Il voto di scambio targato M5S

Il cartello. Un'offerta che non si può rifiutare.

Il cartello. Un’offerta che non si può rifiutare.

Proposta shock qui, proposta shock là: questa foto, diffusa da “Ancona a 5 stelle”, ci mostra l’offerta di un imprenditore anconetano: uno sconto ulteriore del 3% per chi voterà il MoVimento 5 Stelle.
Citando il Padrino, “un’offerta che non potrai rifiutare”.
Certo dal punto di vista del marketing non è stimolante: poteva essere un simbolico 5%, che non avrebbe comunque attirato molto, o piuttosto un sostanzioso 20%, che avrebbe fatto la differenza, siccome si parla di installazioni di cartongesso, e non di cose da 10 euro.
Quello che si deve contestare maggiormente, tuttavia, è il tentativo di voto di scambio attuato da questo sostenitore grillino: una pratica sicuramente non onorevole, praticata già dai “vecchi partiti morti” per un periodo che va sicuramente dall’età liberale ai giorni nostri, ma affonda le proprie radici addirittura nel sistema clientelare della Roma repubblicana, prima ancora di Giulio Cesare.
È questo il cambiamento dunque, il perpetuare pratiche vecchie di millenni?

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