“Oltre” cosa?

Beppe Grillo aprirà il V3Day

Alle soglie del terzo Vday organizzato da Beppe Grillo a cinque anni dall’ultima manifestazione di questo genere, c’è da chiedersi quali siano state le motivazioni che hanno spinto il Movimento Cinque Stelle a organizzare una terza edizione della manifestazione che, fino a qualche tempo fa, si considerava come un antecedente della creazione del Movimento, forse neanche del tutto consapevole.
Il processo di massificazione di un partito andato ben oltre le stesse ambizioni dei manifestanti di allora ha portato il non-partito di Beppe Grillo ad una trasformazione inevitabile: il consenso di circa un quarto del paese ha inevitabilmente distaccato (ideologicamente e numericamente) lo zoccolo duro della militanza dal vastissimo elettorato reale e potenziale al quale il Movimento ha attinto e vuole continuare ad attingere; la parlamentarizzazione del Movimento ha messo i pentastellati nelle condizioni di dover prendere delle decisioni, di dover produrre delle proposte, di dover fare delle scelte di campo e dei compromessi: senza quasi rendersene conto, alcuni grillini “miracolati dalla rete” si sono ritrovati a non poter più solo urlare vaffanculo ad un immaginifica Casta chiusa dentro le mura del palazzo, perché dentro quel palazzo ci si sono ritrovati in tanti, tanti di più rispetto a quanto probabilmente lo stesso Grillo si aspettasse, tanti da non poter star impunemente in un angolo a fare i vezzosi; l’approdo del grillismo nelle istituzioni locali, regionali e nazionali è stato rocambolesco, ha dato forti segni di impreparazione, di frizione, fino ad arrivare alle espulsioni purga, al doppiopesismo, alla constatazione contraddittoria della struttura verticistica di quel movimento che pure era stato propagandato dal suo esordio come il simbolo della democrazia dal basso; il grillismo inoltre – nato come sentimento popolare con il vento mediatico in poppa, figlio delle trasmissioni televisive e radiofoniche che hanno fatto del qualunquismo la loro ragione sociale, e noto come fenomeno sostenuto unanimemente dal “popolo della rete” – incontra per la prima volta il dissenso rumoroso da parte di media tradizionali ma anche dei social network, incontra la satira pungente, incontra persino i fischi di chi prima li vedeva come diversi e ora improvvisamente apre gli occhi.
Ma il grillismo si dimostra troppo astratto, troppo statico, troppo scontroso, troppo prevedibile, troppo scoperto. Si arrabbia di fronte alla satira, querela giornalisti, caccia cameramen, cancella il dissenso interno e ignora quello esterno, comincia persino a diffidare di quello strumento che prima di allora aveva esaltato come massima espressione della democrazia cybernetica: Internet.
Questo staticismo ha consumato l’appeal del Movimento Cinque Stelle, destinato secondo alcuni analisti a sgonfiarsi per l’assenza di proposta che avrebbe dovuto seguire la protesta. Non diventano uguali agli altri, per ora, ma per certi versi gli altri risultano essere migliori di loro, mentre loro figurano legittimamente come quei ragazzetti inesperti che hanno avuto paura di governare sebbene ne abbiano avuto l’occasione. Allo stesso tempo non riescono a dimostrare di essere così diversi dagli altri: assomigliano sempre di più a quello che per decenni è stato il peggior nemico di molti elettori cinque stelle (ndr. Silvio Berlusconi) quanto a struttura del partito e a considerazione quasi religiosa del leader, e non riescono a produrre validi modelli alternativi al sistema, rimanendo sostanzialmente o impreparati, o inconcludenti, o sparpagliati, sui temi più importanti che una classe governante deve affrontare.

Beppe e Marine, verso la trasformazione comune

E allora il motivo di questo terzo VDay, dal titolo non casuale “Oltre”, è o vuole essere qualcosa di diverso dai precedenti VDay e dai comizi dello Tsunami tour: è un operazione, probabilmente di apparenza, del passaggio del Movimento ad una nuova fase. Oltre la protesta senza proposte, oltre alla politica dei no, oltre al movimento visto ancora come costola della sinistra, oltre la gestione monarchica (rectius: diarchica) del movimento, oltre la politica fatta da “ragazzetti inesperti”, oltre lo stesso termine “grillino” (contro la quale, non a caso, si è scagliato il deputato Alessandro Di Battista). Un “oltre” che dovrebbe essere la tardiva certificazione di un cambiamento in parte già avvenuto nel terreno nel quale si son trovati a correre, o a rincorrere, ma un “oltre” tutt’altro che facile per un movimento qualunquista che, per natura, ha una vita breve e molta concorrenza.
Sarà Beppe Grillo ad aprire il VDay, dando la spinta iniziale ad una manifestazione meno incentrata su di lui e più su ospiti (sul palco e sul teleschermo) tra i quali sono stati annunciati alcuni nomi nazionali e internazionali di molto rilievo (primo fra tutti Julian Assange). I parlamentari cinque stelle non saranno sul palco, ma “tra la gente”, e ci chiediamo se Gianroberto Casaleggio bypasserà la manifestazione. I segnali, tutti volti a quella trasformazione che prima ho descritto, sono abbastanza chiari: tuttavia mi riesce difficile pensare ad un VDay dove i riflettori non saranno tutti puntati su ciò che Grillo, nel primo pomeriggio, dirà alla platea festante di Genova, la sua città.
Infine un opinione personale: cari grillini, se vi aspettate un cambiamento… Scordatevelo. Le vostre aspettative saranno tradite. Ma voi, probabilmente, neanche ve ne accorgerete.

Renzi e Grillo, due cuori per l’antipolitica

Chi vi scrive non è certo un sostenitore di Renzi, anzi. Posso tranquillamente ammettere una certa antipatia e avversità verso il sindaco di Firenze, sia per il personaggio, sia per le sue idee. Il fatto che attualmente sia diventato uno dei principali nemici di Grillo non mi ha fatto cambiare idea, e per certi versi mi ha fatto venire la voglia di pop corn.
Ma quando oggi, visitando il blog del megafono carismatico di Genova, ho letto il suo nuovo post anti-Renzi, mi è venuta voglia di scrivere qui per fare un po’ di chiarezza.
Infatti Renzi è accusato, non a torto, di essere liberista sui temi economici e sulle infrastrutture e di essere per lo meno incerto sui temi etici cari alla Chiesa Cattolica. Il post del blog punta la sua analisi su una serie di stringate citazioni del sindaco fiorentino sui vari temi caldi, per dimostrare quanto sia chiara la non collocabilità dello stesso nell’emisfero sinistro del parlamento.
E qui subito mi viene da chiedere per quale motivo Grillo – avverso alla sinistra come alla destra, che dipinge il Movimento come avvulso dagli schieramenti (e coerentemente lo dimostra con quasi ogni affermazione che fa), per il quale PD e PDL sarebbero talmente uguale da essere indistinguibili e destinati all’inciuccio perenne ed eterno – si interessi della collocabilità a sinistra di un suo avversario politico che, come lui, si dimostra poco avvezzo alle definizioni e agli schieramenti e punta ad un consenso bipartisan? Sarà forse per l’evidente sovrapponibilità degli elettorati? Sarà perchè lo considera l’unico vero avversario che gioca sul suo stesso campo di battaglia? Sta di fatto che, se è vero che Renzi si dimostra incerto sui temi caldi alla sinistra, altrettanto fa e ha sempre fatto Beppe Grillo: tornando al post:

Renzi è contrario ai matrimoni omosessuali? È scettico persino le unioni civili? Bene. Grillo ogni volta che parla di Nichi Vendola non lo attacca politicamente ma per la sua omosessualità, sul quale ironizza pesantemente ogni volta che ne ha la possibilità. Il programma intanto tace a riguardo, forse perchè una buona parte dell’elettorato cinque stelle la pensa come la pensa Perra, un militante del Movimento (candidatosi alle parlamentarie) che in televisione espresse le sue perplessità sul matrimonio omosessuale paragonandolo al matrimonio di una persona con il proprio animale.

Renzi ritenne sbagliate le scelte del PD di sostenere la CGIL in uno sciopero? Grillo si espresse nel senso di abolire i sindacati.

Renzi sostenne la riforma dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori fatta dall’allora ministro Fornero? Il movimento cinque stelle tutt’ora non ha un programma economico che tratti in modo chiaro l’argomento. Per definire quindi la posizione quasi-ufficiale di Grillo a riguardo dobbiamo rifarci a ciò che disse in un intervista il cosiddetto “economista di Grillo”, Gallegati, che definì testualmente l’articolo 18 come “un rettaggio ideologico che non ha valide ragioni per essere difeso”.

Renzi affermò che alla Gelmini era mancato il coraggio di osare di più, chiudendo la metà dell’università italiane. Grillo ha sostenuto da sempre l’abolizione del valore legale del titolo di studio, il che significa un inevitabile disvalore delle lauree ottenute in alcune università piuttosto che in altre, portando molte di esse a chiudere.

Renzi si è sempre dichiarato a favore della TAV affermandone la necessità per il progresso del paese. Nel frattempo Grillo si coccolava i No Tav, strizzando l’occhio a Caselli, il PM con il record mondiale di indagini contro i militanti della Val di Susa, e a Di Pietro, ex-ministro delle infrastrutture e dichiaratamente sì tav. Entrambi, questi, candidati (da Grillo, prima delle elezioni, il primo; dalle quirinarie, dopo le elezioni, il secondo) alla presidenza della Repubblica per il M5S.

Su altri argomenti il Movimento Cinque Stelle è, almeno a parole, più chiaro e la distinzione con Renzi è evidente. Rimarchiamo ciò che è scritto all’inizio di questo post: Renzi è un liberista sui temi economici, troppo “moderato” sui temi etici e particolarmente abile a sfruttare argomenti evidentemente secondari, come l’eliminazione della vecchia politica, la privatizzazione della politica e l’abbandono dei diritti dei lavoratori considerati troppo retrò. Su questi argomenti, gli unici sui quali ama ripetersi ed essere particolarmente chiaro, somiglia clamorosamente al suo principale attuale detrattore, il comico genovese.Image

Noi che non voteremo Movimento Cinque Stelle

Noi che non voteremo Movimento Cinque Stelle siamo di sinistra, di destra, di centro. Spesso siamo ex-grillini delusi. Molti di noi sostengono il governo perché lo ritengono il migliore possibile, molti altri vi si oppongono proprio come fate voi, che votate il Movimento Cinque Stelle.

Noi che non voteremo Movimento Cinque Stelle non siamo pagati da nessuno, non abbiamo alcun interesse personale alla disfatta del vostro Movimento, nessuna posizione privilegiata da difendere. Ma se l’Italia di oggi è, per usare una metafora, in preda ad un incendio, noi ci opponiamo a chi vorrebbe spegnere quest’incendio con bicchieri d’acqua, o peggio ancora con la benzina.

Noi che non voteremo Movimento Cinque Stelle non lodiamo la classe politica attuale o passata, non ci siamo mai costruiti un dogma o un totem di purezza come fate voi. Inseguiamo spesso dei sogni, come fate e avete fatto voi, spero, e diamo il nostro sostegno a chi è più credibile e onesto nell’inseguire e tentate di esaudire questi nostri stessi sogni.

Noi che non voteremo Movimento Cinque Stelle non siamo “gente”, ovvero una massa non meglio identificata, con una volontà unica e una verità assoluta che ci possa dare la salvezza, ma che finora ci viene nascosta dai nemici, dai cattivoni della “casta”, ovvero quell’altra massa informe che ha il potere e i privilegi e l’unico scopo di inculare quotidianamente i propri sudditi.

Noi che non voteremo Movimento Cinque Stelle siamo “persone” distinte, nei nostri bisogni, nei nostri interessi, nelle nostre idee, nella nostra avidità, nelle nostre invidie, nei nostri buonismi e nei nostri sensi di giustizia, nella nostra ipocrisia, nella nostra repressione, nella nostra cattiveria, nelle nostre debolezze. E di là, noi crediamo, ci siano persone, esattamente come noi, altrettanto distinte che hanno avuto la possibilità di una posizione, un lucro, una rendita, un privilegio, una carriera che hanno sfruttato e sfruttano in modo distinto.

Noi che non voteremo Movimento Cinque Stelle abbiamo sempre preso l’informazione che deriva dalla televisione e dai giornali con le pinze. Allo stesso modo e forse in misura maggiore, vista la minore varietà di strumenti cautelativi dalle bugie che abbiamo a disposizione, facciamo e abbiamo sempre fatto anche con l’informazione che troviamo in rete.
Noi, a differenza di voi che voterete Movimento Cinque Stelle, non prendiamo per oro colato le notizie che ci derivano dal Blog di Grillo e dalle sue appendici controllate sempre dal guru Casaleggio. Non solo: siamo ben coscienti che la maggior parte del nostro elettorato, così come la maggior parte del vostro elettorato, non usa internet per informarsi (i frequentatori del blog sono solo una minima parte del vasto elettorato che ha votato il M5S alle ultime politiche). L’odiata televisione e gli odiati giornali hanno dato il contributo maggiore al VOSTRO successo elettorale, imponendovi come unico voto di protesta, come unica alternativa, come unica opposizione alle vecchia politica e accettando al contempo di non esporvi al confronto e al giudizio diretto degli spettatori/lettori. Prendetene atto, con l’onestà intellettuale che da qualche parte vi residua.

Noi che non voteremo Movimento Cinque Stelle abbiamo fatto tesoro degli anni di storia vissuta e di storia studiata: temiamo il ripetersi di vicende più o meno tragiche e sanguinose. Per noi non c’è poi tanta differenza tra un uomo che urla insulti e parolacce da un palco di fronte ad una folla adorante di semi-automi e uno che lo fa gesticolando e usando termini antichi da un balcone. Soprattutto quando il primo si trova ad usare gli stessi argomenti, ad individuare gli stessi nemici e ad incantare la stessa folla incazzata.

Noi che non voteremo Movimento Cinque Stelle siamo già svezzati alle delusioni, e rifugiamo le facili soluzioni e le facili illusioni. Speriamo sempre nella trasformazione degli annunci in fatti, ma è soprattutto ai fatti che guardiamo, a chi avrebbe avuto la possibilità di metterli in atto e non l’ha fatto, a chi aveva poche alternative ed è giunto a compromessi per fatti decisamente insoddisfacenti.

Noi che non voteremo Movimento Cinque Stelle mettiamo in dubbio e giudichiamo attentamente prima di tutto coloro in cui crediamo di più, perché per noi non esistono santoni e bocche della verità. Teniamo gli occhi aperti e mettiamo in conto di incorrere in batoste, di perdere d’un tratto le nostre convinzioni, e non pendiamo dalla bocca di nessuno. Noi non abbiamo timore nel dire che quel politico, da noi stimato e magari votato, ha detto o fatto qualcosa che non condividiamo, o ha preso una strada che non avremmo voluto prendesse.

Noi che non voteremo Movimento Cinque Stelle distinguiamo tra le scelte coerenti e utili al paese, e le testarde prese di distanza schifate utili solamente a continuare una farsa propagandistica fatta solo da annunci e capri espiatori.

Noi che non voteremo Movimento Cinque Stelle non crediamo alla politica come mera rappresentanza di dissenso: rotonda, confinata e inutile. La vostra politica isolazionista rende poco credibile ogni vostro intento, anche il più positivo e concretamente attuabile. L’incapacità di arrivare a compromessi per la paura di compromettersi è il più grande campanello d’allarme di fronte alla vuotezza di contenuti della vostra forza politica.

Noi che non voteremo Movimento Cinque Stelle crediamo nella democrazia rappresentativa, nella funzione politica dei partiti, nella necessità del pluralismo dei bisogni e delle idee. La preferiamo alle dittature plebiscitarie, meglio note ai più come democrazie dirette: e se siamo contrariati di fronte alle democrazie dirette serie, ancora più lo siamo di fronte a chi propugna i referendum virtuali in siti privati e poco trasparenti come massimi strumenti di democrazia.

Noi che non voteremo Movimento Cinque Stelle non crediamo ai leader carismatici con cariche vitalizie, immutabili e incontestabili, anche quando travestiti da megafoni politici.

Noi che non voteremo Movimento Cinque Stelle, non è detto che allora non siamo “contro”, che allora non abbiamo aspettative di cambiamento o di rivoluzione. Anzi, spesso ne abbiamo più di voi, ma sappiamo che la vostra falsa rivoluzione è solo uno specchietto per le allodole, affinché tutto cambi perché nulla cambi davvero.

Noi che non voteremo Movimento Cinque Stelle non ce la “prendiamo con voi” senza motivo, non scarichiamo su di voi le responsabilità della cattiva gestione del nostro paese negli ultimi 20 anni, o negli ultimi 70 anni, o negli ultimi 150 anni. Noi non stiamo dalla vostra parte perché pensiamo che siate voi quelli che ci stanno ricascando in pieno, vi state facendo prendere per il culo da qualcuno che non ha neanche la fantasia e l’originalità di cambiare retoriche e dinamiche già usate nel passato!

Noi che non voteremo Movimento Cinque Stelle, perché non è la novità! È solo la riproposizione nell’era cybernetica dei Fasci da combattimento, del Fronte dell’Uomo Qualunque, del Movimento Sociale Italiano, di Forza Italia, della Lega Nord…

Noi che non voteremo Movimento Cinque Stelle siamo il 75% che non vi ha votato alle ultime elezioni, e che non ci sta a stare in silenzio mentre voi vi prendete la libertà, non si sa a quale titolo, di ergervi a unico vero popolo italiano, i cui bisogni sono stronzate come il wi-fi gratuito e l’abolizione della sperimentazione sugli animali.

Noi che non voteremo Movimento Cinque Stelle crediamo che il pluralismo dei giornali sia non solo da tutelare, per quel poco che già esiste, ma da promuovere, incentivandolo tramite indiscriminati e automatici finanziamenti all’editoria indipendente.

Noi che non voteremo Movimento Cinque Stelle crediamo ad una politica che sia di tutti, accessibile a tutti senza il bisogno di raccogliere previ consensi e finanziamenti da lobby, multinazionali, banche, perché la democrazia non è un costo da tagliare ma un bene comune sul quale investire.

Noi che non voteremo Movimento Cinque Stelle continueremo a non votarlo nonostante le intimidazioni, il bullismo, le segnalazioni, le censure, i tentativi di influenzarci tramite i peggiori metodi di propaganda occulta al quale ci sottoponete in quel web che voi considerate il simulacro della libertà e della democrazia.

Noi che non voteremo Movimento Cinque Stelle non lo faremo per queste e per tante altre ragioni diverse, anche opposte. Ma soprattutto non lo voteremo perché, a differenza vostra, abbiamo seguito il consiglio che spesso ci date alla fine dei vostri ripetitivi messaggi: ci siamo “SVEGLIATI” e abbiamo “acceso il cervello”.

[scritta da -rb-]

Deputata M5S si vanta su FB: “Non ho dato la mano alla Bindi”, sotterrata dai commenti, è bufera.

Fabio Concato cantava “Domenica Bestiale”, ma per la Deputata del Movimento 5 Stelle Gessica Rostellato, non è andata proprio così.

Ieri la parlamentare del Movimento pentastellato si vantava sulla sua pagina pubblica di Facebook, di non aver salutato Rosy Bindi, che le aveva rivolto il saluto, infatti scrive: “Ieri sera un gruppo di noi si stava dirigendo verso l’uscita dell’aula, ci ferma la Bindi e ci dice: “Ma presentiamoci, così cominciamo a conoscerci!!!”. Io ho tirato dritto e me ne sono andata… ma ti pare che ti do la mano e ti dico pure “piacere”??? No guarda, forse non hai capito: NON E’ UN PIACERE!!!”.

Un gesto, questo, che non è piaciuto a nessuno e che ha spinto la pagina Facebook “Noi che NON voteremo il Movimento Cinque Stelle” a denunciare la cosa attraverso il loro spazio Facebook.

Tante le reazioni, la maggior parte tutte educate, a sorpresa si trovano anche i grillini a postare commenti di sdegno nei suoi confronti: “Io vi ho votato, ma me ne sto pentendo! Siete arroganti e cafoni!” “Si vergogni, semplicemente. Se questo paese scivolerà verso un nuovo fascismo è per persone come lei.” “Brava, è proprio il modo giusto per collaborare insieme per questo paese. Sei molto maleducata.” “Si ricordi, onorevole, che entrambe rappresentate la nazione. Salutare e presentarsi è un gesto di educazione e cortesia. Se crede di essere migliore della Bindi, quanto a competenze e savoir-faire Le assicuro che si sbaglia. (Tra le righe: ma guarda te che razza di cafoni quelli che si spacciano per nuovo)”.

La Deputata, sotterrata dai commenti, oltre 6000, è stata costretta a scusarsi pubblicamente, ma non con Rosy Bindi: “Chiedo scusa a tutti coloro che si sono sentiti offesi dalla mia dichiarazione. Io non intendevo essere maleducata. Purtroppo non riesco ad essere falsa e se una persona fa finta di avere piacere di conoscerti e ti fa sorrisi falsi, scusate ma non ce la faccio…. so che il mio ruolo mi chiederà di farlo, probabilmente mi dovrò abituare! Scusate ancora.” Una pezza peggiore non poteva essere messa, le scuse pubbliche ci stanno, ma senza dover per forza accusare qualcuno di essere falso solo per un sorriso. Un modo di fare non proprio Onorevole. Forse per questo si fanno chiamare cittadini.

Non sa cosa significa BCE e non sa chi è Draghi

Ma per la Rostellato non finisce tutto alla dichiarazione sulla Bindi, ieri sera è stata beccata dal solito servizio delle Iene dove si pongono domande di cultura generale ai Parlamentari della Repubblica. Proprio rivolta a Gessica la domanda: “Cos’è la BCE, chi è Mario Draghi?”. La deputata è andata nel pallone, non ha saputo rispondere e su facebook di difende così: Per quanto riguarda la BCE, in quel momento mi sfuggiva il significato della sigla (penso possa capitare a chiunque…) infatti poi mi sono chiesta tutto il giorno come ho fatto a non riuscire a rispondere subito. Ero di fretta, in ritardo per una riunione e avevo la testa da tutt’altra parte e in quel momento ho avuto un vuoto totale… Mi scuso con tutti quelli che non si sono sentiti rappresentati.” Eh sì, dicono tutti così.

La deputata M5S Jessica Rostellato alla Camera dei Deputati con figlio e compagno

la Deputata Rostellato.

Digressione

Intervista agli amministratori della pagina: Noi che NON voteremo Il Movimento 5 Stelle

Ormai la loro pagina ha raggiunto 10.000 persone e sono in continua crescita, abbiamo incontrato gli amministratori della pagina facebook: Noi che NON voteremo il Movimento 5 Stelle . Sono 7 amministratori, di varia collocazione politica, ma provengono tutti da una sola matrice, vorrebbero dircelo, ma “preferiamo non dirlo per mantenere la neutralità della pagina”. Onde evitare di essere tacciati né di destra, né di sinistra e quindi antipolitici, chiariscono che “votiamo e abbiamo votato convintamente, noi non siamo populisti, abbiamo una posizione chiara e fra di noi ci rispettiamo, ma ci teniamo a dire che siamo antifascisti nel senso costituzionale del termine”.

Ecco, da dove nasce l’idea di aprire una pagina di questo tipo?

Nasce dell’esigenza di costruire un pensiero critico allargato ed esaltare le criticità di un Movimento che viene definito democraticissimo, fantastico, partecipato dal basso e che dice di essere il massimo della moralità, contro la vecchia classe dirigente che ha creato tanti scandali. Quindi, nasce come pensiero critico, forte e strutturato, che parte dall’analisi del programma del Movimento 5 Stelle, programma che nei fatti non esiste, perché sono tante belle frasi messe insieme senza spiegare tecnicamente come si esce dalla crisi. 

Ma non credete che una pagina debba anche offrire alternative, oltre che criticare?

La critica muove il mondo. È dalla critica che una persona riesce a strutturare un’alternativa allo scenario politico attuale, dalla critica si costruisce un pensiero autonomo. Ecco, noi vogliamo criticare il Movimento 5 Stelle e far sapere a tutti quelli che credono in Beppe Grillo, che il loro “partito” non è meglio di altri che ci hanno governato nell’ultimo ventennio berlusconiano. E per uscire dalla crisi ci vogliono programmi ed idee serie, se vogliono conoscerli possono tranquillamente cliccare i siti dei partiti e andare nella sezione “programma”. Lì potranno farsi un’idea, ma noi vogliamo solo esaltare le criticità di quel Movimento affinché le persone non si lascino abbindolare da un comico che in realtà non offre una seria alternativa di sistema.

Capisco, quindi non date indicazione di voto?

Assolutamente no, rispettiamo la nostra comunità che è formata da tante persone che la pensano diversamente. 

E non parlate proprio mai di altri partiti, movimenti?

È capitato qualche volta che abbiamo riso di alcune cose che sono successe, ad esempio ridemmo di alcuni spot elettorali del PD, si dice che “ogni volta che il PD fa partire una campagna, un pubblicitario muore”. Ma così come scrivemmo che togliere l’IMU e aumentare le tasse sui giochi d’azzardo e sui tabacchi fosse una cavolata, data l’elasticità del mercato. Quindi sì, però quando lo facciamo, lo facciamo nel pieno rispetto di chi la pensa diversamente.

Una pace sociale, insomma.

Beh… Sì, più o meno.

Abbiamo visto che siete continuamente attaccati dagli attivisti del Movimento 5 Stelle, vero?

Già, se venissero a dialogare seriamente sulla bacheca, forse riusciremmo a lasciarli vivere tranquilli la pagina e motivare le loro scelte, ma quando scadono in insulti, come quando arrivano e scrivono che siamo dei coglioni, lì noi banniamo subito. E stiamo anche pensando di fare una specie di dossier dove inserire tutte le offese ricevute e segnalare tutto agli organi competenti. La democrazia è confronto, ma la Costituzione parla di libertà d’espressione, noi vogliamo criticare quel Movimento e vorremmo anche confrontarci con loro, ma partono in quinta e ci insultano. Accade troppo spesso, così come accade che ci chiedono chi votiamo, ma a loro cosa interessa? E soprattutto, perdiamo il controllo, quando arrivano e ci fanno la morale. Lì non abbiamo pietà, nemmeno un secondo dopo e la pagina torna ad essere libera da insulti e cavolate.

Ma così non ritenete di essere antidemocratici?

No, più che antidemocratici noi siamo dei moderatori, misuriamo il livello della discussione, se si degenera interveniamo. Facebook ci dà la possibilità di bannare, di evitare che tutto crolli. Potete chiedere ai nostri fan più sfegatati se siamo democratici o meno. Vi risponderanno di sì! Quante volte abbiamo parlato con loro? Rispondiamo sempre ai messaggi che ci mandano, interveniamo nelle discussioni e diciamo la nostra. Noi abbiamo un rapporto con la nostra comunità. Siamo democratici e ce ne vantiamo, ma quando vengono ad insultarci invadendo i nostri spazi, lì no. Non tolleriamo 1 minuto.

Grazie per averci dato tempo.

Immagine

Poster di Mussolini sul camper di Beppe Grillo: la verità sul fotomontaggio e le reazioni del web

Grillo Mussolini

Il fotomontaggio di Beppe Grillo con l’immagine di Benito Mussolini

Questo pomeriggio, anniversario dell’uccisione di Valerio Verbano da parte dei fascisti dei Nuclei Armati Rivoluzionari, passerà alla piccola ed effimera storia del web come il giorno in cui la pagina Facebook Noi che NON voteremo il Movimento Cinque Stelle ha messo in circolazione un fotomontaggio in cui erano ritratti un uomo dall’aspetto simile a quello di Casaleggio alla guida, Beppe Grillo intento a leggere alcuni fogli (presumibilmente il testo di uno dei suoi show in piazza) e, alle spalle del comico ligure, una foto di Benito Mussolini.

La descrizione che accompagna l’immagine, visibile a questo link, non lasciava spazio ad equivoci:

“Lo sapevamo che le cose stavano così…Se sei indignato, un po’ divertito, clicca su Noi che NON voteremo il Movimento Cinque Stelle look heeeere [ https://encrypted-tbn1.gstatic.com/images?q=tbn%3AANd9GcQ5jBYPkxdQFB4aynxWqytHG4_lr_pQoGle-mo7_n3Nxdoeu2E-kA ]”

Cliccando sul link tra parentesi, si viene reindirizzati ad una trollface, l’immagine che è comunemente usata su internet per indicare una presa in giro.
In tantissimi, non accorgendosene, sono stati colti dal dubbio se fosse un fotomontaggio oppure un’immagine reale. Ancora nelle ultime condivisioni della foto persiste la credulità, nonostante la smentita degli autori sia sulla pagina, sia nei commenti della stessa foto. Da notare il complottista che accusa la pagina di essere al soldo del PD ed il commento della simpatizzante di Forza Nuova che dice “È un fotomontaggio e meno male per il bene del fascismo!”

Commenti al fotomontaggio

Alcuni commenti al fotomontaggio

Poco dopo il sito Giornalettismo pubblicava la notizia, dimostrando come si trattasse di un falso e pubblicando la foto originale.
In seguito, la stessa pagina degli autori provvedeva a “rivendicare” l’azione ed il successo di quest’ultima.

Rivendicazione di successo

La rivendicazione di successo di “Noi che NON voteremo il Movimento Cinque Stelle”

Abbiamo allora deciso di contattare gli admin della pagina, per farci spiegare di più di questa faccenda.

Come mai questo fotomontaggio?
Volevamo fare ironia sul retaggio fascista di Beppe Grillo, del quale si trovano ancora tracce nel suo “Italianiiii!” urlato ai comizi, o nei suoi show nei quali troviamo somiglianze incredibili con le adunate oceaniche di piazza Venezia di Mussolini. Inoltre, abbiamo potuto ironizzare anche sui motivi dell’apertura a Casapound.

Come avete realizzato il fotomontaggio?
Le tecniche non sono difficilissime, basta Photoshop. Comunque, l’autore materiale del montaggio ride di tutti i commenti sulla propria opera. Dice che ha usato tutte le tecniche di base possibili, tranne una, per rendere credibile e verosimile l’immagine, e che ne ha omessa una sola, che ha notato un solo commentatore su tutta l’orda, per non rendere l’immagine vera al 100%.
Il “trucco” più semplice per individuare i fotomontaggi ben fatti come questo è guardare al minimo dettaglio.

Quali scopi vi eravate fissati con questa operazione?Prima di tutto prendere in giro, satiricamente, Grillo e i grillini. In questo direi che le nostre aspettative non sono state deluse.
Poi, non meno importante, abbiamo testato la capacità di un numero di persone di riconoscere un falso. Anche qui abbiamo avuto successo, anche se dovremo ricorrere a qualcosa di più le prossime volte. Non fosse stato per il post di Giornalettismo che ci ha smascherati in meno di un’ora, meno di 10 persone se ne sarebbero accorte, secondo me.
Fatto sta che quattro risate ce le siamo fatte comunque. Tu pensa che c’è chi per dire che era un fake ha postato, nei commenti all’immagine, un altro fotomontaggio che abbiamo pubblicato poco dopo… Questo per dimostrare che tanti italiani sono creduloni.

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