano, all’italiano che guarda ed imita “o Males”, l’italiano che guarda alle oche di uomini e donne e le invidia.

Studio Scienze Politiche e, modestamente, credo di capirne abbastanza di Politica, non abbastanza di sociologia forse. Ho assistito e analizzato la campagna elettorale in ogni suo punto, ho seguito quasi ogni dibattito televisivo, quando ho potuto ho assistito ai comizi e a riunioni politiche. Da esterno, da una posizione di semplice elettore non tesserato, vedevo che la vittoria era facilmente di Bersani, leggendo i sondaggi, soprattutto a Dicembre, quando tutti si dicevano stanchi dell’Austerity e del ventennio berlusconiano. Ho assistito a due tipi di campagne elettorali: quella del centrosinistra, basato su un pacato realismo dove tutte le proposte erano realistiche e fattibili; quella populista di Grillo e Berlusconi, tutte basate su promesse assurde e irrealizzabili, come il cavallo di battaglia di B. che prevedeva la restituzione – assurdo – dell’Imu, una tassa fondamentale, come già detto.

Gli italiani, drogati da 20 anni di falsa politica, convinti che la politica sia altro, ha preferito dar fiducia a chi per 20 anni l’ha tradita ed a chi non ha la benchè minima idea di politica. Gli Italiani hanno preferito un populismo becero, un populismo che punta alle paure e alle debolezze della gente piuttosto che votare un programma serio e realista, anche se in alcuni punti crudi. Io sono deluso, sono deluso perchè oggi, nel 2013, dopo 20 anni di dominio incontrastato di populismo berlusconiano che ci hanno portato sull’orlo del fallimento, siamo di nuovo qui a parlare di Berlusconi. Siamo qui a parlare di lui che, pulendo sedie e attaccando magistrati definendoli “peggio della mafia”, facendo battute omofobe  e maschiliste che offendono la donna, facendo una campagna elettorale becera puntando alla povertà della gente. E allora mi prende una grande depressione, mi prende una depressione a pensare che milioni di italiani non hanno ancora imparato la lezioni, milioni di italiani convinti delle false promesse di un uomo il cui passato fa venire i brividi, milioni di giovani universitari come me che, sulla carta dovrebbero essere intelligenti e civilmente capaci di capire cosa sta succedendo, lo hanno votato e sono convinti che in Italia esistano i cattivi comunisti che mangiano i bambini. Milioni di italiani che sulla propria pelle hanno vissuto lo sfascio di questo ventennio l’hanno, ancora una volta, votato su promesse vecchie di 20 anni, più grandi di me. Io sono depresso, sono depresso per il futuro che aspetta me, la mia generazione e il mio Paese. Da un lato però, la rabbia mi dice che non vedo l’ora che questo Paese vada a puttane per gongolare a dire “ve l’avevo detto”. E’ uno sfogo, è uno sfogo che nei prossimi giorni diventerà un’analisi della campagna elettorale e dei suoi risultati. Datemi il tempo di sbollire la rabbia e la delusione e spero di potervi essere utile con le mie opinioni. Ma non stasera. Scusate.

Francesco Di Matteo

Intervista agli amministratori della pagina: Noi che NON voteremo Il Movimento 5 Stelle

Ormai la loro pagina ha raggiunto 10.000 persone e sono in continua crescita, abbiamo incontrato gli amministratori della pagina facebook: Noi che NON voteremo il Movimento 5 Stelle . Sono 7 amministratori, di varia collocazione politica, ma provengono tutti da una sola matrice, vorrebbero dircelo, ma “preferiamo non dirlo per mantenere la neutralità della pagina”. Onde evitare di essere tacciati né di destra, né di sinistra e quindi antipolitici, chiariscono che “votiamo e abbiamo votato convintamente, noi non siamo populisti, abbiamo una posizione chiara e fra di noi ci rispettiamo, ma ci teniamo a dire che siamo antifascisti nel senso costituzionale del termine”.

Ecco, da dove nasce l’idea di aprire una pagina di questo tipo?

Nasce dell’esigenza di costruire un pensiero critico allargato ed esaltare le criticità di un Movimento che viene definito democraticissimo, fantastico, partecipato dal basso e che dice di essere il massimo della moralità, contro la vecchia classe dirigente che ha creato tanti scandali. Quindi, nasce come pensiero critico, forte e strutturato, che parte dall’analisi del programma del Movimento 5 Stelle, programma che nei fatti non esiste, perché sono tante belle frasi messe insieme senza spiegare tecnicamente come si esce dalla crisi. 

Ma non credete che una pagina debba anche offrire alternative, oltre che criticare?

La critica muove il mondo. È dalla critica che una persona riesce a strutturare un’alternativa allo scenario politico attuale, dalla critica si costruisce un pensiero autonomo. Ecco, noi vogliamo criticare il Movimento 5 Stelle e far sapere a tutti quelli che credono in Beppe Grillo, che il loro “partito” non è meglio di altri che ci hanno governato nell’ultimo ventennio berlusconiano. E per uscire dalla crisi ci vogliono programmi ed idee serie, se vogliono conoscerli possono tranquillamente cliccare i siti dei partiti e andare nella sezione “programma”. Lì potranno farsi un’idea, ma noi vogliamo solo esaltare le criticità di quel Movimento affinché le persone non si lascino abbindolare da un comico che in realtà non offre una seria alternativa di sistema.

Capisco, quindi non date indicazione di voto?

Assolutamente no, rispettiamo la nostra comunità che è formata da tante persone che la pensano diversamente. 

E non parlate proprio mai di altri partiti, movimenti?

È capitato qualche volta che abbiamo riso di alcune cose che sono successe, ad esempio ridemmo di alcuni spot elettorali del PD, si dice che “ogni volta che il PD fa partire una campagna, un pubblicitario muore”. Ma così come scrivemmo che togliere l’IMU e aumentare le tasse sui giochi d’azzardo e sui tabacchi fosse una cavolata, data l’elasticità del mercato. Quindi sì, però quando lo facciamo, lo facciamo nel pieno rispetto di chi la pensa diversamente.

Una pace sociale, insomma.

Beh… Sì, più o meno.

Abbiamo visto che siete continuamente attaccati dagli attivisti del Movimento 5 Stelle, vero?

Già, se venissero a dialogare seriamente sulla bacheca, forse riusciremmo a lasciarli vivere tranquilli la pagina e motivare le loro scelte, ma quando scadono in insulti, come quando arrivano e scrivono che siamo dei coglioni, lì noi banniamo subito. E stiamo anche pensando di fare una specie di dossier dove inserire tutte le offese ricevute e segnalare tutto agli organi competenti. La democrazia è confronto, ma la Costituzione parla di libertà d’espressione, noi vogliamo criticare quel Movimento e vorremmo anche confrontarci con loro, ma partono in quinta e ci insultano. Accade troppo spesso, così come accade che ci chiedono chi votiamo, ma a loro cosa interessa? E soprattutto, perdiamo il controllo, quando arrivano e ci fanno la morale. Lì non abbiamo pietà, nemmeno un secondo dopo e la pagina torna ad essere libera da insulti e cavolate.

Ma così non ritenete di essere antidemocratici?

No, più che antidemocratici noi siamo dei moderatori, misuriamo il livello della discussione, se si degenera interveniamo. Facebook ci dà la possibilità di bannare, di evitare che tutto crolli. Potete chiedere ai nostri fan più sfegatati se siamo democratici o meno. Vi risponderanno di sì! Quante volte abbiamo parlato con loro? Rispondiamo sempre ai messaggi che ci mandano, interveniamo nelle discussioni e diciamo la nostra. Noi abbiamo un rapporto con la nostra comunità. Siamo democratici e ce ne vantiamo, ma quando vengono ad insultarci invadendo i nostri spazi, lì no. Non tolleriamo 1 minuto.

Grazie per averci dato tempo.

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Poster di Mussolini sul camper di Beppe Grillo: la verità sul fotomontaggio e le reazioni del web

Grillo Mussolini

Il fotomontaggio di Beppe Grillo con l’immagine di Benito Mussolini

Questo pomeriggio, anniversario dell’uccisione di Valerio Verbano da parte dei fascisti dei Nuclei Armati Rivoluzionari, passerà alla piccola ed effimera storia del web come il giorno in cui la pagina Facebook Noi che NON voteremo il Movimento Cinque Stelle ha messo in circolazione un fotomontaggio in cui erano ritratti un uomo dall’aspetto simile a quello di Casaleggio alla guida, Beppe Grillo intento a leggere alcuni fogli (presumibilmente il testo di uno dei suoi show in piazza) e, alle spalle del comico ligure, una foto di Benito Mussolini.

La descrizione che accompagna l’immagine, visibile a questo link, non lasciava spazio ad equivoci:

“Lo sapevamo che le cose stavano così…Se sei indignato, un po’ divertito, clicca su Noi che NON voteremo il Movimento Cinque Stelle look heeeere [ https://encrypted-tbn1.gstatic.com/images?q=tbn%3AANd9GcQ5jBYPkxdQFB4aynxWqytHG4_lr_pQoGle-mo7_n3Nxdoeu2E-kA ]”

Cliccando sul link tra parentesi, si viene reindirizzati ad una trollface, l’immagine che è comunemente usata su internet per indicare una presa in giro.
In tantissimi, non accorgendosene, sono stati colti dal dubbio se fosse un fotomontaggio oppure un’immagine reale. Ancora nelle ultime condivisioni della foto persiste la credulità, nonostante la smentita degli autori sia sulla pagina, sia nei commenti della stessa foto. Da notare il complottista che accusa la pagina di essere al soldo del PD ed il commento della simpatizzante di Forza Nuova che dice “È un fotomontaggio e meno male per il bene del fascismo!”

Commenti al fotomontaggio

Alcuni commenti al fotomontaggio

Poco dopo il sito Giornalettismo pubblicava la notizia, dimostrando come si trattasse di un falso e pubblicando la foto originale.
In seguito, la stessa pagina degli autori provvedeva a “rivendicare” l’azione ed il successo di quest’ultima.

Rivendicazione di successo

La rivendicazione di successo di “Noi che NON voteremo il Movimento Cinque Stelle”

Abbiamo allora deciso di contattare gli admin della pagina, per farci spiegare di più di questa faccenda.

Come mai questo fotomontaggio?
Volevamo fare ironia sul retaggio fascista di Beppe Grillo, del quale si trovano ancora tracce nel suo “Italianiiii!” urlato ai comizi, o nei suoi show nei quali troviamo somiglianze incredibili con le adunate oceaniche di piazza Venezia di Mussolini. Inoltre, abbiamo potuto ironizzare anche sui motivi dell’apertura a Casapound.

Come avete realizzato il fotomontaggio?
Le tecniche non sono difficilissime, basta Photoshop. Comunque, l’autore materiale del montaggio ride di tutti i commenti sulla propria opera. Dice che ha usato tutte le tecniche di base possibili, tranne una, per rendere credibile e verosimile l’immagine, e che ne ha omessa una sola, che ha notato un solo commentatore su tutta l’orda, per non rendere l’immagine vera al 100%.
Il “trucco” più semplice per individuare i fotomontaggi ben fatti come questo è guardare al minimo dettaglio.

Quali scopi vi eravate fissati con questa operazione?Prima di tutto prendere in giro, satiricamente, Grillo e i grillini. In questo direi che le nostre aspettative non sono state deluse.
Poi, non meno importante, abbiamo testato la capacità di un numero di persone di riconoscere un falso. Anche qui abbiamo avuto successo, anche se dovremo ricorrere a qualcosa di più le prossime volte. Non fosse stato per il post di Giornalettismo che ci ha smascherati in meno di un’ora, meno di 10 persone se ne sarebbero accorte, secondo me.
Fatto sta che quattro risate ce le siamo fatte comunque. Tu pensa che c’è chi per dire che era un fake ha postato, nei commenti all’immagine, un altro fotomontaggio che abbiamo pubblicato poco dopo… Questo per dimostrare che tanti italiani sono creduloni.

Beppe Grillo e lo squadrismo del web

Chiamali fascisti o squadristi e si arrabbiano, ma il clima d’odio che ha alimentato Beppe Grillo negli ultimi anni è così alto che basta un piccolo errore a scatenare rabbia, minacce e offese gratuite sul web. Precisamente su Facebook, sulla sua pagina, dove condivide fotomontaggi e post del suo blog, dove offende quotidianamente qualcuno, godendo delle gravi e pesanti parole che i suoi “militanti” pubblicano. 

Qualcuno dirà, che colpa ha Grillo? Lui scrive, gli altri offendono. Ebbene non è proprio così, in sostanza funziona in questo modo: Grillo pubblica cose che possono dare molto fastidio ai suoi fan, alla sua comunità virtuale, i grillini non si fanno aspettare e partono le offese. Molto spesso pesanti. Come nel caso di un militante di Rivoluzione Civile che per errore ha coperto un manifesto del Movimento 5 Stelle. Beppe Grillo, nella giornata di ieri ha pubblicato una fotografia scattata da qualche suo attivista, mostrando un ragazzo intento a coprire il manifesto grillino, egli cita un pezzo di un articolo del Secolo XIX (Ma i giornali non erano carta straccia?), dove viene evidenziata la faccenda e lascia commentare i suoi. Inutile dire che partono offese, il post diventa virale e diventa un vero accanimento nei confronti del ragazzo, che poverino, racconterà poi, si trattava di un banale errore, che aveva sbagliato a posizionare il manifesto. I commenti al post sono 1.464, tutte offeseLa notizia viene ripresa subito dal giornale Oltremedia, dove il giovane militante racconta la sua storia e anche la sua rabbia, infatti, afferma: “Ho sbagliato. Avevo informazioni errate e ho confuso un pannello con un altro. Ero convinto che quello (il numero 1) fosse il nostro spazio. Invece noi potevamo attacchinare sul pannello che si trovava di fronte. Sinceramente è una cosa che può capitare, ho sbagliato ad affiggere un manifesto in uno spazio non mio, ma le minacce ricevute dai fan di Grillo vanno oltre il confronto politico. Moltissima gente senza conoscere i fatti ha cominciato a insultarmi e minacciarmi sul web. Se fosse accaduto in mezzo alla strada sarei stato linciato. Chiedo pubbliche scuse da parte del Movimento 5 Stelle, oppure passerò a vie legali”

Se questo non è diventato un Movimento Squadrista allora cos’è? Un movimento democratico che denuncia pubblicamente qualcosa, non può lasciare che si scatenino attacchi gravi e gratuiti. Non è la prima volta che accade, ma sicuramente tutti noi, che siamo sempre sul web, certamente siamo stanchi di tutta questa becera volgarità e fascismo.

Luca Mullanu

Immagine

 

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