Messa in rime di ciò che deprime (a livello politico)

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Poesia in quartine sulle elezioni politiche italiane del 24-25 febbraio 2013 e sulle loro nefaste conseguenze.

Son finite le elezioni,
son finite le equazioni,
per calcolar tutti i seggi
che col Porcellum son più incasinati di certe leggi.

C’è chi ha votato il Cavalier dimezzato,
sperando che il dazio sulla sua casa venisse smezzato
o perchè assuefatto, visti i tempi tristi,
dalle favole sui pericolosi comunisti.

Chi ha votato l’ex comunista pelatone,
che soffre di grande afflizione,
avendo egli dimenticato un dettaglio fondamentale,
per vincer le elezioni bisogna far la campagna elettorale.

Chi ha votato il Grillo urlante,
quello del movimento dominante.
C’è da dir però che un politico incompetente,
non è detto sia un politico vincente.

C’è chi diede il voto al vecchio presidente,
che a quanto pare è perdente.
Il quale con la fissa di far quadrare i numeri,
si dimenticò dei poveri lavoratori diventati esuberi.

C’è Ingroia,
la cui dialettica ha portato alla noia.
Nonostante abbia un’ottima carriera,
non è apparso molto neanche sul Corsera.

D’altro canto c’è Giannino,
con le sue balle lo ha accellerato il suo declino,
un magro risultato
per ciò che doveva essere il centrodestra rinato.

Vi sono anche tanti altri partitini piccini che qui non starò a citare,
altrimenti vi verrebbe da vomitare.
Orsù rimbocchiamoci le maniche e continuiamo a lavorare,
o meglio a cercare un lavoro senza disperare.

Poichè, che siano due o tre le coalizioni,
se continuano con questi singolar tenzoni,
si aggraveranno solo le nostre pene
e da lì sarà un attimo a finir come Atene.

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Sfogo di un elettore stanco e deluso

elezioni-amministrative-2012-ballottaggi-e1337522823732[1]E’ stata una lunga giornata, una lunga e deludente giornata. Ancora Berlusconi? Ma come è possibile tutto questo? E’ un incubo?

Mi dispiace, signori, è tutto vero purtroppo: Bersani ha NON-Vinto, Berlusconi e Grillo sorridono e godono. Contro ogni pronostico il centrosinistra viene sconfitto in moltissime regioni, mentre i sondaggi vedevano la coalizione dei progressisti a rischio solo in 3, massimo 4 regioni. Alcuni, stupidamente, vogliono dare la colpa ad Ingroia; altri danno la colpa al PD e alla sua calma campagna elettorale.

Io non sono d’accordo, dopo venti anni non posso accettare un tale risultato e se qui qualcuno cerca un colpevole, a mio parere, non c’è che da guardarsi allo specchio. Il colpevole sei tu. Guardati a destra. Ora guardati a sinistra. Quasi sicuramente, uno tra voi tre ha votato Berlusconi, colui che ha governato disastrosamente per 20 anni, colui che ha annientato la contabilità nazionale, colui che ha una condanna a 4 anni e mezzo in primo grado.

Analizzando e assistendo alla campagna elettorale sono stato romantico. “Questa volta non lo votano”, mi dicevo, “lo spread è un ricordo ancora vivido nei miei concittadini”, “questa volta sanno che mente e che non farà quello che ha promesso per 20 anni”. Mi sbagliavo, purtroppo. Sono stato inutilmente sentimentale, ho voluto dare fiducia all’italiano, all’italiano che guarda ed imita “o Males”, l’italiano che guarda alle oche di uomini e donne e le invidia.

Studio Scienze Politiche e, modestamente, credo di capirne abbastanza di Politica, non abbastanza di sociologia forse. Ho assistito e analizzato la campagna elettorale in ogni suo punto, ho seguito quasi ogni dibattito televisivo, quando ho potuto ho assistito ai comizi e a riunioni politiche. Da esterno, da una posizione di semplice elettore non tesserato, vedevo che la vittoria era facilmente di Bersani, leggendo i sondaggi, soprattutto a Dicembre, quando tutti si dicevano stanchi dell’Austerity e del ventennio berlusconiano. Ho assistito a due tipi di campagne elettorali: quella del centrosinistra, basato su un pacato realismo dove tutte le proposte erano realistiche e fattibili; quella populista di Grillo e Berlusconi, tutte basate su promesse assurde e irrealizzabili, come il cavallo di battaglia di B. che prevedeva la restituzione – assurdo – dell’Imu, una tassa fondamentale, come già detto.

Gli italiani, drogati da 20 anni di falsa politica, convinti che la politica sia altro, ha preferito dar fiducia a chi per 20 anni l’ha tradita ed a chi non ha la benchè minima idea di politica. Gli Italiani hanno preferito un populismo becero, un populismo che punta alle paure e alle debolezze della gente piuttosto che votare un programma serio e realista, anche se in alcuni punti crudi. Io sono deluso, sono deluso perchè oggi, nel 2013, dopo 20 anni di dominio incontrastato di populismo berlusconiano che ci hanno portato sull’orlo del fallimento, siamo di nuovo qui a parlare di Berlusconi. Siamo qui a parlare di lui che, pulendo sedie e attaccando magistrati definendoli “peggio della mafia”, facendo battute omofobe  e maschiliste che offendono la donna, facendo una campagna elettorale becera puntando alla povertà della gente. E allora mi prende una grande depressione, mi prende una depressione a pensare che milioni di italiani non hanno ancora imparato la lezioni, milioni di italiani convinti delle false promesse di un uomo il cui passato fa venire i brividi, milioni di giovani universitari come me che, sulla carta dovrebbero essere intelligenti e civilmente capaci di capire cosa sta succedendo, lo hanno votato e sono convinti che in Italia esistano i cattivi comunisti che mangiano i bambini. Milioni di italiani che sulla propria pelle hanno vissuto lo sfascio di questo ventennio l’hanno, ancora una volta, votato su promesse vecchie di 20 anni, più grandi di me. Io sono depresso, sono depresso per il futuro che aspetta me, la mia generazione e il mio Paese. Da un lato però, la rabbia mi dice che non vedo l’ora che questo Paese vada a puttane per gongolare a dire “ve l’avevo detto”. E’ uno sfogo, è uno sfogo che nei prossimi giorni diventerà un’analisi della campagna elettorale e dei suoi risultati. Datemi il tempo di sbollire la rabbia e la delusione e spero di potervi essere utile con le mie opinioni. Ma non stasera. Scusate.

Francesco Di Matteo

Antipolitica per tutte le età

L’esistenza di un “popolo del web” come soggetto politicamente autonomo e influente nella scena nazionale è un fatto sicuramente addebitabile a realtà come quella Grillina, ed è un fattore che, come era facilmente ipotizzabile, è stato dapprima ignorato, poi sottovalutato e infine gonfiato con le proprie nefandezze da una politica sempre più inadeguata a capire i bisogni dei cittadini.

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Questo popolo del web non è un elite di nerd, o addirittura hackers, né è identificabili con i blogger che hanno rappresentato la base del M5S prima ancora che esso nascesse e che oggi spesso si ritrovano a fare i conti con un movimento che non rappresenta più le loro istanze. Ora sono una massa di persone nate nel pieno berlusconismo e approdate sullo schermo di un PC nel periodo delle chatline, del porno mainstream, delle community-vetrina. Oggi il merito di Grillo è quello di aver saputo veicolare una quota rilevante di queste braccia rubate alla masturbazione verso una nuova politica creata ad hoc per loro. Urla, schiamazzi, insulti contro l’immaginario nemico comune del “siamo tutti uguali” hanno allietato l’utenza (ed elettorato) del MoVimento, appassionata in ordine sparso di giustizia sommaria verso i politici, ambientalismo radicale e irrazionale e liberismo mascherato da meritocrazia. Man mano che il movimento si allargava, la sua critica verso la massa si riduceva. E se di certi argomenti verso questo pubblico allargato non faceva più molta presa, senza troppi problemi certi temi venivano abbandonati e in certi casi ridicolizzati (si pensi per esempio al famoso signoraggio bancario, cavallo di battaglia comune di grillini e complottisti!).

È stato forse un passo in avanti verso la politica, per tutte queste persone, e come dicevo di questo va dato atto a Beppe Grillo e chi gli sta dietro. Che sia poi veramente benefica, per la democrazia italiana, la presenza di un ennesimo, rinnovato nei mezzi tecnologici, movimento populista di “uomini qualunque”, sarei propenso a negarlo… Ma di fronte a questa deriva la politica ha alternato dosi di grillismo interno a ciechi divieti e negazioni della stessa esistenza di questo fenomeno. Partiti come Sinistra Ecologia e Libertà, nati con un certo insito fastidio verso la vecchia partitocrazia del centrosinistra, o movimenti, più attuali nella nascita, come il Movimento Arancione hanno sicuramente fatto propri alcuni cavalli di battaglia della critica a 5 stelle, affiancandoli ragionevolmente alle storiche tematiche della sinistra. Ma anche i partiti più grandi, in particolar modo il Partito Democratico, da un po’ di tempo insegue la moda Grillo, e facendo perno su tematiche di contorno, certo importanti, come il finanziamento trasparente (o assente?) dei partiti, tace clamorosamente sui temi più importanti ritenuti meno interessanti dalla massa e più compromettenti di fronte all’elettorato storico.

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Ma la risposta vera al grillismo, quella risposta che ha fatto sì che alcuni telegiornali forse impropriamente in questi giorni cominciassero a parlare di “terza repubblica”, è stato il Montismo.
Il professore nato dalle ceneri dell’ultimo governo Berlusconi, con l’assistenza passiva del parlamento dei partiti risultato, agli occhi degli Italiani, manifestamente incapace, rappresenta ed ha rappresentato per la gente un colpo alle fondamenta della “Kasta”, poco importando a chi lo ha sostenuto e ancora lo sostiene silenziosamente il fatto che sia stato lui stesso un frutto della partitocrazia e dei cosidetti poteri forti che fino a ieri sostenevano Berlusconi, e ancora prima Craxi, o Andreotti.

Se Grillo da una parte ha permesso ai partiti sempre più omologati, sempre meno ideologici e competenti, di mettere al centro i sudetti temi superflui ma mediaticamente accattivanti tralasciando la più sporca connivenza unanime verso il neoliberismo imperante; Monti si è mostrato come la forma più riuscita di antipolitica pilotata, come la “casta” che si nasconde dietro le scelte di un tecnocrate fiduciato da due terzi dell’arco parlamentare ancora in carica. Due facce di una stessa medaglia che fanno un favore ad una classe politica ormai sputtanata, che ha potuto ripulirsi la faccia e le mani per questa lunga, estenuante e patetica campagna elettorale dove il risultato sarà un parlamento appeso al 90% e un governo che sarà il naturale proseguimento dei governi passati e delle loro politiche, dove la sinistra radicale perderà ancora una volta l’occasione per unirsi sotto programmi e leader che siano veramente espressione dei valori della sinistra e non delle nomenklature dei partitini o dell’antimafia, e il gruppo dei 5 stelle risulterà di fronte ai media come l’unica vera opposizione parlamentare fatta dalla gggente. Ma nonostante tutto, quando questa campagna elettorale che sembra eterna, e dopo le elezioni, i partiti “tradizionali”, che pure saranno colpiti e ridimensionati, riusciranno a prendere, ne sono sicuro, il loro sicuro e consistente bottino di voti.

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R. D. Saba

Operazione verità: Li Gotti, Rivoluzione Civile, quando la diffamazione è all’ordine del giorno

Qualche giorno fa impazzava sul web un articolo preso dal sito discaricapolitica.wordpress, spazio aperto il 17 gennaio, con 4 articoli tutti contro Rivoluzione Civile. Tale blog, ha fatto sì che diventasse virale la notizia di un ex fascista, Luigi Li Gotti, deputato dal 2008 con l’idv, che si sarebbe candidato capolista al Senato proprio con la lista di Ingroia. Il tam tam sul web comincia a correre, a destra e a manca le persone si dicono indignate, l’antifascismo militante sul web si fa forte, su facebook alcune pagine tra cui Sinistra Unita per Ingroia posta delle immagine contro il fascismo, ma chi è davvero Luigi Li Gotti?

Facciamo un’operazione di verità, Luigi Li Gotti è nato a Crotone per poi trasferirsi a Roma, è stato avvocato in molti processi importanti, come la strage di Piazza Fontana, l’omicidio del commissario Luigi Calabresi e stragi di mafia. Già questo è un punto a suo favore. Andiamo avanti.

Come si legge dal suo sito personale, www.luigiligotti.it , milita nel msi quando vive in Calabria, poi nel 1974 si trasferisce a Roma e smette fino al 2002 di fare politica, quando dopo circa 30 anni senza militanza, aderisce all’Italia Dei Valori. Amico di Giovanni Falcone, che infatti gli chiese di rappresentare e difendere Marino Mannoia, al quale avevano ucciso la madre, la zia e la sorella per farlo tacere.

Luigi Li Gotti viene minacciato dalla mafia per la sua attività da avvocato, lui stesso afferma che “non si è mai fermato, non ha mai arretrato di un millimetro, per dignità!”.

E’ diventato senatore occupandosi di giustizia ed antimafia e in commissione giustizia ha pure lavorato molto bene sulle questioni poste dal Ministro Severino (basta leggere gli articoli postati stesso da lui sul suo sito).

Andando su Twitter, sul suo contatto, si leggono prese di posizione interessanti, altro che fascista, ci sono posizioni antitetiche con la destra! Dice con un twit parlando della Diaz: “Serve cancellare la macchia con la verità. Il nuovo parlamento istituisca commissione inchiesta”. Qualcuno dirà, perché non l’ha fatto prima? Non era in Parlamento quando c’era da fare la commissione d’inchiesta e nell’ultimo anno, con il governo Monti, cose di questo tipo non si sarebbero mai potute fare. Sempre spulciando sul suo account twitter, si legge: “#Tortura, come IDV, ho presentato disegno di legge nel 2008 per reato di tortura e ho fatto il massimo per l’approvazione, ma l’aula votò il ritorno in commissione”.

Interessanti le sue posizioni sul lavoro: “Difesa del lavoro, contro leggi inique,  come il licenziamento ingiusto e ingiustificato. Considero un arretramento, la modifica dell’art.18 dello Statuto dei Lavoratori, che impone al giudice di dichiarare risolto il rapporto di lavoro, nella stessa sentenza che riconosca non giustificato il licenziamento. Un paradosso giuridico inserito nel nostro ordinamento. “

Ora, lungi da me difendere un tesserato dell’IdV, ma se facciamo qualche paragone sui fatti detti e descritti, mi pare che questa persona sia politicamente molto più avanzata dei democratici che fanno parte del PD.

Per questo motivo ci voleva un’operazione di verità.

“Non è per nulla indifferente il luogo ove si vive e si fa politica. Bisognerebbe conoscere Crotone e la democrazia che vi si respirava. Era la Stalingrado del sud, con il PCI fortissimo. Noi giovani facevamo politica senza contrapposizioni. Passavamo il nostro tempo nello stesso centro sociale e insieme lavoravamo nelle iniziative. Ricordo quando tutti (anche i ragazzi della FGCI) mi delegarono a presentare il progetto “democrazia scolastica” ad un convegno regionale con Livio Labor. Poi c’era una fortissima realtà operaia. Era bello fare politica. Quel mondo era fatto di rispetto e di battaglie comuni. Il massimo del contrasto c’era quando si incontravano le squadre di calcio giovanili (ricordo la Dinamo e la Giovane Italia). Poi mi trasferii a Roma. Con automatismo continuarono a ripetere ogni anno gli elenchi degli iscritti e, spesso, mi arrivava la tessera di iscritto a Crotone mentre io vivevo a Roma e non facevo politica. La rifeci nel 1997, alle provinciali di Roma, con campagna per il candidato DS (Napolitano). Mi è buon testimone il segretario della federazione DS di Genzano, Manfredo Fiormonti, collega di studio. Nello studio eravamo tutti ispirati dal grande avvocato del PCI, Fausto Tarsitano e mio collega era Pino Zupo, già responsabile nazionale giustizia del PCI. Alcune volte ho votato (anche per i Radicali) altre volte no. Poi mi è tornata voglia di fare politica e nel 2002 ho aderito all’IdV. Volevate sapere se sono fascista? Io credo nella mia Costituzione, la mia religione laica. La Costituzione più bella (e incompiuta) del mondo. Credo nella legge, nei diritti, nella giustizia. Basta così. Ho voluto rispondere non a chi mi ha mostrato disprezzo ma a chi mi ha manifestato solidarietà. Sono fatto così. Se avessi ricevuto solo espressioni sprezzanti, non avrei risposto, perché sono un uomo libero.”

Luigi Li Gotti

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Satira politica via Facebook

Già da un anno si è potuto notare nei meandri del web e soprattutto nel social network Facebook l’espandersi delle pagine di satira politica, le più interessanti sono quelle simulanti dei partiti veri e propri, ecco dunque un piccolo riassunto di questi partiti e una loro immaginaria collocazione politica e programmatica.

Partito Comunista Reazionario

Simbolo della nomenclatura e della burocrazia di partito, il PCR si staglia come orgoglioso detentore di schiere di militanti totalmente asserviti al suo volere, pronti anche a donare i propri figli e tutti i propri beni. Come ordinamento interno il PCR predica l’abolizione della proprietà privata anche sul pensiero, ogni militante dovrà infatti pensare come il Partito e come i suoi dirigenti. Pagine connesse al PCR come suoi organi sono PCR Holding (tutti gli incassi e mazzette date al Partito), L’Apparato (i dirigenti d’esso), Botteghe Oscure (la sede del Partito) e molte altre. Il Partito si pone come obiettivo il ritorno a un periodo simile al XIX secolo, in cui si possa attuare in modo migliore il comunismo rispetto ad oggi. Per chi fosse contrario a tali principi, sono proprietari di un gulag in quel di Novosibirsk, Siberia. Ideologia:socialismo reazionario, nazionalismo di sinistra, socialismo reale, stalinismo, maoismo, juche. Leader:i dirigenti del Comitato Centrale e dell’Apparato. Collocazione:estrema sinistra.

Marxisti per Tabacci

Uscito vincitore con il 99% dalle primarie del centrosinistra, Tabacci è ora supremo leader della sinistra sia parlamentare che extraparlamentare. Il supremo leader ha sconfitto tutti i suoi avversari dagli stalinisti bersaniani ai trotskisti renziani grazie alle sue enormi schiere di militi pronte a battersi per lui. Ideologia:marxismo, socialismo rivoluzionario, comunismo, internazionalismo. Leader:il compagno Br1 Tabacci. Collocazione:sinistra.

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Movimento Terra di Siena bruciata

Guidati dal loro prode eroe socialista, Domenico Batmani, si propongono come unico vero movimento socialista in Italia, nonostante qualche lieve scandalo volto al clientelismo e al passato capitalistoide del dott. Batmani, il Movimento è riuscito ad ottenere molti militanti grazie ai suoi coraggiosissimi attacchi ai politici borghesi e corrotti della nostra società. Il leaderismo causato dall’indole enorme di Batmani lascia poco spazio alla libera opinione delle proprie idee, per ovviare a questo problema, il Movimento detiene un gulag a Fregene. Ideologia:socialismo rivoluzionario, populismo, giustizialismo. Leader:Domenico Batmani, candidato Presidente per il Movimento. Collocazione:sinistra.

Accelerare il declino

Un movimento che mira a sfruttare l’attuale situazione di crisi economica per accelerare ulteriormente il declino, punta a un peggioramento dell’economia. Rappresentante i cittadini che, stufi di vedere questo declino dell’economia sempre peggiore, vogliono farla finita, accelerandolo fino a una conclusione drammatica e definitiva. Tra le sue ultime iniziative quella di murare le uscite dei tunnel in modo da non vedere la luce in fondo al tunnel. Vi sono voci circa una sua collaborazione nell’accelerazione del declino con il Partito Comunista Reazionario e con i Servizi Segreti Deviati, nulla di tutto questo è stato confermato anzi è coperto da segreto di stato (e di partito) per ragioni ignote. Ideologia:decrescita, populismo. Leader:non vi è un leader preciso. Collocazione:centro-sinistra

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Movimento di chiara matrice populista, non schierato perchè altrimenti starebbe con la “kasta”. Predicano la rivoluzione via web, pubblicizzano i complotti del sistema, secondo loro in mano alla massoneria e alle lobby come il club bilderberg. Spesso si dedicano a coraggiosi atti di denuncia verso i politici considerati “kasta” i quali sono i principali nemici della “ggente” e del Movimento. Ideologia:Populismo, e-democracy, giustizialismo, demagogia, ambientalismo, decrescita. Leader:non è ben chiaro chi sia il loro capo, ogni tanto vi sono riferimenti a un certo Peppe Crillo. Collocazione:centro.

http://sphotos-h.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash4/391404_330016273748030_1992194997_n.jpgIl Popolo Marrone

Si definiscono “piccolo spazio di critica liberale”, punzecchiano gli altri partiti con un umorismo definito di “merda”. Fanno della coprofilia e della coprofagia il loro vessillo e messaggio verso i cittadini indignati. Ideologia:liberalismo, coprofilia. Leader:Le merde. Collocazione:centro.

L’Agenda Monti

Movimento cappeggiato da un Mario Monti estremamente alterato in difesa della sua agenda, estremamente liberista ma non molto liberale. Risponde duramente a tutti gli attacchi dei politici fancazzisti che c’erano prima di lui con frasi e epiteti non molto da docente universitario ma più da scaricatore di porto genovese. I giovani dovranno brandire l’Agenda come se fosse un libretto rosso ma più sobrio. Ideologia:capitalismo puro, liberismo, conservatorismo nazionale, cristianesimo democratico. Leader:il detentore dell’Agenda, Mario Monti. Collocazione:centro-destra.

Feudalesimo e Libertà

La reazione in tutto il suo splendore, il ritorno ai cari vecchi antichi costumi del Medioevo, con tutto ciò che comportano, ripristino della pena di morte, feudalesimo come sistema economico, vassallaggio, monarchia assoluta. I cani progressisti e eretici che oseranno opporsi a loro saranno massacrati dalle orde di cavalieri. Ideologia:reazionarismo, nazionalismo, xenofobia, imperialismo, militarismo, assolutismo monarchico, feudalesimo. Leader:Sua Maestà il Re o in alternativa i vari Signori membri della sua corte. Collocazione:estrema destra.

ESCLUSIVA:Intervista al sindaco Federico Pizzarotti

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Non mi dilungherò troppo sull’introduzione a tale intervista essendo già lunga di per sé. Ufficialmente era per il blog della scuola ma in fondo l’articolo è mio e non vedo perchè non metterlo anche qui. Il 12 dicembre 2012, insieme a due miei compagni di scuola, uno in qualità di cameraman e uno di fotografo, ci siamo recati presso il Comune di Parma per intervistare il sindaco Federico Pizzarotti, dopo un’anticamera di mezz’ora durante la quale abbiamo chiacchierato con uno degli addetti al cerimoniale incaricato d’accoglierci, il sindaco ci ha ospitato nel suo studio, ecco come ha risposto ai vari temi delle diverse domande postegli:

Lei è il più giovane sindaco nella storia del Comune di Parma, ci può raccontare come mai ha scelto di entrare in politica e perché con il Movimento 5 Stelle?

Perché entrare in politica penso sempre che sia un pensiero condiviso da tanti ovvero cercare di cambiare le cose nel momento che non siano corrette o che non siano giuste dal punto di vista della gestione della cosa pubblica e dei soldi pubblici soprattutto, ma anche dello spirito critico con cui vengono affrontati i problemi che siano essi di ambito ambientale piuttosto che sociale era comunque una voglia di cambiamento. Con il Movimento 5 Stelle perché al momento era ed è l’unico movimento che sicuramente non ha persone inquisite o persone che in passato sono state condannate e che porta una tipologia di approccio alla politica che è comunque diverso da quello dei partiti classici gestiti in un modo non molto chiaro.

In merito alla scuola, quali sono i vostri rapporti con la provincia in merito alla gestione degli edifici scolastici e avete intenzione di prendere come modello il nostro liceo che è uno dei maggiormente dotati a livello tecnologico come ad esempio:computer in ogni aula, lavagne multimediali et simila?

In merito ai rapporti con la provincia e sulla scuola se ne occupa il vicesindaco essendo titolare e tenendo i rapporti con tutti le competenze sono più sue che mie. Le posso dire qual è il nostro approccio cioè che sicuramente le strutture per anni sono state diciamo non valorizzate poi ricordo che il comune come competenza ha solo le scuole medie, le scuole superiori sono strettamente di competenza della provincia come struttura poi vedremo con la riforma delle provincie a chi andranno in capo. Sicuramente per anni sulle scuole c’è stata una scarsa attenzione se pensiamo al risparmio energetico, se pensiamo ai tetti in amianto, c’è ancora molto da fare. Per quanto riguarda le tecnologie, andando un po’ in controtendenza con quella che potrebbe essere la mia apparenza poiché sicuramente sono abbastanza tecnologico, penso che un computer in ogni aula o un proiettore o una lavagna elettronica sia più che normale per proiettare slide, per guardare video, sicuramente più veloce rispetto al passato quando vi era l’aula con la televisione. Sono meno d’accordo inevitabilmente, visto che il computer permea tutta la nostra giornata come anche lo smartphone o il tablet a seconda della persona, sull’uso della carta poiché rischiamo di perdere, usandola sempre meno, le nostre capacità di scrittura manuale poiché, guardando me stesso, nonostante usi molto il computer, so che la manualità è una cosa che si può perdere come anche la calligrafia. Diverso è il discorso sui libri perché avere nella borsa un singolo ebook penso che sia una cosa molto vantaggiosa dal punto di vista dello spreco di carta, dell’aggiornamento delle edizioni da un anno all’altro e anche solamente del peso. Però per quanto riguarda lo svolgimento dei compiti, dei temi e di tutto il resto, penso che l’approccio mentale sia ancora dovuto, non è normale che alle elementari si possa usare la calcolatrice poiché un conto è fare un logaritmo, un conto è fare le addizioni.

Quindi potremmo correlare ciò al fatto che il Movimento 5 Stelle sia stato il partito che ha sfruttato di più il web per la sua campagna elettorale nonostante si siano notati dei fallimenti nello svolgimento delle Parlamentarie …

Questo lo possiamo misurare anche coi sondaggi del comune, abbiamo iniziato un percorso per avvicinare le persone alla votazione online o comunque a informarsi online perché inevitabilmente c’è un’inerzia nei comportamenti, poiché in ogni caso le cose non si possono cambiare da un giorno all’altro, che qui incidono sul concetto di:”So che devo andare online per fare una cosa, per informarmi o per magari contribuire al documento programmatico”. Abbiamo fatto un sondaggio e su 180 000 persone a Parma, hanno votato in 500. Uno potrebbe chiedersi perché a fronte del fatto che si sono registrati in 1200, sono pochi però dal momento in cui io ti do la possibilità che consiste nel potersi registrare, basta avere la carta d’identità, e votare perché non viene usato questo strumento elettronico? Perché culturalmente è una cosa che deve passare, hanno partecipato molte più persone agli incontri che abbiamo fatto in tutto il comune rispetto a quelli online che potevano essere più comodi. Ci vuole un cambio di mentalità che potrebbe aiutare anche l’approccio tecnologico alle varie questioni.

A proposito degli incontri, ci sono state delle polemiche in merito al fatto che non si è capito se sono incontri istituzionali, che a quanto pare si svolgano in poco tempo, che la gente non riesca a formulare in questo tempo critiche costruttive e anche in merito a quale compito possa avere questa psicoterapeuta presente ad ogni incontro …

Il punto è come sempre quello di prima, uno degli aspetti che si notano di più è l’inerzia e la resistenza al cambiamento, risponderò a tutti i tre quesiti. Primo, il tema istituzionale, non so quante volte sia stato tirato fuori in passato se non a scopo propagandistico, il fatto che un membro della giunta sia andato in tutte le assemblee del quartiere fatte, sono state veramente tante calcolando che prima vi erano i consigli di quartiere quindi da un’altra realtà. Quando la giunta si muove, avendo sempre presente il vicesindaco o qualche altro assessore, da lì è una cosa istituzionale. Altrimenti diversamente non sarebbe stata una cosa della giunta se l’avesse fatta un singolo partito o movimento quindi queste erano istituzionali, essendo anche sul sito del comune. Il secondo punto è che non c’era tempo, una volta sono andato a casa all’una dopo un’assemblea iniziata alle nove, d’altronde qual è l’alternativa?Mi sentivo rispondere:”Più di stare tre ore qual è l’alternativa?”, durava più di un consiglio di quartiere medio.

A questo punto vien da chiedersi a cosa possano servire i consiglieri comunali visto che dovrebbero essere loro a rappresentare i cittadini …

E invece secondo me questo è molto sbagliato, questo è il punto.

Però ad esempio i consiglieri del Movimento 5 Stelle che dichiarano di rappresentare i cittadini dovrebbero essere differenti …

E no, questo è il punto, bisogna aprire, non bisogna fare del clientelarismo. Tante volte in consiglio comunale abbiamo fatto del clientelarismo, lo può anche andare a vedere nella storia dei consigli comunali. Quindi tu abiti in un quartiere, prendi le istanze del tuo quartiere tendenzialmente perché poi quando vuoi ricandidarti devi prendere voti dal tuo quartiere e porti il caso singolo che magari non è contestualizzato in quella che è una strategia o una possibilità per comprenderci, ad esempio: “I cittadini dicono che serve una fermata in più in quella strada”; ha senso, non ha senso, in una visione collettiva dei trasporti c’è o non c’è, questo è il problema perché lo porta un singolo consigliere che quindi, giustamente o ingiustamente, si fa garante di alcune persone che magari non lo conoscono e se non lo conosci? Non hai diritto a fare una tua istanza e di andarlo a cercare? L’assemblea è un momento istituzionalizzato, tu puoi venire e contribuire con le tue proposte, dando anche la possibilità di scoprire quali problemi si possano avere in comune altrimenti la rappresentanza è una cosa che inevitabilmente è destinata ad essere rivoluzionata perché trentadue persone difficilmente potranno essere tramite e soprattutto senza dover intermediare alle proposte dei cittadini. Il punto è sempre questo come anche le associazioni di categoria o le associazioni sindacali, chi fa da tramite traduce le esigenze e cerca di fare una sintesi, giusta o sbagliata che sia, però arriva un messaggio che non è detto sia identico al messaggio che è partito dal cittadino. Avere un rapporto diretto vuol dire ascoltare direttamente quello che è l’istanza, quindi inevitabilmente bisogna aprirsi alle richieste dirette se no si rimane chiusi. Sull’ultimo punto invece, il tema della psicoterapeuta. Alle assemblee è servita poiché erano abituati tutti a dire:”Sono dall’altra parte della cattedra, ti dico le mie cose”; quello che non ti dice nulla si alza e se ne và per questo abbiamo studiato un metodo di partecipazione che sia mediamente utilizzato, voi che siete studenti guardate Open Space Technology, che è un tipo di modalità per fare gruppi di lavoro che è molto simile a quella che abbiamo usato noi e che viene usata in tutto il mondo, quindi non bisogna sorprendersi se il mondo va avanti. Quindi rimanere dietro una cattedra e dire:”Noi siamo bravi, abbiamo fatto tante belle cose, chi vuol dir qualcosa?”; magari si alza uno, che è quello più coraggioso perché potrebbero parlare altre cinquanta persone ma non tutti hanno la voglia o sono in grado. Il concetto dei gruppi più piccoli serve esattamente a questo, in gruppi più piccoli si è tutti meno timidi, si ha tutti meno paura di dire qualcosa di sbagliato, si stabilisce all’interno un portavoce che porterà le istanze del gruppo che magari è quello che avrebbe parlato comunque e si riesce a far partecipare tutti indipendentemente dalla loro forma mentale, se no in tutti i gruppi c’è quello che non parla mai che magari ha una cosa importantissima da dire ma è timido magari.

Però si potrebbe ribadire, almeno stando alle critiche dei pochi incontri con essi, che forse i sindacati e le associazioni di categoria potrebbero essere più competenti …

No purtroppo non mi sento di condividere ma perché l’ho detto anche a loro.

Non li ritiene competenti?

No li ritengo competenti come tanti altri ma la sintesi andrebbe però sicuramente, dovrebbe essere scevra da tutto quello che è un’interpretazione, un indirizzo, un’appartenenza, perché non possiamo dire che i sindacati non siano politicizzati perché è un dato di fatto. Quindi io sto parlando dei lavoratori e delle loro esigenze o di una tendenza di queste? Perché questo è sbagliato, questo vale anche per le associazioni di categoria e quant’altro. Il rapporto diretto con chi ha le esigenze è quello di prendere atto dei problemi in quanto tali. Voglio dire noi abbiamo visto che, ad esempio per l’ordinanza sulla movida, parlare direttamente con i baristi, gli esercenti o le persone che abitano lì, al di là dei risultati che si ottengono perché poi ognuno rimane arroccato e trovare una mediazione è difficile, poiché c’è gente che rimane arroccata sulle sue posizioni e io non ci posso fare niente. Trovare una sintesi non è sempre semplice però parlando e spiegando direttamente alle persone perché avere un rapporto diretto significa anche spiegare esattamente la questione, chi è in mezzo, come in un passaparola, perde sempre qualcosa. Parlare direttamente vuol dire spiegare qualcosa, è capitato tante volte di spiegare direttamente il concetto e sentirsi rispondere:”Ah ma io l’avevo capito diverso, per come ho ragionato, per chi me l’ha detto o da altro”.

Entrando in un discorso più nazionale, nel programma del Movimento 5 Stelle vi è l’abolizione del quorum per i referendum abrogativi e l’istituzione di referendum propositivi, ce ne può parlare?

Riguardo alla mancanza del quorum vorrei dire che invitare le persone a non partecipare poiché adesso la domanda è chi vuol far perdere un referendum?

Riguardo all’abolizione del quorum, se venisse abolito e votasse meno del 50% della popolazione, non vi è il rischio che si crei un elitarismo per il quale solo pochi decidono il destino di molti?

Dipende dalle persone, nessuno vieta a quelli che non vanno a votare di andare a votare. Il punto è questo, vuoi che qualcuno voti al posto tuo?Spero e penso di no, vai a votare. Mentre adesso il messaggio che passa è il classico, in tutti i referendum è:”Andate al mare, non andate a votare”. Non è un messaggio positivo poiché il voto, tornando all’esempio di prima, è il momento in cui io cittadino posso esprimere la mia preferenza che sia per un partito, per un rappresentante o a un referendum. Non andare a votare vuol dire perdere un mio diritto, non esercitarlo perché devo essere incentivato da alcuni partiti a non andare a votare, perché non andare a votare? Io sono sempre andato a votare, quindi il mutare del quorum toglie questa scusa, quindi tutti sarebbero obbligati, come partito e rappresentanti a dire:”Andate a votare, se non andiamo a votare perdiamo”. Quindi è giusto andare a votare. Se no non c’è via di mezzo e uno non è che si sveglia la mattina dicendo:”Domani facciamo il referendum”. Io come sindaco o chiunque, l’iter di presentazione non è in discussione, poiché tu per fare un referendum devi raccogliere 300 000 firme però tu una volta che le hai portate è giusto che questo venga votato, non che perde se la gente non và a votare.

Non rimane comunque il rischio che siano solo questi 300 000 a decidere?

Sì ma il mondo si deve fermare perché tutti vanno al mare?

Non credo …

Tutte le volte che un referendum non è arrivato al 50% dei votanti è stato perché l’invito era:”Andate al mare”; era ed è un messaggio negativo perché vuol dire lascia stare il tuo voto, tu non andarci se non ti interessa, fai così, così vinceremo sicuramente perché il rischio di andare a votare, per quelli che votano contro è sempre che tu vai a votare al 50%+1 dopo magari vedi quanti hanno votato sì e quanti hanno votato no, quindi non andare a votare squalifica tutti gli altri. Facciamo lo stesso esempio:oltre 100 milioni di persone, ne vanno a votare 49 milioni perché 51 milioni si sono astenuti o non sono andati a votare, questi 49 milioni magari votavano tutti in una direzione non hanno diritti?

A quel punto la democrazia può degenerare in un totalitarismo, se la gente comincia a disinteressarsi della politica …

Infatti bisogna incentivare la gente a partecipare dandogli un motivo per farlo.

Ad esempio il fascismo è salito al potere grazie anche all’indifferenza verso la politica, a proposito di questo vi sono state polemiche sul Movimento 5 Stelle e CasaPound. Ad esempio pare che il Movimento 5 Stelle a Bologna, abbia votato un ordine del giorno di solidarietà a CasaPound insieme al PDL. Qui a Parma vi è stata un’accesa polemica in merito alla apertura di una locale sede di CasaPound. Il comune come intende rapportarsi con tale associazione? Ricordando che Parma è città storicamente antifascista e ricordando gli episodi di violenza correlati a tale associazione.

Come? Non bisogna dare la risposta nella domanda, questo lo dico per voi, noi abbiamo condannato più volte gli atteggiamenti di CasaPound i quali si autodefiniscono i fascisti del terzo millennio. Un conto però è parlare di opinione personale un conto dell’istituzione, l’entità preposta alla sicurezza e all’ordine pubblico è ovviamente la questura, quindi tante volte questa è la risposta perché il comune non chiude le sedi di alcuna associazione. Non è che chiudiamo le sedi di chi non ci sta simpatico. Le istituzioni sono fatte per tutelare tutti, quando dico di essere il sindaco di tutti lo dico e lo penso quindi c’è chi gestisce la sicurezza pubblica e lo fa con competenza e con causa, sta a loro valutare e avvisare quelli che sono i rischi per la cittadinanza e agire di conseguenza. Se no si scade sulla demagogia e sui proclami.

Le ricordo però che la repubblica italiana è fondata anche sull’antifascismo e ci sarebbe anche la legge Scelba sull’apologia di fascismo …

Sulla base di quanto ha appena detto, può dire in quali altri comuni hanno chiuso le loro sedi?

La legge Scelba è stata limitata fortemente dalle ultime sentenze dei vari tribunali …

La risposta è lì, se la domanda era strumentale purtroppo è andata male.

Intendevo se non aveste pensato che potessero crescere le tensioni tra comunisti e fascisti qui a Parma a causa di CasaPound …

Il tema è qui, non si deve arrivare a questo livello di tensione.

E in merito all’inceneritore?

Si è fatto luce sul grave sistema di come vengano condotte le opere che dovrebbero interessare la collettività senza una chiarezza sull’iter, senza una chiarezza sugli appalti, senza una chiarezza su tanti punti e senza una apertura e una trasparenza necessarie.

Vi è anche una velata accusa alla provincia in merito alla gestione della questione?

Ma anche al comune per quello che ha fatto prima, non c’è stata chiarezza, non c’è stata apertura al dialogo. L’abbiamo detto tante volte:se non avessimo avuto la possibilità adesso di vedere le carte e quindi anche di uscire da determinate problematiche, la cosa non si saprebbe. Non so se avete letto, se non lo avete fatto vi invito a farlo, la sentenza della procura parla chiaramente di gravi episodi di corruzione e di gestione. Io non dico niente, non avendo le competenze o i meriti per farlo, lo dice la Procura della Repubblica quindi penso che bisognerebbe stare attenti su questi temi. Poi c’è anche il tema ambientale e il tema economico e noi da sempre riteniamo che quest’opera non abbia una solidità economica basandosi sugli incentivi statali e inquadrandosi su un piano rifiuti che non è realizzabile. Stamattina sono andato in regione, la regione punta ad avere il 70% di raccolta differenziata come media regionale in futuro, questo vuol dire:”Che rifiuti ci mettiamo?”, rimane sempre la domanda iniziale oppure li importiamo da tutto il resto dell’Emilia Romagna e dell’Italia, c’è sempre la soluzione dell’importazione. Questo è un problema che andrebbe affrontato con più intenzione di risolvere il problema piuttosto che rimanere schierati ognuno nei propri principi, non è così che si risolve il problema.

Sempre nell’ambito infrastrutture e trasporti, è stato dato il via alla privatizzazione della TEP (Tranvie Elettriche Parmensi) …

Detta così secondo me dovrebbe documentarsi meglio, c’è l’ingresso all’interno della TEP di un soggetto che può essere benissimo privato o un altro soggetto che potrebbe essere statale, ad esempio in questi giorni le ferrovie dicono di voler investire nelle aziende di trasporti, bisogna sempre documentarsi. Non è questo il tema, il tema è che le aziende statali e comunali in alcuni casi devono avere la forza di reggersi sulle proprie gambe, quest’anno la TEP ha perso oltre 800 000 euro.

Avete intenzione quindi di rimanere azionisti di maggioranza?

Assolutamente sì. L’errore che era stato fatto quando a suo tempo provincia e comune avevano stabilito una gara di privatizzazione e avevano portato dei parametri che erano un po’ fuori da quello che poteva essere la sostenibilità di questa operazione. E’ importante che il governo di un’azienda di trasporti, di rifiuti, dell’acqua o dell’energia rimanga al comune o comunque alle istituzioni.

Tornando alla politica nazionale, come vede la prossima legislatura?

Non lo so, molto incerta.

Il Movimento 5 Stelle nei sondaggi è al secondo posto …

Sì ma non è tanto questo, mi preoccupa la visione complessiva del fatto che dopo vent’anni, al di là del Movimento 5 Stelle, tutto il resto della compagine politica sia la stessa di vent’anni fa. Penso che per tanti italiani sia una cosa difficilmente accettabile perché ci vuole un ricambio, se no i giovani cosa fanno? Se ci riempiamo la bocca di “i giovani sono il futuro” e “i giovani saranno la nuova classe dirigente”, devono anche avere la possibilità concretamente di trovarsi sul campo.

Lei pensa che possa andare al governo il Movimento 5 Stelle?

Non lo so, mi sembra prematuro visto che la campagna è ancora lunga e rispetto alla legge elettorale attuale è difficile nel momento in cui anche se tu fossi il primo partito devi avere la maggioranza, l’M5S non essendo in coalizione con nessuno sarà difficile.

Non crede che ci potranno essere eccezioni nonostante il regolamento dei parlamentari M5S in merito alle coalizioni?

Sicuramente no perché quello che avviene in comune, al governo è che una volta che sei in coalizione è una pratica sicuramente brutta la spartizione delle poltrone, non si valuta il merito ma si valuta che ognuno si porta i suoi. Una cosa che siamo abituati forse a veder da anni ma che spero scompaia come logica. Noi come assessori non abbiamo preso nessuno, a parte il vicesindaco, che fosse del Movimento 5 Stelle, ovvero che fosse già un’attivista. Mentre abbiamo preso persone che pensano o che agiscono rispettando i principi del Movimento 5 Stelle quindi questo è possibile farlo per tutti. Valorizzare la competenza e lo spirito, il quale deve essere aderente a quello che si pensa rispetto a quello che si fa.

Questa domanda gliel’avrei dovuta fare il 20 novembre ma rimandammo la nostra intervista a oggi, in ogni caso le chiedo:se lei fosse stato un elettore del centrosinistra, chi avrebbe votato alle primarie?

Ma è molto difficile dirlo, non mi sono informato a riguardo.

E’ rimasto sorpreso dall’affluenza alle primarie del centrosinistra?

No perché se guardiamo lo storico degli anni sono in calo, questo è un dato di fatto.

E’ sorprendente comunque che nonostante la crescita del Movimento 5 Stelle vi sia stata una tale affluenza …

Quando ci sono delle iniziative che vanno verso un’apertura diretta ai cittadini io sono sempre a favore, quindi non voglio criticare a prescindere. Puntualizzo sui termini, sono sempre importanti.

 

Celodurismo a 5 stelle

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Federica Salsi, consigliere del Movimento 5 Stelle presso il Comune di Bologna.

Non scrivo da un po’ su questo blog, credo dal Dies Iren o dal mio articolo sul mero populismo dell’M5S. Quest’oggi però l’ultimo triste evento dell’epopea a 5 Stelle mi ha dato l’ispirazione per scrivere, o meglio come direbbe Fantozzi:”Si incazzò come una bestia”. Pochi giorni fa abbiamo avuto la conferma di una nuova ideologia o meglio idea come la chiamano i grillini, pardon gli attivisti:il celodurismo alla leghista. Antefatto:Federica Salsi, consigliere comunale per il Comune di Bologna si presenta, in spregio alle direttive del Movimento, direttive dettate dal leader maximo Grillo, alla nota trasmissione televisiva Ballarò su Rai 3. La condotta della Salsi presso tale programma televisivo, non ha avuto alcunchè di vergognoso o riprovevole, insomma niente che somigli a una Daniela Santanchè o a una Alessandra Mussolini, purtroppo però non vi può essere pietà nell’esecuzione dei regolamenti e per la sua violazione viene attaccata da Grillo. Il comico sul suo blog critica fortemente la Salsi, usando valide e pertinenti argomentazioni, questo almeno secondo Umberto Bossi (se le avesse lette): punto G, orgasmo e altre frasi che, se avessimo coperto il nome dell’autore, ci avrebbero fatto pensare a un leghista intento a insultare una sinistroide o a un goliardico Berlusconi. L’altro ieri almeno è avvenuto un evento positivo per l’unità dell’M5S, una forte presa di posizione dei colleghi consiglieri del Movimento 5 Stelle di Bologna che compatti e in blocco hanno lasciato la Salsi sola e abbandonata nel suo scranno andandosi a sedere, per triste fato o per affinità politica vicino a dei consiglieri della Lega Nord! C’è poi chi si lamenta degli accostamenti Grillo-Berlusconi e Movimento 5 Stelle con la Lega Nord-Padania nel suo periodo “rivoluzionario e antisistema” degli anni ’90, si chiedano il perchè di questi accostamenti e, magari, invece di chinare la testa al loro DUX provino a praticare l’arte del dibattito, quella cosa che, sia che vi siano i partiti, sia che siano cancellati dalla faccia della terra, ci sarà sempre in un regime politico democratico.
Ieri Marco Piazza, collega consigliere della Salsi, dopo averla umiliata a livello istituzionale oserei dire,  l’azione dimostrativa lui e i suoi colleghi l’hanno compiuta come consiglieri dentro un’aula di consiglio mica in uno stanzino qualsiasi, ha chiesto alla Salsi di chiedere scusa per quanto ella ha detto. Spero che la signora consigliera, nella sua risposta al suo caro collega, inserisca una citazione nota di padron Beppe Grillo: “Vaffanculo!“.

Voci precedenti più vecchie

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