Luigi Cesaro legge ai delegati dell’Onu. Il mondo ride.

Ormai sembra di spararare sulla croce rossa, ma ogni volta che Luigi Cesaro, Presidente della Provincia di Napoli e Parlamentare del PDL, prende la parola, Napoli, e in questo caso il mondo, ride. Luigi Cesaro, in arte Giggin a’ purpett, laureato in Giurisprudenza nel 1984, fu arrestato nell’ambito di un blitz contro la NCO di Raffaele Cutolo. L’attuale Presidente della Provincia di Napoli fu condannato a 5 anni di reclusione per aver stretto amicizia con tutti i grossi esponenti dell’organizzazione camorristica, fornendo mezzi e abitazioni per favorire la latitanza. Il verdetto fu poi ribaltato in sede d’appello dove Cesaro venne assolto per insufficienza di prove, decisione poi confermata dalla Corte di Cassazione da un giudice con un soprannome particolare: L’ammazza-sentenze. Ma gli stessi giudici che lo assolsero furono attenti a stigmatizzare il personaggio, infatti, fu proprio lo stesso Cesaro a confermare in aula i suoi rapporti con i vertici della Nuova Camorra Organizzata.

Luigi Cesaro, Parlamentare PDL e Presidente della Provincia di Napoli, dal passato burrascoso

Cesaro, spesso, in tv dà il meglio di sé, dal celebre “Berlusconi ci dà il tic-tac”, alla penultima figura barbina sul Tg Regionale, quando lesse da un foglio un piccolo intervento proprio sul Wuf, che secondo lui era “Wuffo”. L’ultima gaffe in ordine di tempo è quella in cui legge un discorso ai Delegati dell’Onu durante il World Urban Forum. Lo scenario è questo: Il mondo in platea alla Mostra d’Oltremare assiste al Forum organizzato dall’Onu a Napoli, Cesaro comincia a leggere e gli svarioni grammaticali si susseguono uno dietro l’altro. Da un inglese scadente, nemmeno maccheronico, ad un accento che dà un tono particolare a frasi che non hanno senso nemmeno in italiano. Poveri traduttori che hanno dovuto cercare di cogliere prima il senso delle parole di Cesaro e poi tradurle in lingua straniera. E poveri studenti medi ed universitari che ogni giorno con passione, fatica e rabbia studiano, magari lavorano, per acculturarsi e costruirsi un futuro degno e migliore; cosa può pensare, infatti, una persona laureata in lingue, in Relazioni Internazionali, che ascolta il Presidente della Provincia di Napoli, che tra un “Wuffo” e qualche balbettamento parla all’intero mondo? Rabbia, ma anche tristezza. Ma grave, questo è certo e va denunciato, che un Presidente di Provincia rappresenti in questo modo Napoli nel mondo. La città di Totò, di Troisi, dell’arte e della cultura, della letteratura viene così derisa da tutti a causa di un tizio balbuziente in giacca e cravatta che non riesce nemmeno a leggere un discorso scritto da qualche suo consigliere.

Che amarezza.

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