Si prega sempre quando è tardi.

Così cantavano I Corvi, rocchetti degli anni ’60 dimenticati dal tempo.

Questo è l’ennesimo articolo sul Papa e sulla Chiesa. Ne abbiamo avuto uno del collega Mullanu che attaccava alcune dichiarazioni del Pontefice Francesco (poi rivelatasi una bufala), ed un’altro del vaticanista che risponde all’identità di “Sisto VI”, cattolico tradizionalista.
Si dice che il 98% dei maltesi sia cattolico. Penso di non potermi sottrarmi a questa statistica.

In verità, questo articolo voleva essere una recensione del libro “Gesù ed i Saldi di Fine Stagione” (provocante, eh?) di Bruno Ballardini, e lo sarà, ma mi riserverò di incentivare alcuni passi salienti di quest’opera.

Ho scoperto il Dott. Ballardini con quest’opera. È un filosofo, esperto di marketing e comunicazione.
Mi è parso di capire dalla lettura che segua le filosofie orientali del Tao e non creda nei dogmi cristiani, pur rispettando la figura di Gesù. Dimostra una mentalità pragmatica, a differenza di quanto ci si aspetterebbe da un grande esperto di lettere e costume. Aveva già scritto un libro simile; l’argomento è: “Affinità e divergenze tra Marketing e Religione“.

Questo libro è di una bellezza indescrivibile. Non è una biografia, ma con metro magico il Ballardini ci svela parte del suo passato hippie, dei suoi sogni, delle sue esperienze, delle sue riflessioni sul divino e sul mondano. Non è un romanzo. Ma forse lo è: racconta una storia così incredibile da non sembrare vera.
Per buona parte della lettura, le pagine s’incastrano in un trattato filosofico sulle strategie di espansione del bacino di fedeli delle istituzioni religiose; eppure, l’intento del libro non è davvero questo.
Ballardini ci dice che ha scritto questo libro col chiaro intento partigiano: voleva che una certa fazione della Chiesa potesse vincere su un altra.

Andiamo al succo: la storia del libro è che Ballardini è chiamato da un Cardinale di circa 73 anni, un grande teologo, che gli chiede di insegnargli le basi fondamentali del marketing ed elaborare una strategia per frenare il calo delle vocazioni e migliorare il consenso internazionale riguardo le politiche e la dottrina della Chiesa Cattolica. Il Cardinale gli chiede riserbo sul fatto, rivelando al filosofo che il suo fine personale è conquistare l’approvazione degli altri Cardinali al fine di operare una transizione epocale all’interno dell’istituzione petrina (!!!).
Sotto il profilo etico, non mi schiero a fianco dell’autore. Pubblicando il libro (nel 2011) ha tradito la fiducia del Cardinale, ma Balardini si difende dicendo che la pubblicazione del libro avrebbe comunque indirizzato la popolazione cattolica verso quel “modernismo” così temuto dagli uomini del Vaticano (compreso Sisto VI!), e così auspicato da quella massa di intellettuali dei “Credenti – Non praticanti“.
Notate questo: il filosofo ci lascia col dubbio. Dice che potrebbe essersi inventato tutto di sana pianta, sebbene un fondo di verità dietro la sua storia ci sia.
Questo espediente, l’ho trovato magnificamente metanarrativo.

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Sotto profilo dei contentuti, ci troviamo di fronte ad un trattato valido: Gesù e i Saldi di FIne Stagione esplora con fare scientifico pregi, debolezze e minacce della Chiesa Cattolica.
Questo non è un libro contro la Chiesa, ma un libro che vuole aiutare la Chiesa.

Secondo Ballardini, il problema del Vaticano si può riassumere così: è incoerente. Molti prelati sono degli ipocriti. Ballardini non afferma assolutamente che la Chiesa si sbagli ad assumere posizioni difensive su temi come l’aborto o l’impiego degli embrioni in ambito scientifico. Egli non vuole dare giudizi di merito sui temi etici. Ballardini invece pone in risalto questo fatto: mentre il Papa chiedeva ai cattolici un disimpegno dal relativismo sui temi etici, i suoi apparati usavano due pesi e due misure per gli affari interni. Un chiaro esempio è questo: se un prete protestante sposato si converte al ministero cattolico, mantiene il sacramento del matrimonio, mentre se una suora venisse stuprata, dovrebbe dismettere il saio.

Queste incongruenze nel diritto canonico generano sentimenti di inquietudine nei fedeli.
Anche nei suoi organismi più decentrati, il Vaticano è frammentato. Secondo Ballardini, ci sono troppe differenze tra Comunione e Liberazione (cattolici trendy, intellettuali e moderatamente spiritosi) ed il Movimento dei Focolari (cattocomunisti), senza dimenticare l’Opus Dei (definiti quasi massonici nella loro ritualità), quei laici sempre in antitesi coi poveri parroci diocesani.
Secondo questo libro, l’Azione Cattolica, la vecchia spalla della Democrazia Cristiana, era un chiaro esempio di diligenza ed efficienza, ma la frammentariazione dell’associazionismo cristiano, questi nuovi gruppi postconciliari, spesso guidati da laici, ha distrutto quanto di buono avevano costruito l’Azione Cattolica e gli antichi ordini di monaci e chierici (francescani, domenicani, gesuiti etc etc).

Sotto il profilo de: “I grandi nemici moderni della Chiesa“, Ballardini pone un forte accento sulle confessioni pentecostali e sincretiche. Le prime, in maniera ingenua e con toni da predicatore, affascinano i fedeli più ingenui: permettono una intermediazione diretta tra la divinità e l’uomo, spesso però sprofondando nella superstizione; le seconde , e ci riferiamo a Scientology ed alcune strane chiese orientali che fanno un minestrone di dottrine e simboli, sono altrettanto pericolose perché spesso guidate secondo criteri molto profani e molto poco spirituali nelle modalità di espansione del bacino di fedeli.
Non ho citato Scientology a sproposito: se la Chiesa medievale si rifaceva al grande carisma dei Papi e dei Santi per attrarre i fedeli, Scientology si rifà al carisma di attori e personaggi famosi per conquistare la scena.

Le antiche filosofie orientali, invece, non sarebbero rivali del Cattolicesimo, perché il loro messaggio interessa maggiormente quella componente di fedeli che non è naturalmente incline al messaggio cristiano.
Discorso a parte per l’associazionismo ateo, l’UAAR (Unione Atei Agnostici Razionalisti), definiti dal filosofo quasi una “setta”: inadeguate ad aggregare anche i liberi pensatori a cui vorrebbero rivolgersi perché prive di “prodotto”, prive di valore. Bello il paragone tra queste religioni senza-Dio ed il movimento No-Logo di Naomi Klein: l’associazionismo ateo è inconcludente perché offre le stesse soluzioni ipocrite della Chiesa senza tuttavia offrire nessun prodotto spirituale “più elevato”.

Il messaggio più forte del libro però si rivela nella parte finale: il filosofo che rivela la strategia ai prelati vaticani in una conferenza alla Pontificia Accademia delle Scienze. La grande strategia è che la Chiesa non deve avere una strategia. Le strategie si adoperano in guerra, e la guerra conduce al massacro. La Chiesa Cattolica per troppo tempo ha dimenticato che il suo obiettivo è la salvaguardia la vita umana in questo mondo, e l’anima in quello che verrà. Non c’è nessun particolare motivo per porsi in antitesi con le altre religioni.
La strategia del cristiano è dunque il Vangelo del Cristo: nel libro sacro, l’esperto di comunicazione ed etica conferma qual’è il marketing da adottare. Il suo consiglio è un ritorno ai fondamentali: i preti dovrebbero potersi sposare come fu nella prima metà della Storia del Cristianesimo. Gli scismi dovrebbero essere sanati. Il cristianesimo deve ritornare a coniugare ortodossia (che in greco vuol dire “Verità”) e cattolicesimo (che in greco vuol dire “Universalità”) ricucendo al più presto gli strappi con le chiese orientali, luterane ed anglicane.

Alla luce dei recenti fatti del 2013 mi pongo un serio interrogativo: e se il Dott. Ballardini non avesse mentito? Se una “fronda modernista” si fosse messa in azione nel Ponteficato di Benedetto per una serie di riforme sostanziali dell’Alto Clero?

L’elezione di Francesco porterà, come peraltro diagnosticato da un buffo (o blasfemo, a seconda dei casi) articolo di VICE, un generale ritorno alla Chiesa povera. Questo sembra piacere molto ai fedeli. È solo una delle componenti del ritorno alla Chiesa dei Martiri. Una strategia efficace, basata sul Vangelo, porterà al compimento finale dell’AntiScisma Cristiano?

Un altro interrogativo scuote la mia coscienza: tutto questo era già stato profetizzato più e più volte…l’esito finale dell’operazione è sempre il solito: l’Apocalisse, la fine di Roma e del mondo intero nel Giudizio Universale e l’ascesa della Gerusalemme Celeste.

Il Papa Povero sarà un nuovo Pietro, o ne sarà l’ultimo?
Le speculazioni possono essere molte. Cercate di ragionarci: forse la fine della dinastia dei Pietri potrebbe essere il trionfo finale del Cattolicesimo sul mondo.

La fine: il Papa si dimette

L’annuncio delle prossime dimissioni di Benedetto XVI ha colto molti di sorpresa.
Penso non potesse esserci modo migliore, per me, di staccare da numerosi commenti scritti TUTTI IN MAIUSCOLO SENSA PUNTI SENSA VIRGOLE NO SI CAPISCE UN CA$$O e soprattutto senza un filo logico. Insomma, cari commentatori, se scriveste seguendo le regole della grammatica, della sintassi e della netiquette (che non sono né casta, né capitalismo, né comunismo, né fascismo) risparmiereste tante energie mentali a chi vi legge e risponde.
Chiudendo questo breve sfogo personale, ho voluto pensare a qualche scena che, nella mia fantasia, potrebbe essersi realizzata in Vaticano. Lo dico subito, non intendo dare adito a complottismi e dietrologie varie: quanto troverete scritto di seguito è integralmente prodotto della mia immaginazione. Lo voglio dedicare a Luca, che mi ha introdotto a questo genere di scrittura.

San Pietro

Città del Vaticano – Ufficio di Georg Gänswein

“This is the End, hold your breath and count to ten, feel the earth move and then hear my heart burst again…”
Dalla radio è la voce di Adele a diffondersi là dove l’arcivescovo tedesco organizza le udienze papali ed assiste l’uomo di bianco vestito.
È questa la fine? È davvero la fine? medita il 56enne tedesco. La risposta, in cuor suo, non riesce a darsela. Certo la svolta epocale lo coglie sì al corrente dei fatti, ma non consapevole del disegno pontificio, né tantomeno di quello divino: è forse questo ciò che più di tutto spaventa chi, razionalmente, si è occupato ben più degli uomini e delle relazioni terrene e pratiche tra essi, che non dell’inconoscibile volontà divina.

Città del Vaticano – Appartamenti del Romano Pontefice

Un uomo anziano siede al pianoforte, sua grande passione. Accanto a lui i propri cani, ed un altro uomo è seduto a poca distanza su una poltrona ottocentesca.

“And now, the End is here, and so I face the final curtain. My friend, I’ll say it clear: I’ll state my case, of which I’m certain. I’ve lived a life that’s full, I travelled each and every highway, and more, much more than this, I did it my way.
Regrets, I’ve had a few, but then again, too few to mention. I did what I had to do, and saw it through without exemption. I planned each charted course, each careful step along the byway, and more, much more than this, I did it my way…”
“Joseph, riesci sempre a stupirmi… Da quando suoni anche Sinatra? Non mi dire che quell’immorale di un italiano ti ha contagiato… Siamo riusciti a non cedere alla NSDAP, ricordi?”
“Tranquillo, Georg, tranquillo… Non è certo quella categoria di persone ad esercitare influenza su di me. Sai bene che amo Mozart e Beethoven, tuttavia non posso fare a meno di pensare ai paragoni tra questa canzone e le nostre vite, ma perché no anche con Santa Romana Chiesa. Sento la fine avvicinarsi, vedo il sipario calare. Abbiamo viaggiato molto, abbiamo fatto molte cose, e spero in maggior parte giuste… Ma le abbiamo sempre fatte a modo nostro.
“Joseph, lo sai… È da quando ti ho visto nascere che penso che non ti avrei mai fatto fare qualcosa che tu non volessi. Ora, però, dimmi cosa pensi che accadrà.”
“Oh, bene, vedi…”

Città del Vaticano – Ufficio di Georg Gänswein

“…For this is the end. I’ve drowned and dreamt this moment so overdue, I owe them, swept away, I’m stolen.”
Lascia che il Cielo crolli. Ma non così impotente, diamine. Georg avvertì improvvisamente il peso della propria posizione.
Sono affogato ed ho sognato questo momento così atteso. Non poté fare a meno di pensare alla visione di Pio X, alle profezie su Roma e sulla Chiesa, sulla loro fine… E gli sobbalzò il cuore in gola.
Cosa poteva fare, se non informare Ratzinger delle sue preoccupazioni?

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