Re D’Alema

Io so.

Io so chi sarà il prossimo Presidente.
Io so chi ha distrutto il PD.
Io so chi porterà a termine il Piano di Rinascita Democratica. L’ha già fatto.

Altro che Berlusconi. Altro che Grillo. Altro che Renzi.

Massimo D'Alema

And the winner is…

Ha vinto lui. Ha vinto il Lider Massimo.

È impossibile non ammetterlo. In una settimana è riuscito a imbonire Renzi, che non lo attacca più da troppo, far dimettere la Bindi, bruciare Marini, bruciare l’arcinemico Prodi, far dimettere Bersani e gettare sospetti su Renzi e i suoi.

Soprattutto, dopo aver ucciso il PCI ed il PDS, quest’uomo è riuscito a dare il colpo di grazia anche al PD, con una tenacia ventennale rarissima in questo Paese.
Come se non bastasse, è pronto per salire al Quirinale, forte della propria propensione al plagio subdolo, di un accordo con Berlusconi e della benevolenza di parte del pubblico del PD.

Quello stesso PD che si ritroverà Matteo Renzi a capo di quel 10-15% di voti che rimarranno al Partito, dopo i continui fallimenti.
Un leader di destra, Berlusconi, a sfidare un leader di destra, Grillo, e un terzo competitor di destra, Renzi.
Sempre che D’Alema lo permetta.

“Pigi hai spiazzato Beppe”

Io non credo che questo risultato elettorale se lo aspettasse qualcuno. Cioè credo che neanche Grillo e i suoi sostenitori, anche levando ogni scaramanzia dagli annunci pre-elettorali, potessero pensare di fare un risultato del genere e trovarsi, soprattutto in questa scomoda situazione.
In questo spiazzamento generale, non mi par vero, colui che sembra aver agito meglio e più tempestivamente è stato Pier Luigi Bersani, che ha chiuso subito e categoricamente ad un “governissimo” con Berlusconi e ha aperto in modo chiaro (almeno rispetto ai suoi standard) ad un dialogo con il Movimento 5 Stelle.
Nonostante il due di picche iniziale del comico alle richieste del PD, e nonostante i malumori rumorosi creatisi all’interno di quest’ultimo da parte di chi pensa che anche Bersani sia troppo di sinistra, mi sento di essere ottimista sulla riuscita di un tale tipo di accordo. Non tanto per la fiducia che ripongo in questi leader che è, per inciso, molto bassa, ma perchè ritengo che per quanto tafazziana la sinistra ha questa unica via percorribile e per farlo deve semplicemente proporre quelle riforme che i berluscones nel bene o nel male non gli hanno mai permesso di fare. E Grillo spiazzato dall’inaspettato risultato elettorale e dall’altrettanto inaspettata reazione di Bersani, si ritrova coinvolto con tutti i suoi “noob della politica”, nei giochi della formazione del prossimo governo, senza che sia prospettabile facilmente (o almeno lo si spera) la situazione per lui più ideale, ovvero l’inciucio allegro tra destra, sinistre e centro.
Di questo dobbiamo essere grati a Monti o meglio alla sua ininfluenza politica e numerica nella formazione di un governo di “centrosinistra allargato ai centristi”.

Pier Luigi Bersani

L’alternativa? Anche questa è una prospettiva spiazzante, ma sembra proprio essere la risposta, tardiva, di Grillo: un governo M5S sostenuto evidentemente dal centrosinistra e magari dal centrodestra. Ma veramente sarebbe conveniente per i grillini essere lanciati allo sbaraglio in una situazione ben più grande di quella che potevano immaginarsi quando, in un momento di follia si candidarono alle parlamentarie nel blog di Beppe Grillo?

Entrambe queste prospettazioni vi sembrano folli? Non più di un ennesimo governo tecnico, o di larghe intese, o di un ritorno immediato e inutile alle urne.

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