Antipolitica per tutte le età

L’esistenza di un “popolo del web” come soggetto politicamente autonomo e influente nella scena nazionale è un fatto sicuramente addebitabile a realtà come quella Grillina, ed è un fattore che, come era facilmente ipotizzabile, è stato dapprima ignorato, poi sottovalutato e infine gonfiato con le proprie nefandezze da una politica sempre più inadeguata a capire i bisogni dei cittadini.

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Questo popolo del web non è un elite di nerd, o addirittura hackers, né è identificabili con i blogger che hanno rappresentato la base del M5S prima ancora che esso nascesse e che oggi spesso si ritrovano a fare i conti con un movimento che non rappresenta più le loro istanze. Ora sono una massa di persone nate nel pieno berlusconismo e approdate sullo schermo di un PC nel periodo delle chatline, del porno mainstream, delle community-vetrina. Oggi il merito di Grillo è quello di aver saputo veicolare una quota rilevante di queste braccia rubate alla masturbazione verso una nuova politica creata ad hoc per loro. Urla, schiamazzi, insulti contro l’immaginario nemico comune del “siamo tutti uguali” hanno allietato l’utenza (ed elettorato) del MoVimento, appassionata in ordine sparso di giustizia sommaria verso i politici, ambientalismo radicale e irrazionale e liberismo mascherato da meritocrazia. Man mano che il movimento si allargava, la sua critica verso la massa si riduceva. E se di certi argomenti verso questo pubblico allargato non faceva più molta presa, senza troppi problemi certi temi venivano abbandonati e in certi casi ridicolizzati (si pensi per esempio al famoso signoraggio bancario, cavallo di battaglia comune di grillini e complottisti!).

È stato forse un passo in avanti verso la politica, per tutte queste persone, e come dicevo di questo va dato atto a Beppe Grillo e chi gli sta dietro. Che sia poi veramente benefica, per la democrazia italiana, la presenza di un ennesimo, rinnovato nei mezzi tecnologici, movimento populista di “uomini qualunque”, sarei propenso a negarlo… Ma di fronte a questa deriva la politica ha alternato dosi di grillismo interno a ciechi divieti e negazioni della stessa esistenza di questo fenomeno. Partiti come Sinistra Ecologia e Libertà, nati con un certo insito fastidio verso la vecchia partitocrazia del centrosinistra, o movimenti, più attuali nella nascita, come il Movimento Arancione hanno sicuramente fatto propri alcuni cavalli di battaglia della critica a 5 stelle, affiancandoli ragionevolmente alle storiche tematiche della sinistra. Ma anche i partiti più grandi, in particolar modo il Partito Democratico, da un po’ di tempo insegue la moda Grillo, e facendo perno su tematiche di contorno, certo importanti, come il finanziamento trasparente (o assente?) dei partiti, tace clamorosamente sui temi più importanti ritenuti meno interessanti dalla massa e più compromettenti di fronte all’elettorato storico.

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Ma la risposta vera al grillismo, quella risposta che ha fatto sì che alcuni telegiornali forse impropriamente in questi giorni cominciassero a parlare di “terza repubblica”, è stato il Montismo.
Il professore nato dalle ceneri dell’ultimo governo Berlusconi, con l’assistenza passiva del parlamento dei partiti risultato, agli occhi degli Italiani, manifestamente incapace, rappresenta ed ha rappresentato per la gente un colpo alle fondamenta della “Kasta”, poco importando a chi lo ha sostenuto e ancora lo sostiene silenziosamente il fatto che sia stato lui stesso un frutto della partitocrazia e dei cosidetti poteri forti che fino a ieri sostenevano Berlusconi, e ancora prima Craxi, o Andreotti.

Se Grillo da una parte ha permesso ai partiti sempre più omologati, sempre meno ideologici e competenti, di mettere al centro i sudetti temi superflui ma mediaticamente accattivanti tralasciando la più sporca connivenza unanime verso il neoliberismo imperante; Monti si è mostrato come la forma più riuscita di antipolitica pilotata, come la “casta” che si nasconde dietro le scelte di un tecnocrate fiduciato da due terzi dell’arco parlamentare ancora in carica. Due facce di una stessa medaglia che fanno un favore ad una classe politica ormai sputtanata, che ha potuto ripulirsi la faccia e le mani per questa lunga, estenuante e patetica campagna elettorale dove il risultato sarà un parlamento appeso al 90% e un governo che sarà il naturale proseguimento dei governi passati e delle loro politiche, dove la sinistra radicale perderà ancora una volta l’occasione per unirsi sotto programmi e leader che siano veramente espressione dei valori della sinistra e non delle nomenklature dei partitini o dell’antimafia, e il gruppo dei 5 stelle risulterà di fronte ai media come l’unica vera opposizione parlamentare fatta dalla gggente. Ma nonostante tutto, quando questa campagna elettorale che sembra eterna, e dopo le elezioni, i partiti “tradizionali”, che pure saranno colpiti e ridimensionati, riusciranno a prendere, ne sono sicuro, il loro sicuro e consistente bottino di voti.

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R. D. Saba

Buoni propositi per il 2013

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Una sintetica lista di buoni propositi per il 2013 da darei ai futuri politici che siederanno in Parlamento, l’autore, pienamente consapevole del fatto che questa lista anche se venisse letta, sarebbe bellamente ignorata, ben sapendo che sta scrivendo qualcosa di inutile, la scrive lo stesso per suo sommo diletto. Ecco 20 punti, non dico fondamentali ma sono quelli che mi son venuti in mente pensando ai partiti e ai movimenti:

1)Mandare in Parlamento gente in grado di intendere e di volere, il PDL ad esempio può anche evitare di mandare vecchiettini un po’ stanchi e affaticati.

2)Mandare in Parlamento gente con un po’ di cultura o almeno in grado di parlare fluentemente l’italiano, i grandi show della Lega Nord – Padania.

3)Mandare in Parlamento gente con una base di cultura filosofica perchè come direbbe Platone, la filosofia in politica è fondamentale, altrimenti tanto vale tenerci tutti i tecnici che abbiamo avuto al governo, questo un po’ per tutti ma soprattutto per il Movimento 5 Stelle.

4)I parlamentari grillini guardino meno i post su LoSai o su Byoblu o su siti complottari vari ma leggano Socrate, Platone, Kant, Smith, Ricardo, Marx, Nietzsche e quant’altro possa essergli utile quando dovranno decidere cose serie tipo i nostri destini.

5)Astenersi dal Parlamento i condannati per corruzione, concussione, associazione a delinquere et similia.

6)Stare uniti e non cadere nel leaderismo alla Di Pietro, questo per Rivoluzione Civile.

7)Diventare di sinistra che Vendola forse un po’ vi aiuta, questo per il Partito Democratico.

8)Riporre il manganello, questo per la destra in generale.

9)Meno protagonismo e riflettere se davvero sia bello che nel XXI secolo si parli ancora di radici cristiane e di “quando c’era la DC si stava meglio”, questo per il centro.

10)Tagliarsi gli stipendi.

11)Scoprire che esiste l’Unione Europea e che questa Unione fa leggi da un po’ di anni e ne stiamo già violando un bel po’ e abbiamo un listino di multe salate da pagare grazie ai precedenti governi.

12)Fare qualcosa per i diritti umani che non sia “aiutiamoli a casa loro” perchè a casa loro magari li fucilano appena arrivati.

13)Evitare di vendere anche il Parlamento agli imprenditori pur di privatizzare lo stato, io purtroppo il novello dirigente industriale che andrà a gestire scuole, ospedali eccetera se saranno privatizzate non lo posso eleggere, fate un po’ voi.

14)Usare un po’ di più la propria testa e informarsi di più usando fonti a 360°, questo per tutte le basi dei vari partiti e movimenti.

15)Scoprire che esiste un modello economico alternativo al capitalismo e che questo modello non è affatto vecchio e stantio visto che finchè esisterà il capitalismo esisterà anch’esso, ovvero il comunismo marxista.

16)Il mestiere del giornalista è dire la verità, al massimo massimo dare un opinione.

17)La tecnologia non è tutto, puoi fare il fighetto col pc finchè vuoi ma ricordati che non tutti possono permettersi un computer e quindi col voto universalmente online non risolvi tutti i problemi e c’è gente che, come me, un tizio vorrebbe anche ogni tanto vederlo di persona almeno su un palco piuttosto che vederlo su youtube, per il Movimento 5 Stelle.

18)Tagliare e regolamentare in maniera severissima i finanziamenti a partiti e giornali, non eliminarli sennò ripeto, io il dirigente di industria che controlla il partito non lo posso votare.

19)Togliere alla polizia certi fumogeni cancerogeni vietati da diverse leggi e evitare possibilmente di permettere a certi agenti zelanti di spararli dalle finestre dei ministeri.

20)Non sperare nel futuro, lavorare nel presente affinchè questo paese cambi, iniziando intanto dal dare un lavoro, leggersi l’articolo 1 della Costituzione.

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